APPALTI SULLA PELLE DEGLI OPERAI

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REDAZIONE DI OPERAICONTRO

Che bello sentirsi dire di “avere rotto il cazzo”. Anzi, “m’aa rut’ u caz puur tu”, a Pavia, per giunta. Succede che il kapo’ di turno si rivolga cosi provocatoriamente all’operaio delegato sindacale “maleducato” che “non saluta all’arrivo” in cantiere. In un dialetto poco familiare geograficamente. Acqua di rose in confronto a permessi per lutto familiare negati a lavoratrici straniere piu’ che ricattabili, pena il velato licenziamento. O le storielle su “leggi che sono cambiate” che consentono piu’ di due rinnovi di contratti a tempo determinato, o “leggi che sono cambiate” sulla regolamentazione dei permessi retribuiti, o “leggi che sono cambiate” sul computo delle ferie maturate, o “leggi che sono cambiate” sul riconoscimento in busta degli straordinari eccetera eccetera.

Gli appalti in lombardia da qualche anno si vincono a minimo 500 chilometri di distanza dal capoluogo. I capoccioni leghisti, al governo del territorio, sbraitano contro kebab in centro, nomadi in citta’, buoni mensa da fare pagare ai “furbetti”, salvo poi essere amici-sodali-collaborazionisti di rosanna gariboldi (first lady di Giancarlo Abelli, capobastone del pavese per i grossi affaroni), dei palazzinari di ogni specie, della ‘ndrangheta colonizzatrice nella provincia che contava 20.000 operai solo 20 anni fa. Il caporione locale Angelo Ciocca si e’ fatto beccare in flagrante a colloquio con gli scagnozzi del mafioso Pino Neri. Il boss calabrese Francesco Pelle, “Ciccio Pakistan”, e’ stato arrestato mentre era ricoverato proprio a Pavia presso una clinica privata sotto falso nome, arrivato con “qualche” copertura che non puo’ che puzzare di politica.

Nel capoluogo da anni dettano legge sceriffi democristi capaci di blitz da pellicole americane degli anni ’70, il cui nome e’ legato a pistole con matricole abrase che sparano nelle aule dei tribunali durante i processi e la cui figura e’ sodale con la criminalita’ organizzata. Ed ora questi sceriffi da caccia alle streghe siedono nel consiglio di amministrazione della piu’ importante struttura pubblica della citta’.

Appalti, ‘ndrangheta, sceriffi, capobastoni… e’ la solita minestra. Difficilmente chi non e’ di queste parti potra’ comprendere i soggetti tirati in ballo. Ma qualche lettore in citta’ ed in provincia puo’ cominciare a comprendere meglio chi siano gli attori degli appalti pubblici nella nostra citta’, mettendo insieme i soggetti nominati.

Gli operai non devono farsi mai trovare impreparati, soprattutto nel conoscere i reali suoi padroni. In particolare se in odore di mafia.

Per cortesia pubblicatelo, e’ importante.

Saluti Operai dal pavese

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