UN AGGRESSORE PERFETTO

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DAL Corriere.it

distrusse le vetrine di un negozio di un immigrato
Pigneto: l’aggressore si e’ costituito
Dario Chianelli si e’ consegnato alla Digos. La procura attende gli atti per iscriverlo nel registro degli indagati

Dario Chianelli (Mario Proto)
ROMA – Dario Chianelli sara’ formalmente indagato per il raid al quartiere Pigneto, a Roma. La procura di Roma attende gli atti della deposizione in questura dell’uomo che ha ammesso le proprie responsabilita’. Si ipotizzano i reati di danneggiamento aggravato e violenza privata aggravata. La seduta in questura e’ durata oltre due ore. Chianelli si e’ presentato spontaneamente accompagnato dal suo difensore, Vittorio Balzani.

I GRANDI UOMINI – [k]Non mi sento in colpa per quello che ho fatto perche’ non ho fatto niente di male. Non sono ne’ di destra ne’ di sinistra, sono per i grandi uomini come Ernesto Che Guevara[k] ha detto Chianelli prima di entrare in questura. Felpa bianca ed espressione apparentemente rilassata, l’uomo ha detto che in quello che ha fatto il motivo politico non c’entra, invitando tutti a non imitarlo.

BUTTI E IL TG1 – [k]Ora che la [k]mente[k] del raid del Pigneto ha confessato, ci aspettiamo che tutti, soprattutto il principale telegiornale del servizio pubblico, facciano ammenda e chiedano scusa per essere stati complici della campagna di odio e di diffamazione alimentata dalla sinistra[k]. A chiederlo e’ il senatore del Pdl Alessio Butti. [k]Il Tg1 ha infatti coperto con eccessiva solerzia l’aggressione del Pigneto, con dirette, approfondimenti e interviste monocordi – continua Butti – a immigrati visibilmente aizzati contro il sindaco di Roma e il governo di centrodestra. Non vogliamo dare lezioni di giornalismo a nessuno. Ma si tratta di sottoporre all’attenzione di tutti, e in particolare dei vertici della Rai, un fatto increscioso. Si e’ trattato di un clamoroso abbaglio, di una cattiva informazione e di un uso strumentale di immagini e voci, salvo poi scoprire che la realta’ e’ tutt’altra. Nessun raid neonazista, ma il vergognoso ricorso alla giustizia fai da te da parte di un aggressore cha rivendica la sua appartenenza alla sinistra[k]. Per Butti [k]L’obiettivita’, l’imparzialita’ e soprattutto la verita’ sono state evidentemente soffocate dal principale telegiornale della Rai che ha strumentalizzato una vicenda ignorando un principio fondamentale del giornalismo: la verifica della fonte. Serve piu’ coerenza e soprattutto piu’ correttezza da parte del servizio pubblico e del Tg1 in particolare. Probabilmente i vertici dell’azienda avrebbero dovuto dirigere altrove i propri interessi, piuttosto che pensare ad occupare posti e fare nomine dell’ultima ora[k].

29 maggio 2008

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