SOLIDARIETA’ OPERAI FIAT

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REDAZIONE DI OPERAICONTRO

L’indecenza dei padroni e dei pennivendoli italiani allarga i suoi gia’ siderali confini. Ora gli aguzzini stanno escludendo gli operai con tessera FIOM dal reintegro in fabbrica, o gli cambiano mansione.

I collaborazionisti di FIM e UILM gongolano. Dalla FIAT la malattia virale si e’ estesa a FINCANTIERI: le due sigle hanno zero virgola delegati ma sono gli unici ad avere potere decisionale e di rappresentanza. Ce l’hanno finalmente fatta a farsi delegare direttamente dal padrone e da un paio di impiegati.

Possiamo stampare tutti i volantini che vogliamo, dare tutta la solidarieta’ del caso in massa, ma e’ evidente che tutto questo non scalfisce minimamente il muro del padrone, che brinda rintanato ad un altro anno di “crisi” pagata dal sottomesso schiavo.

Le dirigenze sindacali sono ancora peggio, quando proclamano qualche ora di sciopero e una (UNA!) processione di ordinanza. Perche’ non avanzare la proposta di un sostegno concreto a livello operaio, che non sia quindi il ricorso alla magistratura dello stato od una sottoscrizione? Sono atti concreti e positivi anche questi, certo, ma non intervengono sulla quotidianita’ di chi ogni giorno entra nei lager FIAT, quando ci entra.

Sarebbe fattibile la concreta presenza fisica al fianco degli operai FIAT, ponendosi come obiettivo uno sciopero che richiami gli operai ai cancelli, fuori dalla fabbrica, ogni inizio e fine turno? La borghesia italiana si e’ abituata agli operai in presidio ai cancelli e sui tetti, proprio per le ragioni descritte da alcuni compagni su questo telematico. Non si puo’ chiedere agli operai FIAT ribelli di dare il via ad una seria protesta da soli. Hanno gia’ dimostrato il loro convinto NO con il grottesco referendum di Marchionne; gli stabilimenti FIAT non sono capannoni con una ventina di dipendenti, non e’ facile “salire su un tetto”. E’ da questa azienda che puo’ partire la rivolta operaia, proprio per questioni di rapporti di forza e dimensioni. E’ la lotta della FIAT quella da sostenere in massa, da nord a sud.

Non so cosa ne pensiate voi, ma spero pubblichiate questo appello. Non possiamo aspettare Camusso, Landini, COBAS e USB.

Bisogna agire materialmente sulla FIAT.

Saluti operai

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