BERLUSCONI E LA DIFESA DELLA PROPRIETA’

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[k]Anche in uno Stato il piu’ militarizzato e poliziesco possibile, una cosa del genere puo’ sempre capitare. Non si puo’ pensare di mettere in campo una forza tale, dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle donne in Italia e credo che non ce la faremo mai[k]. A dirlo e’ il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a margine di un comizio a Sassari, commentando l’impegno deciso dal governo di impiegare un numero maggiore di militari per la sicurezza anche in relazione alle recenti violenze sessuali contro le donne. Duro il commento del segretario del Pd Walter Veltroni ha criticato le parole di Berlusconi. [k]L’ennesima battuta del presidente del Consiglio di fronte al dramma delle tante donne violentate in questi giorni e’ una dimostrazione ulteriore di scarsa responsabilita’ e di scarsa sensibilita’ per una forma di violenza che segna la vita delle persone che la subiscono[k]. In serata la controreplica di Belusconi: [k]Era solo un complimento alle belle donne, io penso che in ogni occasione serva sempre il senso della leggerezza e dell’umorismo[k] e [k]Veltroni ha detto una grande oscenita’, come gli capita di sovente[k]. E ancora, lo stesso premier ha poi detto: [k]Aumentare la presenza dei militari sarebbe un modo per dare agli stessi militari un sentimento di utilita’ e per non essere soli a fare i guardiani del deserto dei Tartari. L’argomento si dovra’ approfondire perche’ il capo delle Forze armate e’ il presidente della Repubblica e non ne abbiamo ancora parlato[k]. Quanto al problema immigrati all’indomani delle proteste di Lampedusa: [k]Stiamo lavorando ma nessuno ha la bacchetta magica[k] ha detto Berlusconi. [k]Stiamo lavorando con i paesi dell’Africa mediterranea – spiega il premier – per far si che questo fenomeno possa diminuire. Abbiamo in parlamento un accordo fatto con la Libia che abbiamo tardato ad approvare, e dove c’e’ l’impegno del presidente del Senato ad approvare entro il 31, in modo che la Libia possa mettere in atto quelle misure di controllo delle coste contenute nell’accordo[k]. [k]Ma finche’ l’accordo non esce come definitivo dal parlamento – spiega ancora il premier – la Libia si ritiene come non impegnata a promuovere quelle attivita’ stabilite[k]. [k]Ci sono poi 1300 tunisini – aggiunge ancora Berlusconi – che devono essere rimpatriati[k]. ]]>

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