LA FAME NEL MONDO

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NOTIZIE ANSA

LEADER VERSO L’INTESA CONTRO IL NEMICO FAME, GUARDANO AL G8
La fame e’ un nemico da combattere con ogni mezzo sferrando una battaglia globale che non si puo’ perdere e che ripartira’ proprio da Roma e dal vertice della Fao. I grandi del mondo sembrano tutti d’accordo, lasceranno il summit con un impegno concreto e che non si fermera’ alla tre giorni romana ma rimbalzera’ fino al vertice del G8. L’obiettivo, dunque, e’ unico anche se le vie per raggiungerlo conservano ancora qualche distinguo tra i diversi Stati membri. Biocarburanti e Ogm, in particolare, registrano posizioni distanti.

I biofuel, demonizzati da alcuni, sono utilizzati da paesi con un forte peso specifico come Stati Uniti e Brasile che li considerano invece uno strumento per ridurre la dipendenza dal petrolio senza un impatto negativo sulle colture. Sullo sfondo anche il tema degli Ogm sul quale la Fao non interviene direttamente. Si tratta di una decisione che spetta alla sovranita’ di ciascuno Stato – dice – e che registra un’apertura proprio da parte italiana con il ministro degli Esteri, Franco Frattini. E proprio Frattini porta al vertice l’impegno dell’Italia, che tra pochi mesi assumera’ la presidenza del G8. L’Italia ha avanzato proposte concrete alla Ue e ha messo in campo interventi in prima persona. Una condivisione e assunzione di responsabilita’ tra gli Stati apprezzata dal segretario generale dell’Onu che la ritiene “un successo del vertice”.

Ma il lavoro sembra appena all’inizio, deve ora seguire l’azione – ha detto Ban Ki-moon – che ha chiesto anche un impegno finanziario concreto. Il direttore generale della Fao, Jacques Diouf ha incassato il contributo della Banca islamica per lo sviluppo per 1,5 miliardi di dollari per i prossimi cinque anni e ha rilanciato un piano contro il rialzo dei prezzi. Sette mosse per 1,7 miliardi di dollari che serviranno a fornire aiuti di prima necessita’, incrementare la produzione agricola e ricostituire le scorte mondiali oggi ai minimi storici. La fame, dunque, e’ una catastrofe creata dall’uomo che – ha detto il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick – puo’ essere risolta solo dall’uomo con una stretta collaborazione perche’ – gli ha fatto eco il presidente dell’Ifad, Lennart Bage – non possiamo farcela”.

Fino ad ora, dunque, le migliori intenzioni, ma questa di stasera sara’ una notte di vigilia decisiva nel palazzo della Fao. Circa 500 tra delegati, vice ministri e ministri dell’agricoltura di 183 paesi dovranno mettere a punto il testo della dichiarazione finale. Dalle parole ai fatti, recependo in accordi concreti le azioni individuate. Un documento che non potra’ certo essere il libro dei sogni e che inevitabilmente dovra’ fare i conti con qualche compromesso. Un patto d’acciaio, pero’, che impegna tutti i ‘grandi del mondo’ oltre che davanti a loro stessi e nel chiuso del palazzo, davanti a 862 milioni di affamati.

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