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dom, 04 lug @ 14:12
ZURIGO, MESSAGGIO DEGLI OPERAI INNSE A QUELLI DELLA TEKEL
Pubblicato in:: Numero748-10
Ieri sera all'assemblea a Zurigo, è stato presentato questo messaggio
di solidarietà dei "gruisti" della INNSE agli operai Turki della TEKEL:

Vi ringraziamo di averci messo fra i simboli della resistenza operaia contro gli
attacchi dei padroni e dello Stato. Siamo ben poca cosa rispetto alla massa operaia
della TEKEL, alle officine di Bellin­zona  e tanti altri. La INNSE  dalla grande
fabbrica che era, attraverso ristrutturazioni, ammortizza­tori sociali si era ridotta
ad una fabbrica con poche decine di operai. L’ultimo padrone pensava di spazzarci via
senza problemi. Si è trovato davanti una comunità operaia irriducibile, che ha
resistito per 17 mesi ed infine è il padrone che ha dovuto cedere, la fabbrica è oggi
in attività, la comunità operaia è sempre più forte. 

La cosa più importante non è aver salvato il posto di lavoro, siamo sempre operai,
schiavi moderni di un padrone, la cosa più importante è aver imparato praticamente
alcune cose, che troviamo nelle vostre stesse lotte e che ci danno la sensazione di
essere parte di una classe che esiste in tutti i paesi, ha gli stessi interessi, gli
stessi nemici.

Abbiamo capito dall’inizio che come operai eravamo soli, nel momento in cui occupammo
la fab­bri­ca, continuando a lavorare contro la decisione del padrone, ci presero per
pazzi, mettevamo in discussione la proprietà privata. La magistratura ci fece mettere
fuori dalle forze di polizia e ri­con­segnò la fabbrica in mano al padrone e capimmo
che la legge non era al di sopra delle parti ma stava con il padrone. Per mesi,
giorno e notte, abbiamo presidiato lo stabilimento ed ogni voLta che il padrone
accompagnato dalla polizia ha tentato di smontare il macchinario ci ha trovati pronti
ad impedirglielo. Ogni volta uno scontro. Alla fine, ad agosto del 2009 erano più di
500 poliziotti, ma noi davanti ai cancelli e sulla gru abbiamo resistito e vinto
questa prima battaglia. Li abbiamo messi davanti ad una scelta o ci piegavano
schiacciandoci con la forza e avrebbero pa­gato un prezzo politico elevato nella
crisi oppure si trovava la soluzione per far ripartire la INNSE. Così è stato.

In tanti pensano che eravamo forti perché l’opinione pubblica era con noi, i partiti
ci sostenevano, il sindacato pure. Non è vero. Alla fine l’opinione pubblica era con
noi perché NOI eravamo forti, noi abbiamo agito come un partito operaio informale che
prendeva decisioni in proprio, il sindacato uf­ficiale ci ha sostenuto perché sapeva
che se voleva chiudere la fabbrica con i soliti accordi sugli am­mor­tizzatori
sociali non sarebbe passato. Ha capito che come operai facevamo sul serio. Ci siamo
rifiutati di essere usati dal partiti per farsi pubblicità. La nostra determinazione
ha conquistato invece l’appoggio incondizionato di studenti, militanti che hanno
seguito le nostre scelte di lotta, ma mai ci hanno sostituito nelle prime file. O
sono gli operai che si ribellano o nessuno potrà farlo per loro.

Nella crisi delle fabbriche abbiamo anche sperimentato che le solite proteste non
bastano, che biso­gna reagire duramente, in fondo sono i padroni che hanno prodotto
la crisi, a loro bisogna chiederne il conto. Cosa dimostra la crisi se non che il
loro sistema ha fatto il suo tempo e ci chiediamo: non è forse il tempo degli operai?
E il fatto che in diversi paesi si manifesta una resistenza operaia acca­nita, che si
sta collegando, non indica  forse che è venuto il tempo di pensare ad una nuova
interna­zionale operaia per una lotta comune contro i padroni in tutti i paesi? 

Cosa fare, come affrontare le prossime lotte, come stabilire legami stabili sono
problemi che af­fronteremo. Oggi è già un grande risultato incontrarsi  come operai
ed iniziarne a discutere. A Zurigo non potremmo esserci ma siatene certi, vogliamo
essere con voi in tutte le decisioni che prenderete.

Per piegare una resistenza ci vuole la forza, ma se la resistenza resiste sarà la
forza a spezzarsi.

Un saluto dai gruisti della INNSE.                                                   
     Milano, 30 giugno 2010
( in allegato il saluto in tedesco)

Pubblicato da : Operai Contro  |  Allegato:INNSE TEKEL.pdf
dom, 04 lug @ 09:33
CASSA INTEGRAZIONE, NEL 2010 INCREMENTO DEL 71,2%
Pubblicato in:: Numero748-10
Lo scorso mese le ore di cassa integrazione autorizzate sono state 103,5 milioni,
con una diminuzione dell'11,4%. Nel complesso del primo semestre dell'anno, le ore
autorizzate di cig sono state 636,1 milioni contro 371,5 milioni del corrispondente
periodo 2009, con un incremento complessivo del 71,2%.

Nel 2010 le ore di cassa integrazione sono aumentate del 71,2%.

Quanti degli operai in cassa rientreranno in fabbrica?

Quante fabbriche spariranno ad Agosto?

La cassa integrazione e' un taglio dei  salari e delle tredicesime
Pubblicato da : Operai Contro  | 
dom, 04 lug @ 09:21
LANDINI FIOM E\' DISPONIBILE?
Pubblicato in:: Numero748-10
Senza consenso le fabbriche non funzionano. E' un atto di saggezza riaprire il
tavolo'' su Pomigliano. Lo ha affermato all'ANSA il segretario generale della Fiom,
Maurizio Landini. ''Se la Fiat vuole fare un accordo che abbia il consenso di tutti,
sindacati e lavoratori - sostiene il numero uno dei metalmeccanici Cgil - deve
riaprire la trattativa. E se la Fiat riapre il tavolo di trattativa e toglie i punti
che derogano al contratto nazionale e che vanno contro la legge e la Costituzione,
noi siamo pronti''.

"Se la Fiat - dice Landini - deciderà invece di andare avanti così, sarà una
assunzione di responsabilità sua". "L'investimento va fatto", ma "c'é bisogno di fare
una trattativa, una trattativa vera, senza deroghe e senza che i diritti vengano
lesi", aggiunge Landini, sottolineando che il Lingotto può applicare i 18 turni anche
ricorrendo al contratto nazionale.

Insomma Landini apre a Marchionne e ai suoi ricatti.

Pubblichiamo una lettera di un operaio FIAT di critica a Landini:


1- landini dice no all' accordo predisposto da fiat " cosi com'e' ". In questo modo
si presuppone o meglio ci si illude e si illude la platea degli operai che e' ancora
emendabile la gabbia di Marchionne.  Invece e' l'esatto contrario; quello fiat con i
suoi 15 punti e' un dispositivo ben coerente con gli interessi di profitto dei
padroni fiat e non e' assolutamente emendabile, e' la legge dispotica del Padrone, il
controllo, la sanzione, la mano libera (di bastonare) all' ennesima potenza ogni
comportamento operaio che fuoriesce dalla produzione forzata.
 
landino ci vuole illudere di inseguire ancora la fiat perche' "si sbaglia", quando
invece Marchionne in realta' ha gia' deciso guardando brutalmente al suo portafogli,
se gli va' bene la "operation" una bella jungla schiavista (naturalmente solo
fintamente jungla e scientifica schiavitu', da estendere successivamente ) se gli
operai fiat si incazzano e mettono in piedi scioperi veri ecc ecc., la colpa e' degli
operai "egoisti" e "riottosi" che ancora si incaponiscono a tutelare nei fatti la
loro gia' pesantissima condizione. 
 
In piu' una bella servitu' consapevole con gli impiegati a coprire lo sfruttamento
degli schiavi, appunto. (cosi anche agli impiegati gli si da' un ruolo ben piantato
alle radici dell'estrazione di pluslavoro operaio, anche loro il bonus se lo devono
guadagnare, eh che cavolo cosi' vuole il mercato, le sfide, ecc,  niente e' dato...)
 
2-landini dice che "se la fiat vuole chiudere termini imerese lo dica", cazzo sono 2
anni che ha fissato al 2011 la chiusura, e a landini non glielo hanno detto? fate
arrivare una staffetta a reggio-emilia con il dispaccio ufficiale di fiat. landini
chiede "cosa fare" a fiat, retoricamente tira fuori la "responsabilita' sociale
dell'azienda", mai avvistata in nessuna parte del mondo nemmeno nelle costituzioni
piu' avanzate e nei paesi piu' capitalisticamente "advanced", la realta' e' che
materialmente fiat ha responsabilita' solo verso il profitto dei suoi azionisti
(evasori totali di tasse, sia in italy, che svizzera, che s.marino, liechtenstein o
singapore, come confermato nelle cronache giusto ieri) e ce lo dimostra ogni giorno
sulle linee e nei reparti di produzione. 
 
3-landini "tratta" con la fiat come se fosse l'officina cooperativa di cavriago dove
i soci si controllano l'un l'altro per produrre di piu', spartendosi in forma di
salario, gli utili, il vecchio merdoso profitto padronale. Ma la fiat e' un altra
cosa, spartisce con  "altri", e' un cartello finanziario che succhia lavoro operaio
su 5 continenti, depreda e drena risorse agli stati nazionali ovunque, apre, chiude,
sposta fabbriche e impianti dove il capitale suppone di valorizzarsi meglio. Anche
per questo qualcuno avverti landini di aggiornarsi, cazzo, e' il segr. della gloriosa
 fiom, perbacco!!!
 
Landini ci deve ancora spiegare dove e' andata a finire la LOTTA PER IL SALARIO DEGLI
OPERAI. Per favore capiamoci, non ci venga a riproporre di "riaprire" trattative per
giungere ad altri accordi che non danno nulla agli operai sfiancandoli con scioperi
itineranti" (di 2 ore a settimana cosi' la fiat si prepara) come si fece
nell'esperienza assolutamente fallimentare dei precontratti dove per 18 euro
richiesti in piu' di fim-uilm solo in emilia facemmo altre 40 ore di sciopero...
 
Perche' non la si fa' breve e semplice; la fiat va' avanti a carro-armato con i suoi
15 punti di merda di pomigliano e noi gli facciamo le imboscate; In ogni fabbrica
fiat e nel territorio, ci si organizza per attaccare il piano marchionne su tutte le
clausole schiavitu', tenendo ferma un unica rivendicazione, la fiat deve a tutti gli
operai Fiat ovunque almeno 300 euro di recupero potere d'acquisto (solo per parlare
da inizio 2008 dove' si firmo il ccnl) e basta, cosi' unifichiamo sud, nord, polonia,
serbia, ecc in un unica lotta e sulla base di questo si e' disposti a scioperare e 
che la fiat decida, prendere o lasciare. Punto e basta. Non si puo? balle. Si puo'
!!! Si puo'!!! basta vedere la cina stessa.
Un operaio FIAT
Pubblicato da : Operai Contro  | 
dom, 04 lug @ 08:57
L\'IMPERIALISMO ASSASSINO
Pubblicato in:: Numero748-10
Una tempesta di fuoco scatenata dall'esplosione di un'autocisterna carica di
benzina ha divorato decine di case in una cittadina nella poverissima e insanguinata
provincia di Sud Kivu, in Congo, bruciando vive centinaia di persone: almeno 230 i
morti, fra cui oltre 60 bambini e oltre 30 donne e oltre 100 feriti, molti dei quali
gravi, secondo l'ultimo provvisorio bilancio.

Oggi il fuoco ha fatto strage anche in Nigeria, Paese con un triste registro di
questo tipo di episodi. Anche qui all'origine l'esplosione di un'autocisterna carica
di benzina uscita di strada nella città di Gombe, nel nord-est del Paese, e i morti
sono almeno 13 e nove i feriti gravi.

La colpa e' della popolazione locale. I padroni internazionali li hanno condannati a
morire di fame e malattie, e loro hanno 
 tentato di raccogliere un po della benzina fuoruscita dai camion dei grandi padroni
internazionali del petrolio.

L'imperialismo rapina e ammazza con l'assenso delle democrazie occidentali
Pubblicato da : Operai Contro  | 
dom, 04 lug @ 08:46
CIULATINE DI BERLUSCONI
Pubblicato in:: Numero748-10
Il comico del bagaglino, quando non sa cosa cazzo dire ai padroni che chiedono
piu' soldi, racconta la favoletta del capitalismo italiano immune dalla crisi.

I padroni italiani prendono i soldi e ridono amaro

ilancio amaro per Piazza Affari nei primi sei mesi del 2010: alla chiusura di
venerdi' scorso il Ftse Mib, l'indice dei titoli a maggiore capitalizzazione, aveva
perso il 19%, mentre il Ftse All Share, che raccoglie tutte le societa' quotate,
aveva ceduto il 18%. I titoli quotati hanno cosi' perso complessivamente circa 90
miliardi del proprio valore. La flessione ha dominato in Europa che registra una
riduzione media (indice Dj Stoxx 600) di circa l'8%. Peggio di Milano in Europa hanno
fatto solo Madrid (-23,8%) ed Atene (-38,7%).

Il calo di Piazza Affari è vistoso, superiore a quello delle altre grandi Borse
europee, statunitensi e asiatiche (Parigi, Londra, Francoforte, New York, Tokyo e
Hong Kong) ma anche di quello di listini di Paesi considerati più a rischio del
nostro, come Lisbona (-17,7%) e Dublino (-8,2%). Da inizio anno la Borsa milanese ha
ceduto quasi un quinto della sua capitalizzazione: il valore delle società quotate a
Piazza Affari, di quasi 480 miliardi di euro a gennaio, è sceso a 393 miliardi.

Operai,. la Borsa Italiana va verso il fallimento. Speriamo che Tremonti non dia la
colpa a noi operai
Pubblicato da : Operai Contro  | 
dom, 04 lug @ 08:33
BERLUSCONI E\' D\'ACCORDO CON SANT\'IGNAZIO
Pubblicato in:: Numero748-10
Il premier, Silvio Berlusconi, smentisce, dopo una giornata di fibrillazioni, che
in manovra ci sarà una riduzione delle tredicesime per forze armate e sicurezza. Le
parole del premier arrivano dopo una vera e propria 'bufera' e relativo dietrofront
sulla norma taglia-tredicesime per forze armate e sicurezza. Lunedì - già assicura il
sottosegretario all'Economia, Luigi Casero - il Governo chiederà al relatore alla
manovra, Antonio Azzollini, di cancellarla. E il relatore - assicura lui stesso - la
cancellerà. Il tutto anche se - come spiegano sia Casero, sia Azzollini - si trattava
solo di una norma di salvaguardia. Cioé: o si congelano gli aumenti oppure l'altra
possibilità era proprio quella di intervenire sulle tredicesime. Ma il clamore è così
forte da far propendere per la cancellazione confermata da Berlusconi.

Berlusconi,  le tredicesime e il salario li ha tagliati solo agli operai.

Politici, padroni, sindacalisti, poliziotti, carabinieri, magistrati, possono stare
tranquilli: Berlusconi non mettera' le mani nelle loro tasche.

Politici, padroni, sindacalisti, poliziotti, carabinieri, magistrati, sono utili a
tenere sottomessi gli opera
 
Pubblicato da : Operai Contro  | 

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