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mar, 27 lug @ 15:34
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LA PENA DI MORTE IN ITALIA
Pubblicato in:: Numero761-10
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Un detenuto del carcere di Siracusa si e' tolto la vita la notte scorsa,
impiccandosi. L'ennesimo suicidio in cella e' stato reso noto dal segretario generale
della Uil Pa penitenziari Eugenio Sarno.
La vittima, L.C., accusato di estorsione e rinchiuso nel reparto ''isolati'' della
struttura, gia' la settimana scorsa aveva commesso atti di autolesionismo ingoiando
lamette da barba. ''Con grande disagio e rammarico - afferma Sarno - dobbiamo
annunciare il 39mo suicidio in cella di questo 2010. Ogni ulteriore commento a questa
strage senza fine appare sinanche riduttivo di fronte alla portata della tragedia che
si consuma ogni giorno dietro le sbarre delle nostre degradate e sudice
galere''.
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Operai Contro
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mar, 27 lug @ 15:28
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MARCHIONNE, ADDIO AL CONTRATTO NAZIONALE
Pubblicato in:: Numero761-10
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Marchionne con l’accordo su Pomigliano, firmato da FIM e UILM, ha fissato le sue
nuove regole contrattuali: aumento della produttività senza limiti, divieto di
sciopero, diminuizione dei salari per gli operai.
Marchionne con l’accordo su Pomigliano ha di fatto disdetto il contratto nazionale
dei metalmeccanici.
Ora Marchionne vuole disdire ufficialmente il contratto.
Gli operai di Pomigliano che hanno votato NO al referendum sono stati gli unici ad
opporsi al terrorismo di Marchionne.
CISL- UIL hanno dato il culo a Marchionne e fatto i soldi svendendo la pelle degli
operai.
CISL-UIL dimostrano anche ora che sono paraculi dei padroni e dichiarano: “Passino le
richieste contenute nell’accordo di Pomigliano, passi anche la creazione di una newco
(una nuova societa’), ma il contratto nazionale non si tocca”.
Paraculi della CISL-UIL per quale motivo Marchionne dovrebbe aver paura di voi?
Operai Fiat solo se ci organizziamo possiamo opporci ai padroni.
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Operai Contro
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mar, 27 lug @ 15:22
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I PADRONI ITALIANI ALLA CONQUISTA DELLA SERBIA
Pubblicato in:: Numero761-10
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Chiuso a Faenza lo stabilimento Omsa. La proprietaria Golden Lady Company ne
aprira' un altro in Serbia. La chiusura dello stabilimento ha portato al
licenziamento di 350 dipendenti, molte donne. A dare notizia dell'accordo con il
ministro dell'Economia serbo e' la Filctem-Cgil. Il gruppo, che detiene i marchi
Omsa, Golden Lady, Sisi', Philipe Matignon, Filodoro, ha 7.000 dipendenti, 9
stabilimenti in Italia, 4 in Usa, 2 in Serbia, che presto saranno 3.

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Operai Contro
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mar, 27 lug @ 08:58
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VERDINI IL COORDINATORE
Pubblicato in:: Numero761-10
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Interrogatorio di nove ore per il coordinatore del Pdl Denis Verdini, ascoltato
dai pm della Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per gli
impianti dell'eolico in Sardegna e sulla cosiddetta P3, una societa' segreta che,
secondo le motivazioni del Riesame che ha negato la scarcerazione a Flavio Carboni e
Pasquale Lombardi, ''e' in grado di interferire con le scelte delle istituzioni''.
Verdini entrato nella stanza del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo alle 15, con
i suoi avvocati Marco Rocchi e Franco Coppi, ne e' uscito a mezzanotte. Il
coordinatore del Pdl è indagato assieme a Marcello dell'Utri, Flavio Carboni e
Massimo Lombardi per violazione della legge sulla costituzione di società segrete
nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P3 ed e' iscritto nel registro degli
indagati nell'indagine sugli appalti per l'eolico. Verdini e' indagato anche a
Firenze nell'inchiesta sui rapporti economico finanziari tra il Credito cooperativo
fiorentino (Ccf), la banca di cui non è più presidente da venerdì scorso, e la
Baldassini Tognozzi Pontello (Btp) dell'amico Riccardo Fusi, dimessosi mesi fa dalla
presidenza del suo gruppo.
Il solito attacco a Berlusconi dei giudici comunisti.
Verdini e' una persona onesta. Verdini faceva il suo mestiere:coordinava.

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mar, 27 lug @ 08:46
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AFGHANISTAN, LE STRAGI COPERTE DAL SEGRETO DI STATO
Pubblicato in:: Numero761-10
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Il testo di alcuni rapporti diffusi da Wikileaks. Errori umani o di valutazione
che hanno provocato morti innocenti e sono stati coperti dal segreto di Stato
I 45 civili, tra cui donne e bambini, rimasti uccisi la scorsa settimana in un
attacco missilistico delle forze a guida Nato, nella provincia meridionale di
Helmand, sono solo la punta dell'iceberg della fallimentare missione USA in
Afghanistan. Oggi i vari portavoce dei governi coinvolti in battaglia lo hanno
riferito alla stampa, fino a ieri non è stato così. Nella terra dei talebani dal 2004
sono morti migliaia di innocenti spesso nel corso di "azioni amichevoli" a causa
della totale incompetenza degli uomini in forza alle truppe della coalizione.
Top Secret. I rapporti riservati diffusi da Wikileaks iniziano, o terminano, con
formule con le quali si raccomanda la riservatezza. Per non dare vantaggi al nemico,
per evitare colpi all'immagine, per nascondere la tragica verità. Che i "danni
collaterali", le morti di civili, siano all'ordine del giorno in ogni guerra è cosa,
ancora inaccettabile ma, ormai tristemente nota. Quello che, invece, stupisce ancora
è la totale leggerezza dei vertici militari nel cercare di evitare che i danni
collaterali si ripetano. "Is classified secret" - è classificato segreto. Si apre
così il verbale numero 172100Z TF redatto dai comandi militari statunitensi.
"Missione [...] uccidere/catturare Layth Abu Al Libi. - riporta il verbale -
Obiettivo: Abu Layth Al Libi è un alto comandante militare di Al Qaida, leader del
gruppo combattente islamico libico (LIFG). Ha sede a Mir Ali, Pakistan e gestisce
campi di addestramento in tutto il Nord Waziristan. [...]. Risultato: 6 nemici uccisi
in azione; 7 Non combattenti uccisi in azione, 7 detenuti". I 7 non combattenti erano
bambini innocenti fatti saltare in aria durante l'attacco aereo che aveva preceduto
l'arrivo della squadra speciale Task Force 373. Durante il raid nella provincia di
Paktika i soldati non hanno trovato Al Libi, che sarebbe stato ucciso solo un anno
dopo da un bombardamento condotto con un drone. Nel luogo dell'attacco c'erano solo
sei presunti sospetti terroristi che dopo aver perso i propri figli hanno cercato di
scappare dalle truppe statunitensi. Tentativo vano visto che fuori dall'edificio
erano di pattuglia degli elicotteri che hanno fatto fuoco sul gruppo. Risultato
dell'azione: obiettivo mancato, sei nemici, presunti, e sette non combattenti
uccisi.
(all'interno articolo di peacereporter)
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Operai Contro
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mar, 27 lug @ 08:31
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GLI OPERAI NEXANS LOTTANO ANCORA
Pubblicato in:: Numero761-10
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Venerdi scorso, sotto la canicola di luglio a roma, 50 operai della Nexans di
Latina, si sono ritrovati sotto il ministero dello sviluppo ecnomico, per
continuare la loro lotta ri-cominiciata circa due mesi fa dopo che la direzione
della multinazionale francese aveva deciso di chiudere la produzione dei cavi ad alta
tensione , buttando in strada piu’ di 200 operai .
Venerdi scorso e’ vero che la Nexans ha chiuso la produzione a Latina, ma gli operai
lì sotto al portone del ministero , la delegazione che è salita per la trattativa, e
gli altri operai che sono rimasti al presidio in fabbrica, ci sono e lottano ancora.
La direzione della Nexans , dopo due mesi di lotta , di presidio davanti alla
fabbrica per non far uscire fuori da quei cancelli né i macchinari né le merci che
rimangono stoccati nei magazzini, con buona pace dei padroni ha dovuto cedere ,
nelle trattative con gli operai, e le rsu, la arrogante posizione di pregiudiziale
mantenuta per mesi, di non far entrare nuovi padroni interessati a produrre nel sito
Latina , che volessero fabbricare cavi di alta tensione. Grazie alla lotta degli
operai, l’arrogante pregiudiziale dei padroni, nel punto 4 dell’accordo decade.
Questo sembrera’ poco , ma per una vertenza, in cui la direzione aziendale era
partita con la chiusura senza appello di una fabbrica produttiva , il passaggio
della produzione di cavi di alta tensione nell’altro stabilimento Nexans a
Battipaglia ( dove lavorano un centinaio di operai , e in cui le rsu interne, al di
la’ della formale solidarieta’ con gli operai della sede di Latina non sono andate,
essendo totalmente asservite alla direzione aziendale di quella fabbrica ; ribadendo
nella realta’ la lotta di concorrenza tra gli operai in questo sistema di
sfruttamento ).
(all'interno articolo intero)

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Operai Contro
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