DAI CPT AI CEI

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dal corriere

Torino, muore dopo ore d’agonia: nel Cpt sciopero della fame

carcere cpt migranti ANSA 220
e’ iniziato dalla mattina lo sciopero della fame dei migranti ospitati nel Centro di permanenza temporanea di Torino dove venerdi notte e’ morto Hassan Nejl, forse a causa di una polmonite fulminante. Nella notte ci sarebbero state cinque richieste d[k]aiuto andate a vuoto, prima che, la mattina dopo (sabato), fosse ritrovato il cadavere del giovane. Stando almeno a quanto riferito dai compagni del 38enne marocchino hanno raccontato all’eurodeputato di Rifondazione Comunista, Vittorio Agnoletto, che ha fatto loro visita nel Cpt. [k]Se tutto questo risultasse vero – denuncia Agnoletto – saremmo di fronte ad un caso gravissimo di omissione di soccorso. Mi auguro che Maroni apra un’inchiesta[k].

Della delegazione facevano parte il consigliere regionale Deambrogio, l’avvocato Gianluca Vitale dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione e Giovanni Amedura del Gruppo Migranti. La morte di Hassan Nejl e’ [k]l’ennesimo fatto che ci fa dire che i Cpt vanno chiusi[k], sottolinea Amendura. [k]Si tratta di luoghi di detenzione, che non possono in alcun modo essere ristrutturati[k]. [k]Nonostante il grande dispiego di risorse economiche (12 milioni di euro) per l’ultimo intervento d[k]ampliamento e ammodernamento, inaugurato soltanto due settimane fa, mi sembra proprio – rincara la dose l’avvocato Vitale – che le condizioni dei detenuti non siano migliorate[k].

[k]Il ministro dell’Interno chiarisca subito in Parlamento le cause e le responsabilita’ della Nejl[k], chiede con un’interrogazione urgente il senatore del Pd Pietro Marcenaro. [k]Il 25 maggio e’ stata disposta l’autopsia dal magistrato, che ha gia’ aperto un fascicolo sull’accaduto, anche per accertare se ci siano stati eventuali ritardi nei soccorsi, cosi come hanno denunciato i compagni di Hassan Nejl, ma e’ necessario – conclude il senatore – che il governo chiarisca al piu’ presto in Parlamento i molti lati oscuri che sono intorno a questa vicenda[k].

[k]Non e’ la magistratura a decidere quali debbano essere le politiche migratorie di un Paese [k] fa sapere in una nota Magistratura democratica -. Ma e’ compito della magistratura vigilare rigorosamente perche’ le politiche migratorie che un Paese decide di adottare non compromettano in modo irreversibile i diritti individuali che competono a ciascun individuo, cittadino o straniero. Regolare o clandestino[k]. Una morte sui cui si deve aprire [k]una profonda riflessione civile[k], tanto piu’ di fronte alla prospettiva [k]di prolungare il trattenimento dei cittadini extra-comunitari nei centri di permanenza[k]. La Corte Costituzionale, nell[k]occuparsi della questione dei Cpt ha tra l’altro stabilito che il trattenimento in quelle strutture [k]non puo’ comprimere i diritti inviolabili che competono ad ogni individuo[k] e ha escluso che le garanzie costituzionali sulla liberta’ personale [k]subiscano attenuazioni rispetto agli stranieri, in vista della tutela di altri beni costituzionalmente rilevanti[k].

Attualmente, secondo i dati dalla delegazione, sono 61 gli ospiti del Cpt di Torino, 58 uomini e 3 donne, suddivisi in tre reparti in grado di ricevere trenta persone l’uno. La media di permanenza, prima dell’espulsione, e’ di venti giorni circa.

Pubblicato il: 26.05.08
verranno realizzati all’interno di strutture militari dismesse
Spariscono i Cpt, via ai Cei
I centri di permanenza temporanea diventano centri di identificazione ed espulsione

ROMA – Dai Cpt (centri di permanenza temporanea) ai Cei (centri di identificazione ed espulsione). Le strutture militari non piu’ in uso potrebbero essere utilizzate per la realizzazione di nuovi centri di identificazione ed espulsione per immigrati. e’ quanto emerge dall’incontro al Viminale tra il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni e il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

PIENA CONVERGENZA – Nel corso dell’incontro e’ emersa piena convergenza sulle recenti misure legislative per la sicurezza contenute nel pacchetto sicurezza e sulla necessit[k] di individuare nuovi Cei, Centri di identificazione ed espulsione. A questo scopo, il ministro La Russa ha fornito proposte sull’utilizzazione di strutture militari dismesse. e’ stato deciso di istituire un gruppo di lavoro tra i due Ministeri, Interno e Difesa, che procedera’ all’individuazione dei siti ritenuti piu’ idonei ad ospitare le nuove strutture.

27 maggio 2008

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