BERTOLASO SOFFRE

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larepubblica.it

Napoli, 29 mag. – (Adnkronos/Ign) – L’attacco e’ al decreto legge emanato dal governo per fronteggiare l’emergenza rifiuti in Campania (in particolar modo nella parte che riguarda l’istituzione di una Superprocura). I firmatari sono settantacinque magistrati – 72 sostituti e tre procuratori aggiunti – della Procura di Napoli.

Le norme del decreto legge numero 90, scrivono i magistrati in quella che definiscono una ”riflessione” inviata al Consiglio superiore della magistratura, ”non sembrano assecondare e sostenere lo sforzo che, fino ad oggi e’ stato profuso dal nostro ufficio e da altri uffici inquirenti campani” nelle indagini che hanno ”cercato di contrastare fenomeni illegali di vario tipo, anche riguardanti le infiltrazioni della criminalita’ camorristica nel settore rifiuti e di individuare gravi degenerazioni amministrative e di contenere e ridurre, in ogni caso, il danno arrecato all’ambiente, al territorio e alla salute dei cittadini”.

Ma la Procura di Napoli non si ferma qui. I magistrati sollevano anche perplessita’ sulla costituzionalita’ delle nuove disposizioni. L’attenzione e’ rivolta soprattutto alla scelta di attribuire al procuratore capo di Napoli la competenza per tutti ”i procedimenti penali relativi a reati riferiti alla gestione dei rifiuti e dai reati in materia ambientale nella regione Campania”. Una scelta che, si sottolinea nel documento, ”solleva non poche perplessita’ di conformita’ al modello costituzionale” nonche’ relativamente ”alla previsione dell’efficacia futura dell’azione giudiziaria”.

l premier sara’ di nuovo in visita nel capoluogo campano
Il sottosegretario parla alla Commissione Ambiente: critiche ai pm
Rifiuti, Berlusconi torna a Napoli
Bertolaso: “Situazione grave”
Primi interrogatori dopo i provvedimenti dei magistrati napoletani
Probabili modifiche al dl sulla questione della Superprocura

Rifiuti, Berlusconi torna a Napoli
Bertolaso: “Situazione grave”

Bertolaso durante l’audizione alla Camera
ROMA – Silvio Berlusconi torna a Napoli. A nove giorni dal Consiglio dei Ministri tenuto nella citta’ partenopea il premier domani sara’ di nuovo in Campania. Una decisione presa in risposta a quanto avvenuto in questa settimana: le proteste contro le discariche, ma soprattutto la raffica di provvedimenti della magistratura di Napoli, che hanno toccato anche i piu’ stretti collaboratori del sottosegretario Bertolaso. Berlusconi, con i suoi collaboratori, si e’ detto molto preoccupato di quanto sta accadendo in Campania. Oltre al danno all’immagine della task force, resta anche il pericolo che ne vengano decapitati i vertici: anche lo stesso Bertolaso avrebbe fatto capire che non restera’ a qualsiasi prezzo. Proprio rassicurare il sottosegretario e’ uno degli obiettivi di questa nuova visita di Berlusconi.

L’audizione di Bertolaso. Il sottosegretario, oggi, ha spiegato alla commissione Ambiente della Camera il decreto legge sullo smaltimento dei rifiuti. “La situazione – ha detto Bertolaso – e’ molto peggiore rispetto a un anno fa”. Sulla questione intercettazioni il sottosegretario riserva critiche ai pm. “Se vi sono state parole forti su quello che stava accadendo – afferma Bertolaso -, cio’ derivava dalla esasperazione di chi aveva accettato di correre qualsiasi rischio pur di riuscire a risolvere il problema della spazzatura in quella Regione, cercando tutte le strade possibili, e forse quindi al margine di quelle che erano le normative vigenti. Chi opera in questa situazione prova angoscia e solitudine”.

Il provvedimento della magistratura, sottolinea Bertolaso ha provocato non solo grandi “sofferenze personali”, ma anche grandi problemi con le “autorita’ locali” che ora sara’ piu’ difficile convincere della bonta’ delle iniziative intraprese. Uno degli effetti, dice Bertolaso, potrebbe aggravare la situazione gia’ nei prossimi giorni. “La societa’ (Fibe) che in nome e per conto del commissariato sta facendo funzionare gli impianti di cdr – spiega Bertolaso – ha deciso di fermare gli impianti alla luce di quelli che sono stati i provvedimenti della magistratura nei confronti dei vertici dei sette impianti di cdr”. Sul sito di Chiaiano, quello che ha scatenato le maggiori proteste dei residenti, il sottosegretario precisa “che tra 15 giorni ci saranno i risultati delle indagini che i tecnici dell’Arpac stanno svolgendo nel sito di Chiaiano. In caso le indagini evidenziassero che la zona non e’ idonea si cerchera’ una soluzione alternativa”.

Dopo l’audizione del sottosegretario il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha assicurato che il dl sara’ calendarizzato al piu’ presto. In aula potrebbero essere discusse le eventuali correzioni. Tra queste la modifica principale dovrebbe riguardare l’articolo che ha attribuito al procuratore di Napoli la competenza su tutte le inchieste in materia ambientale in Campania. E’ il punto che rischia di far incorrere in una bocciatura per incostituzionalita’ l’intero provvedimento. Sull’istituzione della Superprocura avevano espresso perplessita’ gli stessi magistrati napoletani. A riguardo tra le ipotesi circolate ci sarebbe quella di sdoppiare la competenza dei reati in materia ambientale: non sarebbe solo la procura di Napoli ad occuparsene ma anche quella di Salerno, sede come il capoluogo di Corte d’Appello.

Primi interrogatori. Sul versante giudiziario, sempre oggi si sono tenuti i primi interrogatori di garanzia, davanti al gip Rosanna Saraceno, il magistrato che ha emesso i provvedimenti restrittivi nei confronti delle 25 persone. I primi a comparire davanti al giudice sono stati i 7 responsabili degli impianti Cdr della Campania, da martedi agli arresti domiciliari. I sette hanno respinto le accuse, che vanno dai reati di truffa ai danni dello Stato, al falso in atto pubblico e smaltimento illecito di rifiuti. Mentre i pm titolari dell’inchiesta, Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, che intendono aggiungere nuovi elementi all’impianto accusatorio, hanno parlato di “una colossale opera di inquinamento del territorio portata avanti anche grazie a connivenze ai piu’ alti livelli”. Il giudice ha fissato il calendario degli altri interrogatori che si protrarranno la prossima settimana.

(29 maggio 2008)

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