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sab, 03 lug @ 13:27
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SANT\'IGNAZIO
Pubblicato in:: Numero748-10
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Operai, noi non abbiamo santi in paradiso.
Ci taglieggiano da sempre i salari, ci licenziano, ci fanno patire la fame, ma
nessuno interverra' mai in nostra difesa.
Tutte le altre classi sociali vivono o sopravvivono bene grazie al lavoro non pagato
che ci viene estorto dai padroni.
Operai o ci muoviamo noi o nessuno mai ci difendera'.
Facciamo un punto chiaro e fermo sulla manovra in merito alle tredicesime nel
comparto sicurezza", ha premesso La Russa. "Il punto di cui si discute con Tremonti -
ha proseguito il ministro della Difesa - non è questo ma è il blocco degli aumenti in
caso di promozione che per il comparto sicurezza è assai più pesante e punitivo
rispetto altri comparti perché da noi le promozioni sono più frequenti. Nell'ambito
di questa discussione, l'economia ha proposto di dare la facoltà, ma non l'obbligo, a
ogni comparto di optare per un taglio generalizzato fra il 10 e il 20% della
tredicesima al posto del taglio sulle promozioni. Ma questa ipotesi - ha spiegato La
Russa - non è neanche stata presa in seria considerazione né da me né dal ministro
Maroni con cui mi sono sentito questa mattina. L'abbiamo notificato pubblicamente e
io ho appena finito di parlare con Tremonti che ne ha preso atto. In parole povere,
sia da me che da Maroni è stato specificato che anche ove la norma che dà la facoltà
di optare per il taglio delle tredicesime venisse inserita, noi fin da ora
dichiariamo che non intendiamo avvalercene in nessun caso. In sintesi non vi è
nessuna ipotesi - ha concluso La Russa - che prevede la possibilità di un taglio
delle tredicesime per il personale del comparto sicurezza". "Rimane aperta - ha
infine sottolineato La Russa - la richiesta di considerare la particolarità del
comparto sicurezza per quanto riguarda l'aumento degli stipendi a seguito delle
promozioni".
Ignazio ti faranno santo e ti innalzeranno una statua in ogni commissariato e in ogni
caserma
Sant'Ignazio
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Pubblicato da :
Operai Contro
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sab, 03 lug @ 13:07
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SANS PAPIERS
Pubblicato in:: Numero748-10
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Lo scorso mese di maggio, i sans papiers hanno organizzato una marcia da Parigi a
Nizza, con lo scopo di diffondere e sostenere la parola d’ordine PERMESSO DI
SOGGIORNO PER TUTTI.
In Francia, le continue lotte dei sans papiers avvengono nell’assoluto silenzio da
parte dei media, delle istituzioni, dei partiti e dei sindacati.
La marcia ha rotto questa congiura del silenzio.
Per trenta giorni, i sans papiers hanno comunicato con migliaia e migliaia di
lavoratori, francesi e di altri paesi.
Durante l’incontro, i sans papiers hanno messo in luce:
1) La gestione centralizzata e selettiva dei flussi migratori da parte dell’Unione
Europea.
2) La connivenza e responsabilità dei governi dei Paesi di provenienza dei sans
papiers (soprattutto africani) nella repressione: collaborando prima all’espulsione,
provvedendo poi all’incarcerazione.
Sullo sfondo dell’incontro, è restato il peso della crisi economica, che sta
abbassando le condizioni di vita e di lavoro di tutti i proletari. Ma, soprattutto,
fa dilagare i licenziamenti e sta diffondendo una disoccupazione crescente. Milioni
di proletari, in tutto il mondo, sono condannati a livelli di esistenza sempre più
bassi, senza alcuna speranza.
Di fronte a questa prospettiva, nei Paesi dell’Unione Europea, la parola d’ordine
PERMESSO DI SOGGIORNO PER TUTTI assume una fondamentale importanza. E’ un primo
fondamentale passo. Ma questo passo deve essere strettamente legato alla fase storica
attuale. Una fase di crisi del modo di produzione capitalistico, che non lascia
nessun margine per le soluzioni intermedie. Se non per la «soluzione finale»,
preparata oggi da quei nuovi lager che si chiamano Centri di Identificazione ed
Espulsione.
D.
http://www.youtube.com/watch?v=hV0gtSAMTls
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Pubblicato da :
Operai Contro
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sab, 03 lug @ 08:30
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POMIGLIANO, 25 GIUGNO
Pubblicato in:: Numero748-10
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Ci è pervenuto il testo del discorso tenuto in occasione del comizio
conclusivo dello sciopero del 25 giugno scorso da un delegato RSU Fiom di Pomigliano.
E’ un documento interessante, sia perché chi lo ha fatto rappresenta la punta più
avanzata all’interno della Fiom nella lotta all’accordo, sia perché questo documento
ci dà uno spaccato veritiero di parte del dibattito in corso in fabbrica fra gli
operai che si oppongono al piano Marchionne.
Care compagne e cari compagni questa giornata di lotta coincide con il periodo in cui
i padroni e l’attuale governo tentano in ogni modo di cancellare 50 anni di storia
sindacale e di annullare con la complicità di Cisl e Uil i diritti conquistati in
tanti anni di lotta.
In questi anni i lavoratori di Pomigliano insieme alla Fiom e alla Cgil hanno
rivendicato una più equa ripartizione delle risorse economiche a partire dai redditi
più bassi e più colpiti da questa crisi economica, riportando l’indennità della cassa
integrazione dal 60 all’80%, invece questo governo ha pensato a fare leggi e leggine
per difendere gli interessi del primo ministro e dei suoi scagnozzi pluri inquisiti.
Invece di legiferare per una seria riforma del sistema contrattuale che dia
finalmente la possibilità ai lavoratori di recuperare il potere di acquisto, questo
governo insieme a Cisl e Uil, hanno sottoscritto l’ennesimo accordo separato facendo
venir meno quindi la possibilità, da qui al prossimo futuro, di recuperare il reale
potere di acquisto dei lavoratori.
Dentro questa crisi è noto ormai a tutti il caso Fiat auto di Pomigliano e i
lavoratori dopo due anni di durissime iniziative di lotta sono riusciti finalmente ad
aprire una trattativa costringendo l’azienda a parlare del futuro automobilistico del
più grande stabilimento meridionale.
Dalle prime battute sulla trattativa si e’ avuta la sensazione che quella
rappresentasse una tappa non solo per la vita dei lavoratori di Pomigliano ma una
vertenza che aveva una valenza più generale che avrebbe sconvolto e sancito i futuri
rapporti sindacali nel paese.
Mario Di Costanzo ( RSU FIOM)
(il resto dell'articolo all'interno)
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Pubblicato da :
Operai Contro
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sab, 03 lug @ 08:20
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ZAIA NON VEDE L\'ORA DI METTERE NUOVE TASSE
Pubblicato in:: Numero748-10
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Caro Operai Contro,
Luca Zaia il governatore leghista del Veneto non vede l’ora di mettere nuove tasse.
Mentre fa sogni d’oro sulle fabbriche che chiudono, in un’intervista sul Corriere
della Sera del 27 giugno 2010 dichiara:” Il Governo assegni alle Regioni l’autonomia
impositiva, si dica alle regioni quanto devono mandare a Roma e noi ci
attrezzeremo”.
Zaia usa 2 pesi e 2 misure. Con le quote latte la Lega ha guidato la protesta degli
allevatori, invitandoli a non pagare le multe all’Europa. Ed ora perché le altre
categorie dovrebbero pagare nuove tasse? Per il fatto che saranno introdotte in nome
del federalismo?
Quando avevano le pezze al culo i capi della Lega sostenevano le proteste, da quando
si sono arricchiti sono diventati come e peggio degli altri politici al servizio del
capitale.
Da Padova vi salutiamo.

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Pubblicato da :
Operai Contro
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