Totale articoli "Numero741-10" : 5098
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ven, 18 giu @ 22:40
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SIGNOR SEBASTIANO GAROFALO
Pubblicato in:: Numero741-10
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Signor Sebastiano Garofalo,
ancora una sua lettera fra le mani, piena di luoghi comuni, frasi fatte, minacce
sottintese, che noia!
Ripete per ben due volte in 23 righe che le condizioni poste servono per salvare il
nostro stabilimento, nostro di chi? A noi operai non ci appartiene un solo bullone e
tanto meno una briciola degli utili che distribuite agli azionisti. Abbandoni il
linguaggio figurato, dica che il problema è salvare i vostri profitti, i vostri
stipendi da milioni di euro.
Insiste sul fatto che accettando le condizioni che ponete diventeremo più competitivi
dei nostri concorrenti nel mondo, ma lo sa che i nostri concorrenti sono altri operai
costretti anch’essi a scendere più in basso e se scenderanno ancora toccherà a noi
seguirli in una spirale senza fine?
L’allegato è più interessante, un regolamento da galera industriale, preciso, chiaro.
Fra un po’ di anni quando si leggeranno questi 14 capitoli saranno tanti a chiedersi
“ poveri operai a quali condizioni dovevano sottostare per un pezzo di pane”. La
stessa meraviglia che ci prende quando leggiamo regolamenti di fabbrica di 150 anni
fa, ma lei è convinto di rappresentare il futuro. Il futuro? Lei e il suo capo
Marchionne avete solo rispolverato una vecchia formula del padrone delle ferriere:
operai se non volete morire di fame avete una sola scelta, tornare a lavorare alle
mie condizioni.
Signor Garofalo ha fatto bene a rendere pubblico anche l’allegato, ne viene fuori una
realtà lavorativa da schiavi, pochi la conoscono, solo gli addetti sanno. Ha provato
a confrontare queste “migliori pratiche di lavoro industriale” come Lei le definisce
con il “lavoro” di dirigenti d’azienda, parlamentari, funzionari di Stato, impiegati
di alto livello? Non si è un po’ vergognato? Probabilmente nemmeno un po’, ha bisogno
di loro per piegarci al suo ricatto. Sono già tutti sul piede di guerra e dichiarano
con fare di chi non ammette repliche “non si vorrà far chiudere Pomigliano solo
perché non si accetta di lavorare anche il sabato notte, mangiare dopo sette ore e
mezza di lavoro, essere puniti se si fanno scioperi non autorizzati dal padrone,
pagarsi la malattia ecc.. ecc…Basterebbe rispondere a tutti questi signori “fateci
vedere cosa siete capaci di fare sulle linee, trasformatevi voi in ingranaggi di un
meccanismo infernale che non ha mai sosta, fatevi la Panda a queste condizioni”.
Comincerebbero a balbettare.
Il suo capo ha tuonato “dicano gli operai cosa vogliono fare”. Con una pistola
puntata alla tempia probabilmente la maggioranza di noi accetterà, ma tanti,
giustamente, non verranno nemmeno a votare e saranno anche numerosi gli operai che
voteranno contro rifiutando le vostre condizioni. Non otterrete comunque la
condivisione che Lei tanto auspica nel finale della sua lettera. E. siccome è
presumibile che l’opposizione al vostro piano viene proprio da chi poi la produzione
la dovrà fare, lo sciopero è sempre dietro l’angolo. Nemmeno sotto il fascismo
riuscirono ad impedire gli scioperi operai. Volete forzare la mano ma non vi
aspettate che ve la stringiamo.
Signor Garofalo, farete carte false per imporre il consenso alle vostre scelte ma il
giorno dopo dovrete rimetterci a lavorare, il rientro dalla cassa integrazione non
sarà più rinviabile, l’alibi di dover chiudere Pomigliano per colpa degli operai non
potrete più usarlo. Glielo dicono degli operai che guardano lontano: vi siete messi
in un vicolo cieco. (ALL'INTERNO LA LETTERA DI GAROFALO)in allegato il volantino
distribuito da operai contro a Pomigliano
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Pubblicato da :
Operai Contro
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Allegato:Vol. Alfa 16-6-10.pdf
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ven, 18 giu @ 17:42
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PERCHE\' TUTTI VOGLIONO CHE ACCETTIAMO IL PIANO MARCHIONNE
Pubblicato in:: Numero741-10
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SE NON LAVORIAMO NOI TUTTO VA SOTTOSOPRA. PER QUESTO TUTTI VOGLIONO CHE ACCETTIAMO
IL PIANO MARCHIONNE
Il piano Marchionne significa:
- lavorare giorno e notte con ritmi impossibili
- lavorare con pause, che erano gia' prima brevi, ora ulteriormente ridotte
- lavorare per sette ore e mezzo senza mangiare
- concedere il diritto al padrone di farci lavorare anche nei giorni di riposo con
straordinari obbligatori raddoppiati rispetto a prima
- dare al padrone la possibilita' di non pagarci i primi giorni di malattia,
- accettare multe e licenziamenti per gli operai che non rispettano l'accordo e, per
lo stesso motivo, eliminazione dei diritti sindacali alle organizzazioni e ai quadri
di queste organizzazioni sindacali. Praticamente l'eliminazione del diritto di
sciopero.
Ci stanno condannando alla totale schiavitu e vogliono che diciamo di essere
d'accordo.
Tutti sono impegnati a convincerci che questa e' la strada da seguire. Perche'?
Perche' tutti vivono sulle nostre spalle. Siamo gli unici che producono ricchezza,
senza di noi non potrebbero piu' fare la bella vita che fanno. Confindustria,
politici di destra e di sinistra, sindacalisti, giornalisti, perfino il vescovo di
Nola, tutti ci chiedono di accettare la cura Marchionne. Accettare di lavorare come
bestie per far vivere bene loro. E questo varra' per tutti gli operai italiani,
perche' l'accordo di Pomigliano lo generalizzeranno in ogni fabbrica, non solo quelle
FIAT.
Ci vogliono fare la pelle, in modo democratico: con un referendum in cui o scegliamo
di sottometterci, o chiudono la fabbrica. Ma non gli basta voler farci votare con la
pistola puntata alla tempia, lo faranno anche con lo stabilimento fermo da mesi e i
galoppini dell'azienda che verranno mobilitati, impiegati in testa.
Con l'impossibilita' di evitare gli imbrogli sulle schede che hanno sempre fatto e
che si stanno preparando a fare anche adesso.
QUESTA E' LA DEMOCRAZIA DEI PADRONI E DEI LORO SERVI.
Ricordiamolo per il futuro. Ricordiamo anche che FIM, UILM, FISMIC e UGL si sono
subito affrettati a firmare l'accordo di Marchionne. Mettiamocelo bene in mente il
ruolo di questi nostri " rappresentanti" in questa partita per fottere noi.
Ma tutti costoro credono veramente che basti un accordo e la firma di quattro venduti
per bloccare la ribellione operaia?
Piu' tirano la corda e piu' questa fara' danno quando si spezzera' .
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Operai Contro
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ven, 18 giu @ 14:07
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BERSANI E\' FAVOREVOLE ALLA PROPOSTA MARCHIONNE
Pubblicato in:: Numero741-10
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Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, a proposito dell'accordo tra Fiat e
sindacati su Pomigliano ha affermato: "Tutti abbiamo detto che Pomigliano é un caso
particolare, perché è il primo caso di un'impresa che rilocalizza dalla Polonia
all'Italia
Quindi il paraculo borghese di sinistra Bersani ha invitato gli operai ad approvare
le proposte del terrorista Marchionne.
Bersani e' un borghese ben pasciuto, non e' certo un operaio di Pomigliano. Bersani
approva le proposte di Marchionne, tanto il culo lo fa agli operai.
Operai, i borghesi difendono i loro interessi.
Operai, solidarieta' con gli operai di Pomigliano. Se il terrorista Marchionne vince
a Pomigliano, la sua proposta sara' applicata in tutte le fabbriche.

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Operai Contro
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ven, 18 giu @ 13:18
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L\'ANGOSCIA DI DE GENNARO
Pubblicato in:: Numero741-10
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De Dennaro e' un uomo onesto.
I giudici che lo hanno condannato sono certamente dei comunisti al servizio dei
sovversivi.
De Gennaro e' angosciato, poverino. Aveva detto che se lo condannavano per i fatti
del G8 a Genova si sarebbe dimesso.
Ora De Gennaro e' angosciato. Per i suoi meriti e la sua indiscussa onesta' e'
diventato capo dei servizi segreti.
Così, appena rientrato a Roma da Genova, De Gennaro s'è chiuso nel suo ufficio senza
procedere a quello che gli avrebbe dettato l'istinto. Ha fatto e ricevuto molte
telefonate, ha letto tutte le agenzie di stampa che sfornavano le reazioni alla
sentenza. Ha parlato col sottosegretario Gianni Letta, il suo referente politico
diretto, ricevendo una conferma di piena fiducia da parte dell'esecutivo. Ma il punto
è un'altro: la storia del G8 di Genova e dell'accusa che gli è piovuta addosso tre
anni fa, quando fu rimosso da capo della polizia, è troppo ingombrante per essere
archiviata con una routinaria attesa del giudizio definitivo. E l'incarico ricoperto
da quello che fu il poliziotto più famoso d'Italia è troppo delicato per non dar peso
a una reato come l'induzione alla falsa testimonianza.
De Gennaro ha l'appoggio e l'approvazione di uomini onesti: Maroni ministro della
polizia di Berlusconi, Alfano ministro della giustizia di Berlusconi famoso nella
storia per il lodo Alfano, Berlusconi onestissimo uomo che non ha mai avuto problemi
con la giustizia.
De Gennaro e' angosciato, ma chi glielo fa fare ad essere angosciato, e' stato
condannato ad appena un anno e 4 mesi. Non va in galera.
De Gennaro resisti, Alfano ha detto che sei innocente. E se lo dice Alfano bisogna
credergli.
Che cazzo di menate, colpa delle intercettazioni telefoniche.
Ha ragione Berlusconi bisogna abolirle , e borghesi e poliziotti diventano tutti
onesti
De Gennaro angosciato
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Operai Contro
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ven, 18 giu @ 12:59
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AFGHANISTAN, LE ATROCITA\' DELLE TRUPPE DI OCCUPAZIONE
Pubblicato in:: Numero741-10
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Le truppe di occupazione in Afghanistan sono costituite da criminali assassini.
Cinque soldati Usa finiscono davanti alla corte marziale: in Afghanistan uccidevano
civili a sangue freddo.
Il soldato semplice Jeremy Morlock, 22 anni, originario di una sperduta cittadina
dell'Alaska, era un tipo difficile già prima di arrivare in Afghanistan: coinvolto in
un omicidio a soli 15 anni, un passato da picchiatore nella squadra di hockey su
ghiaccio al college, una condanna per violenze domestiche e numerose punizioni per
insubordinazione sotto le armi. La guerra ha tirato fuori il peggio di lui.
Lo scorso gennaio, lui e altri due soldati della 'Bravo', Calvin Gibbs, 25 anni,
originario del Montana, e Andrew Holmes, 19 anni, dell'Idaho, sotto l'effetto di
droghe hanno preso Gul Mudin, un civile afgano, forse un prigioniero, e lo hanno
ammazzato scaricandogli addosso interi caricatori di mitra e lanciandogli contro
delle bombe a mano.
Il 22 febbraio, Morlock e Gibbs hanno ripetuto l'impresa, stavolta insieme a un altro
soldato, Michael Wagnon, 29 anni, di Las Vegas. La tecnica usata è stata la stessa:
raffiche di mitra e granate. La vittima prescelta, sempre un civile afgano, si
chiamava Marach Agha.
La coppia è tornata a colpire di nuovo il 2 maggio. In questo caso con loro c'era il
soldato Adam Winfield, 21 anni, originario della Florida, e la vittima sacrificale
rispondeva al nome di Mullah Abdallah.
Tre giorni dopo, Morlock e Gibbs hanno tirato giù dalla branda un loro commilitone e
lo hanno picchiato selvaggiamente fino a ridurlo in fin di vita. La sua colpa era
quella di aver denunciato ai superiori che diversi soldati della compagnia facevano
uso di droga. In ospedale, dopo aver ripreso coscienza, il soldato ha deciso di
raccontare anche degli omicidi.
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Operai Contro
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ven, 18 giu @ 12:42
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MIRAFIORI, CONTRO IL RICATTO AGLI OPERAI DI POMIGLIANO
Pubblicato in:: Numero741-10
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Gli operai della FIAT Mirafiori di Torino, questa mattina hanno scioperato contro
il ricatto del terrorista Marchionne agli operai di Pomigliano.
Chi pensava che gli operai della FIAT di Pomigliano erano isolati si sbagliava.
FIM, UILM, UGL hanno gia' firmato.
La CGIL Campania e Napoli agli ordini del venduto Epifani hanno invitato gli operai
di Pomigliano a votare si al referendum ricatto del terrorista Marchionne.
Operai della FIAT di Pomigliano e' ora di mostrare tutta la vostra forza.
Operai della FIAT di Pomigliano, non siete soli.
Cacciamo a calci nel culo gli uomini di Epifani. Sputiamo in faccia
agli uomini della FIM, UILM, UGL sono servi del padrone.
Operai FIAT di Pomigliano da voi puo' ripartire la lotta senza compromessi contro i
padroni
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Operai Contro
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ven, 18 giu @ 08:23
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IL FEDERALISMO DEI MIRACOLI
Pubblicato in:: Numero741-10
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Caro operai Contro,
La Indesit di Brembate Sopra ha annunciato la chiusura e il licenziamento dei 430
operai. Il Comune è amministrato da una Giunta leghista, qui la Lega nelle ultime
elezioni ha preso il 35% dei voti di quanti vanno a votare.
I capi della Lega sono andati sul posto dicendo: non si tratta di una semplice visita
di cortesia ma “è il carroccio che si contraddistingue sempre per la politica del
fare”.
Così 5 parlamentari leghisti, compreso Calderoni Ministro della Semplificazione
Normativa, più il vicepresidente e 2 assessori della Regione Lombardia, più il
presidente della provincia di Bergamo, si sono recati il 14 giugno alla Indesit di
Brembate Sopra. Calderoni ha dichiarato che il giorno dopo avrebbe parlato con
Merloni, padrone della Indesit e sistemato ogni cosa.
Per quanto riguarda lo stabilimento di Refrontolo nel trevigiano si sono mossi il
presidente della provincia di Treviso e il Governatore del Veneto Luca Zaia.
Ieri sera il telegiornale ha ribadito che Indesit chiuderà lo stabilimento di
Brembate Sopra e quello di Refrontolo, licenzierà tutti gli operai, e trasferirà le
produzioni in altre sue fabbriche nel meridione.
Il miracolo federalista per ora è rinviato.
Agli operai della Indesit, finora concilianti nelle buone maniere, converrà
dissotterrare l’ascia di guerra contro il padrone e i suoi servi, sindacalisti e
politicanti venduti.
Un saluto dalla provincia di Bergamo
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Operai Contro
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gio, 17 giu @ 23:33
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OPERAI CINESI IN SCIOPERO
Pubblicato in:: Numero741-10
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Dopo la Honda tocca alla Toyota.
Gli operai della fabbrica Toyoda Gosei, che fornisce componenti alla casa
automobilistica giapponese sono scesi in sciopero.
Un dirigente dell' impianto ha sostenuto che lo sciopero è durato solo un giorno e
che si è concluso dopo una «discussione» con i lavoratori sul livello dei salari.
Una serie di scioperi degli operai cinesi contro i bassi salari e le dure condizioni
di lavoro nelle fabbriche del Paese.
Si attende per domani una nuova proposta della Honda Locks di Zhongshan, nel sud,
alle richieste di aumenti salariali degli operai.
Il sole 24 ore riporta la notizia degli scioperi in Cina e sperano che gli operai in
Italia non facciano altrettanto.
Operai, in Italia i salari sono bassi e in fabbrica, per chi ancora ci lavora, le
condizioni sono durissime

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Operai Contro
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gio, 17 giu @ 23:01
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I CASINTEGRATI OCCUPANO LA CARLO COLOMBO
Pubblicato in:: Numero741-10
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Agrate Brianza 16 Giugno 2010
Oggi 16 Giugno 2010, alle ore 19.30, 8 lavoratori in cassaintegrazione della Carlo
Colombo Spa. hanno occupato il tetto degli uffici dello stabilimento di Agrate Bza.
Sede Madre del Gruppo Carlo Colombo Spa. in via Euripide s/n Agrate Bza. per
protestare contro l’atteggiamento di totale chiusura dell’Azienda riguardo agli
accordi presi in tema di ricollocazione degli esuberi, prepensionamenti ecc.
I lavoratori sono decisi a mantenere l’occupazione e il presidio fuori il cancelli
finché l’Azienda non darà delle serie garanzie di voler rispettare gli accordi presi
più di un anno fa con i lavoratori e il sindacato.
Per contattare gli occupanti o per maggiori informazioni: Marcelo 347.0672632
Alleghiamo volantino
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Operai Contro
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