VERSO UN PARTITO INDIPENDENTE DEGLI OPERAI

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Relazione approvata il 9 giugno 2007 all’assemblea generale dell’Associazione per la Liberazione degli Operai (Aslo). Sesto San Giovanni (Mi).

Premessa
Una riunione di operai che s’incontrano in quanto operai assume già in se’ un significato particolare. Non una riunione sindacale di una determinata categoria per discutere di salario, di condizioni specifiche di lavoro, ma una riunione in cui gli operai si ritrovano e discutono in quanto tali. Una novità, ma quanto è costata, abbiamo seguito altri partiti che giuravano di rappresentarci, altri capi sindacali che sostenevano di poter migliorare la nostra posizione sociale. Hanno cercato di farci dimenticare la nostra specifica condizione, ci hanno imposto di non giudicare sulla base degli interessi materiali ma sulle chiacchiere che ognuno era capace di fare in televisione, e cosi avanti finchè abbiamo deciso di guardare oltre. La condizione degli operai non era migliorata, anzi sta peggiorando a vista d’occhio e in tutto il mondo. Noi, la classe che produce e riproduce ricchezza per altri scendeva e scende verso il basso della gerarchia sociale. Noi dovevamo cercare nel labirinto di una società atomizzata, dove tutti si presentano come individui autosufficienti qualcosa di comune, qualcosa che ci rende uguali, con la stessa storia e lo stesso futuro e ci siamo scoperti operai, operai sfruttati dal capitale e come tali ci siamo mossi. Facendo in proprio. Tentando una nuova strategia politica, una strategia politica come quella che i borghesi intrapresero nell’Europa del secolo diciottesimo, contro la nobiltà, con la rivoluzione francese, la ghigliottina e la testa del Re.

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