INAIL ENTE DEI PADRONI

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Insabbio’ una pratica, condannato ex direttore Inail
L’accusa e’ pesante e l’ex operaio dell’Ilva e’ stato costretto ad andare in pensione con quattro anni di ritardo ed ha vinto anche sette cause in sede civile. La storia di Cosimo Semeraro, ex lavoratore Ilva, presidente dell’Associazione [k]12 giugno[k]
17 aprile 2008
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

– L’accusa e’ pesante. Avrebbe insabbiato una pratica relativa alla richiesta di prepensionamento presentata da un lavoratore dell’Ilva esposto all’amianto. L’ex direttore dell’Inail Giovanni Sulpizio e’ stato condannato a 10 mesi di reclusione dal giudice monocratico Valeria Ingenito. L’imputato, difeso dall’avv. Cesare Mattesi, rispondeva di occultamento di atto pubblico.

L’inchiesta fu avviata in seguito a una denuncia presentata da Cosimo Semeraro, ex lavoratore dell’Ilva, attuale presidente dell’Associazione [k]12 giugno[k], che coordina i familiari delle vittime del lavoto all’Ilva. Semeraro, affetto da asbestosi, presento’ richiesta di prepensionamento in quanto lavorava a contatto con l’amianto. L’operaio prima ottenne il riconoscimento del diritto ad andare in pensione per malattia professionale, poi il provvedimento fu revocato dall’Inail per problemi burocratici.

La sua pratica fu bloccata e Semeraro protesto’ anche in maniera plateale chiedendo a una banda musicale di suonare le marce funebri sotto la sede dell’Inail. Secondo la tesi dell’accusa, l’allora direttore dell’istituto, Giovanni Sulpizio, prese in antipatia Semeraro e occulto’ il fascicolo relativo alla richiesta di prepensionamento avanzata dal lavoratore.

Il pm Italo Pesiri, che avvio’ l’indagine, chiese all’Inail copia della pratica del sig. Semeraro, ma il direttore rispose che non c’era alcuna pratica a nome Semeraro. I carabinieri perquisirono la sede dell’istituto e trovarono il fascicolo nell’ar madietto personale del direttore, chiuso a chiave.

A quel punto scatto’ l’imputazione di occultamento di atto pubblico per il direttore Sulpizio e per il funzionario Giovanni Cavallini. Quest’ultimo e’ stato assolto perche’ non c’era prova che avesse consapevolezza dell’esistenza del fascicolo incriminato. Cosimo Semeraro, costituitosi parte civile tramite l’avv. Massimo Saracino, ha ottenuto anche il riconoscimento del danno da liquidarsi in separata sede.

L’ex operaio dell’Ilva e’ stato costretto ad andare in pensione con quattro anni di ritardo ed ha vinto anche sette cause in sede civile
Note:

Taranto, 17 aprile 2008

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