LA GUERRA IN AFGHANISTAN

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Notizie ANSA

ROMA -Bomba contro i soldati italiani in Afghanistan. E’ successo stamani, vicino a Kabul: due militari sono rimasti contusi mentre un terzo e’ stato ferito alle gambe in modo serio ed e’ stato sottoposto ad un lungo intervento chirurgico. Al termine gli e’ stato amputato il piede destro.

L’ATTENTATO – E’ avvenuto alle 6:20, nel pericoloso distretto di Mushai, una trentina di chilometri a sud di Kabul (a poche ore di distanza da un altro fatto di sangue, un attentato suicida, verificatosi nella provincia di Herat, nell’Afghanistan occidentale, che fatto 18 morti fra poliziotti e civili). Una pattuglia del contingente italiano composta da tre mezzi – un Bv206, un Puma ed un altro veicolo leggero – si stava dirigendo nel villaggio di Qal-eh-Tanan. Scopo della missione: visite veterinarie. L’esplosione di un ordigno posto ai margini della strada ha investito il Puma.

IL FERITO – Subito sono scattati i soccorsi ed un elicottero AB212 della Marina militare si e’ diretto sul posto per l’evacuazione sanitaria. Il primo caporalmaggiore Andrea Tomasello, del 2/0 Reggimento alpini di Cuneo, e’ stato trasportato all’ospedale militare da campo francese, a Kabul. L’operazione chirurgica e’ durata oltre due ore. Al militare e’ stato amputato il piede destro, mentre alla gamba sinistra e’ stato applicato un fissatore per stabilizzare le fratture alla tibia ed al piede. ”Non e’ in pericolo di vita”, assicurano alla Difesa. La moglie e’ stata informata dallo stesso comandante di Italfor, il contingente italiano. Tomasello e’ originario di di Latina. Il 2/o Alpini, Reggimento della Brigata Taurinense, ha gia’ preso parte a numerose missioni: nei Balcani (Bosnia 2002 e 2003 e Kosovo nel 2005) e in Afghanistan.

IL LUOGO – Il distretto di Mushai, dove e’ avvenuto l’attentato, e’ un luogo molto pericoloso e tristemente noto agli italiani, che li’ hanno una base operativa avanzata, una sorta di fortino: e’ proprio nella valle di Mushai che il 26 settembre 2006, nell’ennesimo attentato, morirono i caporal maggiori Giorgio Langella e Vincenzo Cardella, anche loro alpini del 2/o Reggimento, lo stesso di Tomasello. Ed e’ sempre a Mushai, secondo indiscrezioni che pero’ non vengono confermate ufficialmente, che i militari italiani si sarebbero trovati anche la scorsa settimana in difficolta’, al punto da richiedere un intervento aereo di copertura da parte di velivoli Usa e Gb. I militari di Italfor, ormai da tempo, hanno cercato di arginare la violenza degli estremisti con delle ”offensive umanitarie” condotte in quell’area. Attivita’ di ricostruzione e di consegna di aiuti umanitari che, se da un lato sono servite ad acquisire il consenso della popolazione e dei leader locali, dall’altro non hanno evidentemente arginato gli ”atti ostili” contro le forze straniere.

LE INDAGINI – Gli accertamenti sull’attentato sono in corso per chiarire meglio la dinamica e, eventualmente, risalire ad esecutori e mandanti: a questo scopo, come spiega una fonte militare da Kabul, artificieri del Genio si sono diretti subito sul posto per poter raccogliere informazioni utili sul tipo di ordigno. ”Allo stato possiamo solo dire che si e’ trattato di un ordigno improvvisato posto al margine della strada, fatto esplodere molto probabilmente con un comando a distanza”, afferma la fonte.

LA RUSSA – Il ministro della Difesa, che ha ”immediatamente informato” dell’attentato il premier Berlusconi, si e’ tenuto costantemente informato sulle condizioni di salute dei militari coinvolti, ai quali ha espresso ”vicinanza e solidarieta”’. Anche adesso, come si legge in un comunicato, ”continua a seguire da vicino l’evolversi della situazione” tramite il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Camporini. Subito sono giunti gli auguri ai soldati feriti dagli esponenti delle istituzioni e dei partiti politici. ”Ai nostri soldati – ha reso noto il presidente del Senato Renato Schifani – rivolgo l’augurio piu’ affettuoso di un pronto ristabilimento”. Solidarieta’, sia personale che del partito, e’ stata espressa dal presidente del Pd Walter Veltroni. ”Siamo vicini a loro e a tutti i nostri soldati – ha affermato – impegnati nella missione di pace in Afghanistan”.

MISSIONE ITALIANI ERANO VISITE VETERINARIE
Erano diretti a Qal-et-Tanan, uno sperduto villaggio del distretto di Mushai, i militari italiani colpiti oggi in un attentato in Afghanistan. Scopo della missione: visite veterinarie. Gli italiani si trovavano a bordo di tre mezzi, un BV 206, un Puma e un altro veicolo leggero, quando all’improvviso il Puma e’ stato investito dall’esplosione di un ordigno posto sul margine della carreggiata ed azionato a distanza. Sul posto sono giunti subito i soccorsi ed un elicottero AB212 della Marina ha proceduto all’evacuazione sanitaria: il primo caporalmaggiore degli alpini Andrea Tomasello e’ stato trasportato all’ospedale da campo francese di Kabul dove lo stanno operando. Il distretto di Mushai e’ un luogo molto pericoloso e tristemente noto agli italiani, che li hanno una base avanzata: e’ nella valle di Mushai, a una trentina di chilometri a sud da Kabul, che il 26 settembre 2006, nell’ennesimo attentato, morirono i caporal maggiori Giorgio Langella e Vincenzo Cardella. I militari di Italfor, ormai da tempo, hanno cercato di arginare la violenza degli estremisti con delle “offensive umanitarie” condotte in quell’area, proprio come quella di oggi. Attivita’ di ricostruzione e di consegna di aiuti umanitari che, se da un lato sono servite ad acquisire il consenso della popolazione e dei leader locali,dall’altro non hanno evidentemente arginato gli “atti ostili” contro le forze straniere.

REGGIMENTO ALPINI E’ A KABUL DA GENNAIO
Il 2/o Reggimento Alpini, di cui fa parte il caporalmaggiore ferito Andrea Tomasello, e’ di stanza alla caserma Vian di frazione San Rocco Castagnaretta di Cuneo ed e’ alla seconda missione in Afghanistan. Nel settembre del 2006 in un attentato contro il contingente italiano erano mortidue alpini dello stesso Reggimento: il caporal maggiore Giorgio Langella, e Vincenzo Cardella. L’unita’, comandata dal colonnello Michele Risi, ha avvicendato il 14 gennaio scorso il 5/o Reggimento Alpini (di stanza a Vipiteno), che costituiva il nucleo principale di Italfor XVI, il contingente militare italiano impiegato a Kabul. La bandiera di guerra del reparto e’ decorata con una croce di cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia, una medaglia d’oro,quattro d’argento ed una di bronzo per i meriti riconosciuti durante le campagne d’Africa e le due guerre mondiali. Il Secondo Alpini, Reggimento della Brigata Alpina Taurinense, ha gia’ preso parte a numerose missioni: nei Balcani (Bosnia 2002 e 2003, Kosovo 2005) ed in Afghanistan (2006). Il reparto schiera circa 600 uomini. Oltre a garantire la sicurezza nella zona sud della capitale con le forze di altri Paesi, gli Alpini del Secondo hanno distribuito fino ad ora aiuti umanitari alla popolazione raccolti grazie all’iniziativa di solidarieta’ Piemonte-Kabul.

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