TREMONTI E I SACRIFICI

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A Tremonti neo ministro delle finanze e’ stato chiesto quali italiani dovranno fare i sacrifici con il governo Berlusconi. La risposta e’ stata molto chiara: “Le banche e chi incassa la rendita petrolifera, certo non i poveri”. Noi operai speriamo che Tremonti non ci consideri banche o coloro che incassano le rendite petrolifere. Se e’ cosi’ noi operai facciamo parte dei poveri. Caro Tremonti abbiamo poco da fare sacrifici. Prodi ci ha lasciato in mutande per rimettere a posto i conti dello stato. Cos’altro ci potreste portare via?
Della sua chiara dichiarazione ci sono due piccoli punti che non sono chiari.
Gli industriali secondo la sua dichiarazione non devono fare sacrifici. Fanno parte per caso dei poveri?
Forse lei signor ministro e’ stato in vacanza per due anni, durante il famigerato governo Prodi. Altrimenti sarebbe venuto a conoscenza della storia del cuneo fiscale che si e’ mangiato il famoso tesoretto.
Allora perche’ caro Tremonti non far pagare gli industriali?
L’altro puntino e’ quello delle banche. Le banche lei afferma che :” dovranno pagare qualcosa in piu’ di tasse se non faranno pagare meno i mutui alle famiglie”.
Ma allora neanche le banche faranno sacrifici. Faranno finta di agevolare i mutui alle famiglie e sono tranquille.
Il piu’ grande petroliere in Italia e’ lo stato. Tremonti chiede allo stato di pagare le tasse?
Quindi caro Tremonti Industriali, banche e petrolieri non faranno sacrifici. Noi operai dovremo stare attenti alle mutande.

notizie ANSA

TREMONTI: E ORA SACRIFICI PER BANCHE E PETROLIERI
ROMA – Quali italiani dovranno fare sacrifici ora? “Le banche e chi incassa la rendita petrolifera, certo non i poveri”. E’ questo il progetto del ministro dell’Economia Giulio Tremonti che ha indicato proprio in banche e petrolieri i destinatari dei sacrifici annunciati da Silvio Berlusconi subito dopo le elezioni. “Qualche sacrificio devono iniziare a fare banche e petrolieri – ha spiegato – le banche dovranno pagare qualcosa in piu’ di tasse se non faranno pagare meno i mutui alle famiglie”. Mentre per quanto riguarda i petrolieri Tremonti ha spiegato che “prendono piu’ soldi perche’ e’ aumentato il prezzo”.

“Posso escludere che abbiamo un tesoretto”: lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti rispondendo alle domande di Lucia Annunziata durante la registrazione di ‘In mezz’ora’ che gli chiedeva con quali fondi copriranno i primi provvedimenti annunciati dal governo (Ici, sicurezza, straordinari). “L’andamento delle entrate fiscali non e’ buono e questo non perche’ l’evasione da gennaio e’ ripartita – ha detto – basta guardare all’andamento dell’Iva sugli scambi interni che e’ negativo perche’ l’economia va male. Insomma tesoretto zero”. Alla domanda se il governo avviera’ una due diligence sui conti pubblici Tremonti ha spiegato che “sui conti c’e’ un controllo assoluto. Ci sono molti occhi sopra. Chiederemo quindi agli istituti nazionali e internazionali una valutazione aggiornata. Nei documenti dell’Ue c’e’ la parola ‘rischio’ su tante voci, chiederemo di discutere insieme i numeri di chiusura del 2007 e 2008 che purtroppo non sono buoni”. Ma dove troverete le risorse? “Qualche idea ce l’ho, ma non la dico adesso. Siamo in una stagione non buona, ci saranno problemi e una situazione non facile. Non per colpa del governo Prodi che pero’ ha fatto l’errore di non capire cosa stava succedendo nel mondo. Il governo Prodi e’ stato imprudente. In una stagione buona ha fatto la cicala e non la formica. Piu’ entrate c’erano e piu’ spese facevano”.

Tremonti ribadisce la decisione di abolire l’Ici sulla prima casa. Poi si interverra’ anche sul caro-mutui che ‘strangola’ le famiglie italiane. Lo ha detto lo stesso ministro durante la registrazione di ‘In mezz’ora’ di Lucia Annunziata. “Abbiamo detto che azzeriamo l’Ici sulla prima casa. Seguiremo lo sgravio gia’ ipotizzato e chiaramente castelli e ville non saranno compresi nel provvedimento. Ma poi parleremo anche dei mutui”.

“Cerchiamo una soluzione italiana e fondamentalmente privata. Se non funziona vedremo”: cosi risponde il ministro dell’Economia Giulio Tremonti durante la registrazione di ‘In mezz’ora’ di Lucia Annunziata alla domanda se Alitalia potrebbe tornare in mano pubblica. Piu’ in generale il ministro spiega di avere avuto poco tempo ancora per ‘guardare le carte’, ma – afferma – “una cosa e’ sicura: un conto e’ fare campagna elettorale e un conto e’ essere al governo. Per Alitalia saranno seguite le procedure di legge. Ma mica aspetto che arrivi qualcosa dal cielo. One moment – ha aggiunto il ministro – wait a moment. Saremo dentro le procedure di legge e dentro quelle procedure guarderemo le offerte”. Ma avremo una nuova Iri? “Io spero di no. L’impegno e’ per una cordata italiana e molti imprenditori si sono impegnati. Il rischio che la nostra compagnia andasse in mano ad un nostro concorrente nel turismo e’ stato evitato”

Il primo Consiglio dei ministri “operativo” si terra’ a Napoli tra due settimane. E in quell’occasione il governo dovrebbe affrontare tre provvedimenti: l’abolizione totale dell’Ici sulla prima casa, la detassazione degli straordinari e un pacchetto sicurezza. Lo ha confermato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti intervistato da Lucia Annunziata durante la registrazione di ‘In mezz’ora’ che andra’ in onda domani alle 14,30. “Lunedi – ha spiegato Tremonti – ci sara’ il Consiglio dei ministri per completare la squadra di governo. Poi devo andare a Bruxelles (per partecipare all’Eurogruppo e all’Ecofin, ndr). Quindi penso che il Cdm di Napoli non sara’ la prossima settimana ma quella dopo (cioe’ dal 19 al 25 maggio) li ci sara’ il primo Cdm operativo”. Tremonti ha spiegato che questo non dipende da tentennamenti nel governo sulle decisioni da prendere ma dal fatto che “non abbiamo ancora la fiducia e la chiediamo al Parlamento questa settimana. Non si fa un decreto senza avere la fiducia”. Alla domanda se saranno uno piu’ decreti a tradurre il legge questi primi tre provvedimenti Tremonti spiega che si tratta di “cose che devono essere decise ma si deve agire di colpo e in fretta”.

Per il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e’ “fondamentale cambiare la Costituzione insieme all’opposizione. Non fare piu’ scontri ideologici che sono inutili”. Lo ha spiegato lo stesso ministro durante la registrazione di ‘In mezz’ora’ di Lucia Annunziata. “La Costituzione va cambiata – ha detto – perche’ come e’ stata modificata nel 2000-2001 blocca il paese”. Questa disponibilita’ nei confronti dell’opposizione non vuole pero’ dire che ci saranno accordi sottobanco: “Certo – sottolinea Tremonti – non ci sara’ nessun inciucio”. Sempre parlando dei rapporti con l’opposizione Tremonti spiega che anche il centrosinistra ha “piu’ volte detto in campagna elettorale” di voler modificare la Costituzione. Il luogo naturale di questa discussione sara’ il Parlamento “che deve tornare ad essere la piazza fondamentale del confronto. Avevamo la bozza Violante che era un testo molto buono” e da li, fa capire Tremonti si potrebbe riniziare a discutere e poi “dall’autunno dobbiamo anche affrontare il federalismo fiscale”.

Il primo confronto fra il nuovo esecutivo e i sindacati sara’ sul provvedimento per la detassazione degli straordinari”, afferma Tremonti. “Il primo punto di confronto sara’ sul provvedimento che faremo a Napoli sugli straordinari. Su quel provvedimento dovremo discutere. Ma penso ci sia una logica di dialogo costruttivo da entrambe le parti”. Tremonti avverte pero’ che per quello sugli straordinari, che sara’ un provvedimento sperimentale, ci sono dei limiti. “Limiti fondamentali di finanza pubblica e vincoli europei. Abbiamo il terzo debito pubblico piu’ alto del mondo”, ricorda Tremonti. Per quanto riguarda sia il provvedimento sull’Ici che quello sugli straordinari Tremonti precisa che “non abbiamo ancora testi scritti. Quando avremo una base di ragionamento la presenteremo. Ci vuole un po’ di tempo anche perche’ quella sul lavoro e’ una misura che non c’e’ mai stata in Italia”.

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