IRREGOLARI: COSI’ LI VUOLE IL PADRONE

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Irregolari: cosi ci vuole il sistema.
Caro Operai Contro, voglio esprimere la mia incondizionata solidarieta’ alla lotta dei detenuti del CPT di via Corelli a Milano, di cui hai dato notizia domenica mattina. Aggiungo alcune considerazioni sulla presenza degli stranieri a Milano, e delle condizioni a dir poco disumane cui devono sottostare, condizioni esattamente volute e funzionali a questo sistema sociale.
Gli immigrati a Milano.
Li ha contati una ricerca della Ismu [k] Bicocca, 8 clandestini su 10 lavorano. Dei 71 mila stranieri irregolari che vivono a Milano sono quindi 57 mila gli occupati irregolari, non per loro scelta, ma per colpa di un sistema che ha deciso di tenerli in queste condizioni. Metterli subito in regola, vorrebbe dire per il Governo, riconoscergli gli stessi diritti dei regolari, sul lavoro e nel sociale. Vorrebbe dire andare contro gli interessi dei padroni che li occupano, e degli interessi del racket che gestisce questa occupazione in nero ed i traffici ad essa legati. Non e’ un caso che il Ministro degli Interni Maroni, ha deciso di aprire 6 nuovi CPT, dove tenere a pane e acqua forza lavoro di riserva, pronta per l[k]uso, ce ne sara’ bisogno con l[k]Expo che si e’ gia’ messo in moto. Maroni e’ impegnato a far chiudere il Centro islamico di via Jenner, a rincorrere i Rom per schedarli, nessuno gli ha detto che sono gia’ tutti schedati. Neanche Castelli puo’ fare qualcosa per il suo amico Maroni, lui [k]lavora a Bergamo[k] e nei ritagli di tempo libero e’ troppo impegnato a rilasciare interviste in cui ripete che [k]certe cose nell[k]Italia del nord non succedono[k]. Eppure il Corriere ha pubblicato alcuni punti del mercato del lavoro nero a Milano, citiamo testualmente tra virgolette [k] Il mercato del lavoro nero apre all[k]alba, in qualsiasi stagione. Gli schiavi dei cantieri devono farsi trovare in piazza prima delle 5,30. Il caporale ha fretta, passa in furgone nei punta di raccolta, da piazzale Lotto al Corvetto, da Maciachini a Loreto, alle fermate del metro’ Bisceglie, Famagosta, Inganni, San Donato, alle stazioni Centrale, Lambrate, Rogoredo e Sesto Marelli. Qui il racket vede, contratta e arruola la manodopera fantasma. Stranieri e clandestini trattati come bestie. Sono albanesi, egiziani e marocchini, romeni, tunisini e sudamericani[k]. Questi solo alcuni punti in citta’ e la periferia non e’ da meno.
Dicevamo 57 nila operai occupati in nero a Milano, costretti a vivere seminascosti, perche’ di tanto in tanto Borghezio deve rinverdire la caccia al nemico straniero che viene a rubarci il pane, facendo leva sugli intinti bassi e xenofobi, prende uno o piu’ immigrati irregolari e li [k]rispedisce al suo paese[k], con il clamore della tivu’ e della stampa che, tra l[k]esultanza xenofoba di qualche imbecille, mostra al popolo intero chi e’ il vero nemico da combattere, che ti toglie il pane, la casa, e stupra le nostre donne! Povero vanaglorioso pappagorgia!
Ora proprio con l[k]Expo 2015 e’ previsto il raddoppio degli immigrati che a Milano passerebbero dall[k]attuale 12,3% rispetto gli italiani, (o meglio ai residenti regolari), al 21% nel 2015. Ma potrebbero essere molti di piu’ se, come dicono l[k]Expo ha bisogno dai 70 mila ai 100 mila occupati.
La banda Maroni [k] Berlusconi [k] La Russa, pensa di continuare a tenere in galera e sotto schiaffo gli stranieri? Aumentando l[k]esercito per le strade? Gli [k]irregolari[k] e i [k]clandestini[k] sono un genuino prodotto di questo sistema sociale! Siamo tutti irregolari e clandestini, finche’ non ci viene data l[k]opportunita’ di metterci in regola.
Viva la lotta della forza lavoro di riserva nella galera di via Corelli a Milano!
Saluti da un lettore

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