ARABI NELLE CAMERE A GAS

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Tel Aviv. Il quotidiano Ha’aretz ha riportato ieri la notizia che l’ex primo ministro olandese, Andreas Agt, ha accusato l’esercito israeliano di lavorare come una “organizzazione terroristica”.

L’ex premier ha poi affermato di aver assistito a scene di brutalita’ israeliana contro i palestinesi, durante un suo viaggio in Terrasanta, nel 1999.

Ha’aretz riferisce anche che, nel dicembre 2007, Agt ha aperto un sito internet – http://www.driesvanagt.nl/ – in cui accusa Israele di trattare brutalmente i palestinesi, violando leggi internazionali e attuando politiche razzisti. Il sito contiene foto di una scritta di coloni sionisti, su un muro di Hebron, che dice: “Arabi nelle camere a gas”.

Eccola:

In un[k]intervista al quotidiano ebraico, Agt afferma di [k]vergognarsi[k] di non aver preso le difese dei palestinesi quando era al potere.

“La gente mi chiede perche’ io parli solo ora, e non quando ero in carica. E[k] vero, non ho mai parlato in difesa dei palestinesi, tranne in occasione del massacro di Sabra e Shatila, e anche in quel frangente, in termini moderati[k].

Agt ha poi spiegato che questo suo risveglio di coscienza verso i palestinesi e’ dovuto anche a una vicenda di uno studente palestinese di Betlemme che stava tentando di dare un esame universitario, ma, una volta giunto a un checkpoint israeliano, i militari lo avevano costretto a camminare e abbaiare come un cane, mentre loro se la ridevano e dicevano: “Tutti i palestinesi diventano dei cani”.

“Allora, ho iniziato a pensare alle 39 risoluzioni Onu che chiedono, pregano, implorano Israele di lasciare i Territori. Tutte disattese. Saddam Hussein e’ stato attaccato per 4 risoluzioni non rispettate, ma delle 39 non rispettate da Israele nessuno parla”.

Il fenomeno degli ex presidenti, ex premier o personalita’ politiche internazionali, non piu’ in carica, che stanno facendo dichiarazioni a favore dei palestinesi e contro le politiche di terrore usate da Israele sono sempre di piu’. Peccato, appunto, che siano “ex” e non al potere. Ma forse, proprio per questo. La Israel Lobby non permetterebbe il contrario

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