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ven, 02 lug @ 20:51
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PENSIONATI ?
Pubblicato in:: Numero747-10
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dal blog di Grillo
L'Italia di Mussolini aveva otto milioni di baionette, l'Italia del nuovo millennio
ha 17 milioni di pensionati. Per andare in pensione sarà necessario aspettare la loro
dipartita di massa. Chi lavora (o cerca un lavoro) vede l'asticella alzarsi, 35/40
anni e forse più di contributi. In pratica, un ragazzo di venti o trent'anni in
pensione non ci andrà mai. Lavorare 40 anni ininterrottamente con un posto fisso e il
versamento mensile all'INPS dei contributi è come vincere al Superenalotto.
Il Paese è diviso in due classi: i pensionati e i sommersi. Sommersi perché precari,
in nero, disoccupati, sottopagati, licenziati. Perché la loro pensione è un miraggio
sociale. Le pensioni rappresentano il vero "class divide" italiano. Non è possibile
chiedere ai giovani di spostare in avanti l'età pensionabile e gli anni di contributi
fino alla consunzione mentre ci sono battaglioni di pensionati con due o tre
pensioni, parlamentari con il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo di
legislatura, milioni di pensionati che percepiscono una pensione per la quale hanno
versato la metà o anche meno di contributi, centinaia di migliaia di baby pensionati,
pensionati dalle pensioni d'oro. La pensione minima va comunque garantita e anche
tutte le pensioni per cui sono stati versati effettivamente i contributi. In tutti
gli altri casi va fatta tabula rasa. Se non succederà, tutti coloro che versano i
contributi all'INPS, in particolare le fasce più giovani, non devono più versare un
euro. E' come buttare i soldi dalla finestra. Nessuno ti garantisce se e quando li
riavrai.
I sacrifici valgono per tutti o per nessuno. Qual è la situazione pensionistica degli
ex parlamentari, ex presidenti di Regione, di Provincia, ex ministri, ex presidenti
di municipalizzate, ex presidenti della Repubblica? Quanti sono i pensionati
consulenti? Quanti quelli che superano i 4000 euro? Quanti quelli che votano per il
mantenimento dello status quo pensionistico il partito bifronte Pdelle-Pdmenoelle?
Solo chi raggiunge l'età pensionabile può fare carriera. Il duo Berlusconi-Napolitano
fa quasi CENTOSESSANTANNI. Il fatto straordinario è che i "sommersi", i ragazzi senza
un presente e neppure un futuro per non parlare della pensione non si incazzino.
Lavoreranno da schiavi e moriranno sul luogo di lavoro, come i rematori delle galere.
Intanto, i pensionati da 4000 euro in su saranno al Club Med con il Viagra sul
comodino. Ragazzi, non un soldo all'INPS, meglio sotto il materasso. In futuro
consigli e indicazioni sul blog.

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Operai Contro
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ven, 02 lug @ 19:33
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GIOVANI, 1 SU 3 E\' DISOCCUPATO
Pubblicato in:: Numero747-10
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Il comico del Bagaglino esulta: la percentuale e' in aumento.
Qualcuno dovra' spiegare a Berlusconi che non si tratta della percentuale della sua
popolarita', ma di quella della disoccupazione dei giovani in Italia.
Il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è passato a maggio al 29,2% dal 29,1%
registrato ad aprile. E' il dato più elevato dal 2004, ovvero dall'inizio delle serie
storiche. Rispetto al maggio 2009, il numero di giovani tra i 15 e i 24 anni in cerca
di lavoro è salito di 4,7 punti percentuali. E' il quadro tracciato dall'Istat sulla
base della stima provvisoria e dei dati destagionalizzati che indicano anche
nell'8,7% il dato sul tasso di disoccupazione complessivo che si conferma stabile per
il terzo mese consecutivo. Risulta però in aumento rispetto a maggio 2009 (quando era
del 7,5%) di 1,2 punti percentuali. Rispetto ai mesi precedenti il dato del 29,2%
relativo alla disoccupazione giovanile evidenzia un trend in aumento: ad aprile si
era, come detto, al 29,1%, a marzo il tasso era stato invece del 27,6%.
Il futuro dei giovani e' disoccupazione e miseria

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Operai Contro
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ven, 02 lug @ 08:49
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IL MERCATO DELL\'AUTO NON VA
Pubblicato in:: Numero747-10
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La crisi continua il suo corso.
Le merci prodotte dagli operai restano invendute.
Non bastano le ciulatine nella merda di Berlusconi.
Non servono i tagli e le truffe di Tremonti.
Il mercato dell'auto in Italia prosegue negativo e a giugno totalizza 170.625
immatricolazioni, per una flessione del 19,12%. Sui sei mesi le immatricolazioni
segnano una variazione di +2,91%, a 1.163.602 unita'. Lo rende noto il Ministero
delle Infrastrutture e Trasporti. A maggio le immatricolazioni avevano registrato una
flessione del 13,8%. Riguardo ai singoli marchi del Lingotto, a giugno Fiat ha
immatricolato 39.082 unità (-29,50%) rispetto alle 55.433 di giugno 2009, Alfa Romeo
5.116 unità (-9,23% sulle 5.636 di un anno fa) e Lancia 7.680 unità (-26,65% rispetto
alle 10.470 di un anno fa). Sui sei mesi il gruppo torinese ha immatricolato 359.845
unità, in calo del 4,66% sul pari periodo 2009.
FIAT: -27,5% IMMATRICOLAZIONI GRUPPO A GIUGNO - Fiat Group Automobiles ha
immatricolato a giugno in Italia 51.878 nuove autovetture, in picchiata del 27,48%
rispetto alle 71.539 consegnate a giugno di un anno fa. A maggio il gruppo aveva
immatricolato 48.849 vetture, per un calo del 25,06% rispetto a maggio 2009. Riguardo
ai singoli marchi del Lingotto, a giugno Fiat ha immatricolato 39.082 unità (-29,50%)
rispetto alle 55.433 di giugno 2009, Alfa Romeo 5.116 unità (-9,23% sulle 5.636 di un
anno fa) e Lancia 7.680 unità (-26,65% rispetto alle 10.470 di un anno fa). Sui sei
mesi il gruppo torinese ha immatricolato 359.845 unità, in calo del 4,66% sul pari
periodo 2009.
FIAT: QUOTA GRUPPO SCENDE A GIUGNO AL 30,4% - Fiat Group Automobiles ha segnato a
giugno una quota di mercato del 30,41%, in calo rispetto al 33,91% di un anno fa. A
maggio la quota era al 29,83%. Tra i singoli marchi del Lingotto, Fiat ha segnato a
giugno una quota del 22,91% (era al 26,28% un anno fa), Lancia è al 4,50% (era al
4,96%) e Alfa Romeo si è attestata al 3% (2,67% a giugno 2009). Sui sei mesi la quota
del gruppo torinese è scesa al 30,92% rispetto al 33,38% del pari periodo 2009.
I padroni impiccano gli operai con aumenti di produttivita', ma non riescono a
vendere le merci prodotte per realizzare profitti sempre maggiori.
La crisi non e' dovuta alla bassa produzione, ma al fatto che gli operai sono stati
costretti a produrre troppo

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Operai Contro
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ven, 02 lug @ 08:35
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AFGHANISTAN, ATTACCATA UNA SEDE DELLA CIA
Pubblicato in:: Numero747-10
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Un commando di quattro talebani hanno attaccato la notte scorsa a Kunduz City,
capoluogo dell'omonima provincia settentrionale afghana, una sede della CIA ( agenzia
di spionaggio USA). La sede era mascherata come ong americana Development
Alternatives Inc (Dai): sono almeno otto le persone morte ed una trentina i feriti
dell'attacco.
Un primo kamikaze, ha detto Omar ai giornalisti, ha fatto saltare un'autobomba verso
le 3 (le 0,30 italiane) davanti all'ingresso della ong, mentre un secondo ha attivato
la carica che portava indosso all'interno dell'edificio. Ingenti forze militari
afghane e straniere hanno circondato il luogo dell'attacco dove, ha concluso il
governatore di Kunduz, due talebani ancora resistono.
Il portavoce degli insorti, Zabihullah Mujahid, ha rivendicato l'operazione,
dichiarando che ''questo e' il nostro benvenuto al generale David Petraeus'' che
arriva oggi a Kabul per assumere il comando della Forza internazionale di assistenza
alla sicurezza (Isaf).

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Operai Contro
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ven, 02 lug @ 08:05
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CINA. OPERAI IN SCIOPERO
Pubblicato in:: Numero747-10
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Uno sciopero nello stabilimento di un'azienda giapponese nel nord della Cina ha
fermato oggi la produzione di componenti elettronici, inasprendo la contrapposizione
tra la dirigenza e una classe operaia sempre più consapevole.
Gli operai della Tianjin Mitsumi Electric continuano lo sciopero iniziato martedì,
chiedendo aumenti salariali e "condizioni lavorative eque".
La fabbrica di 3.000 operai è l'ultimo focolaio delle sollevazioni degli operai, che
hanno colpito per lo più le aziende straniere produttrici di componenti per
automobili, vulnerabili a causa dei tempi ristretti della catena produttiva.
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ven, 02 lug @ 07:51
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IL REGGI BRAGHE DI BERLUSCONI
Pubblicato in:: Numero747-10
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Gli ex socialisti sono i peggiori nemici degli operai. Mussolini era un ex
socialista.
Sacconi è un ex socialista. Livelli diversi. Il primo fu un avventuriero che si giocò
tutto per essere un campione della borghesia. Il secondo fa il reggi braghe a un
vecchio puttaniere.
Nell’odio contro gli operai, Sacconi è imbattibile però.
Voleva un plebiscito a Pomigliano, come Marchionne. Tutti gli operai in coro a dire
“SI, siamo pronti a prenderlo a quel servizio per voi”. Invece una parte consistente
ha detto NO. A Marchionne è andata via la voce. Sacconi abbozza e va avanti. Il
referendum per lui è vinto e l’accordo deve essere applicato. Nessun cedimento. E’
convinto che chi non si è piegato ora, lo farà in seguito.
Gli operai di Pomigliano ne faranno una questione di principio. Possono mai piegarsi
al volere di un uomo di paglia del puttaniere?
Il reggi braghe
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ven, 02 lug @ 07:43
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BRUTTI SEGNALI
Pubblicato in:: Numero747-10
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Sono un Rsu FIOM di Pratola Serra. Il primo luglio, da Avellino, sono andato a
Pomigliano per la “Assemblea nazionale Fiom delle delegate e dei delegati della Fiat,
dei grandi gruppi e del Mezzogiorno”. C’erano tutti i “capi”, Landini, Rinaldini,
Cremaschi e dirigenti CGIL. Mi aspettavo una riunione dove si serrassero i ranghi per
affrontare la nuova fase dello scontro con la FIAT, ma sono rimasto subito deluso.
Cosa ci facevano lì dirigenti CGIL che nel fuoco dello scontro sul referendum si
erano schierati per il SI?
Volevo intervenire, dire ai compagni di stare attenti a questi personaggi. Che la
CGIL aveva già sacrificato i lavoratori del pubblico impiego, di fatto senza
reazione. Brunetta li aveva stritolati, ed è tutto dire, e il sindacato aveva solo
proclamato uno sciopero, (la solita passeggiata), fuori tempo massimo. Volevo dire di
stare attenti, perché come avevano fatto con il pubblico impiego avrebbero fatto con
noi. La mia fabbrica, l’FMA, è già un valido esempio di immobilismo funzionale al
padrone. Mentre lui ci butta fuori e ci affama con la cassa integrazione, senza
prospettive per il futuro, noi stiamo fermi, oppure “passeggiamo”. L’unica volta che
abbiamo dato fastidio all’azienda con un blocco delle merci, ci hanno mandato addosso
i poliziotti e i sindacalisti ci hanno detto di “stare calmi”.
Volevo parlare agli operai presenti, agli altri Rsu, ma un burocrate alla presidenza
mi ha detto che non c’era più spazio per altri interventi. Mi hanno tappato la bocca
perché sanno che sono uno scomodo e combattivo. Mi chiedo, perché? E’ un brutto
segnale. Non vogliono alzare lo scontro con la CGIL e allora toni pacati, interventi
con la vaselina. Ma così cosa concludiamo? La mediazione con chi si è già schierato
con Marchionne ci porta solo alla sconfitta. Se le cose stanno così, devono solo
trovare il modo per farcela digerire.
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Operai Contro
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ven, 02 lug @ 07:36
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LA LEGA CALPESTA LA SICUREZZA NELLE FABBRICHE
Pubblicato in:: Numero747-10
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Egregio Direttore
Prima Brunetta, poi Calderoli in occasione del referendum di Pomigliano, hanno
definito “fannulloni” gli operai. Nessuno tra gli alti papaveri ha protestato, ma
sicuramente gli operai ne hanno preso nota.
Ora la Lega con Tremonti, prepara una nuova legge per i padroni delle piccole
imprese. Non si sa se centra o meno il federalismo, quel che risulta dalle norme in
preparazione, si potrà aprire un’impresa in poche ore, senza tanti vincoli
legislativi e contrattuali da rispettare, senza rischio di sanzioni pecuniarie e
penali, quindi un ampio uso e consumo degli operai.
Le norme non sono ancora note, ma dalle dichiarazioni rilasciate da Tremonti stesso,
sembrerebbe che le nuove imprese, solo dopo alcuni alcuni anni potranno essere
soggette a controlli e verifiche da parte degli organismi preposti, tutto questo per
favorire la ripresa produttiva, dicono i capi della Lega e il ministro
dell’Economia.
La sicurezza sul lavoro dove va a finire? E a che condizioni saranno le assunzioni?
Per non parlare del resto.
Spero che nelle fabbriche non si stia fermi, se questo progetto non verrà fermato in
Parlamento. Da considerare anche che, se passa nelle piccole imprese toccherà poi a
quelle medie e grandi.
Una RSU della provincia di Milano
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Operai Contro
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