ALFA DI POMIGLIANO

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Come una vittoria dell[k]azienda passa per una grande conquista sindacale

I sindacati sono tornati tutti contenti da Roma. Dichiarazioni entusiaste di UILM, FIM, UGL: [k]Si conclude il programma di rilancio di Pomigliano[k]. [k]Sfida superata dal mondo operaio[k]. [k]Risultato assolutamente positivo[k].
Ma cosa hanno ottenuto i sindacalisti a Roma? Un po[k] di Bravo da produrre a settembre (forse duecento) e la promessa che continueremo a produrre nel segmento C. Questo e’ tutto, cioe’ niente! Sui 316 e sul loro rientro non si e’ proprio discusso, ci era stato raccontato dai sindacalisti, qualche tempo fa, che quello doveva essere l[k]argomento centrale della [k]trattativa[k], evidentemente la questione e’ morta e sepolta anche per loro.
La FIAT forte del risultato acquisito ha rilanciato. Dopo aver creato il reparto confino di Nola ora si appresta a ristrutturare [k]il magazzino[k] a Pomigliano, il primo passaggio consiste nel far rientrare in FIAT tutti i lavoratori DHL. Con questo l[k]azienda dimostra che le esternalizzate sono solo societa’ di comodo che prende e lascia come vuole, a seconda della politica del momento contro gli operai. Ma cosa significa adesso questo passaggio? Dove va a parare l[k]azienda? La DHL diverra’ una struttura logistica come quella di Nola, quindi un doppione e una delle due e’ di troppo. Per ora l[k]azienda dice che i lavoratori non si muoveranno da Pomigliano, noi non lo crediamo. Nella DHL lavorano 500 operai di cui 350 giovani. Una volta diventati FIAT, i giovani verranno spostati sulle linee di montaggio dove serve carne fresca, al posto di quelli ormai cotti perche’ anziani e logori dopo anni di catena, che invece andranno nella struttura logistica. Tutti quelli in piu’ verranno spediti nel buco nero di Nola.
Questo e’ [k]il travaso[k] che ha in mente l[k]azienda.
Questo aumenta ancora di piu’ gli addetti alla struttura logistica. Lo stabilimento di Nola e’ solo un reparto confino dove gli operai hanno poco da fare. Stanno li abbandonati completamente senza neanche un presidio medico, pur essendo molti di loro ammalati dopo anni di [k]catena[k]. Ora la FIAT si prepara a ingrossarne le file e i sindacalisti venduti parlano di grande conquista!
Marchionne continua a martellarci, forte della vittoria sui 316 che ha ottenuto grazie alle divisioni al nostro interno e grazie ai sindacalisti che ci ritroviamo.
Continuiamo a correre dietro alle illusioni? Continuiamo a credere a questi sindacalisti che sono o venduti, o incapaci di fare una lotta sul serio? O e’ arrivato il momento di organizzarci seriamente sui nostri interessi in quanto operai?
Nella crisi i padroni per continuare a guadagnare devono schiacciare noi operai. Tutte le altre classi sono con loro, perche’ tutti vivono in questa societa’ del frutto del nostro lavoro e solo se aumenta il nostro sfruttamento continueranno ad avere rendite e stipendi. Nessuno si organizzera’ per noi, siamo soli e dobbiamo fare in proprio!
Non siamo bestie da lavoro che si macellano quando non servono piu’!
No ai reparti confino!
I 316 devono rientrare a Pomigliano!
Costruiamo un[k]organizzazione politica indipendente degli operai!
Associazione per la Liberazione degli Operai
Sez. di Napoli fip 03/06/08 Per contatti scrivere: Via Falck, 44 20099 Sesto San Giovanni (MI)
http://www.asloperaicontro.org operai.contro@tin.it

http://www.operaicontro.it info@operaicontro.it

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