Totale articoli "Numero722-10" : 5098
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mer, 12 mag @ 07:26
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E\' TORNATO TUTTO NORMALE
Pubblicato in:: Numero722-10
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Passata la festa e' tutto normale.
La paura dei padroni fa 90.
Napolitano e Berlusconi non hanno salvato un cazzo.
Continua l'altalena delle borse nella merda.
Al prossimo salvataggio

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Operai Contro
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mer, 12 mag @ 07:16
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BOSSI E IL DOPPIO VIAGRA
Pubblicato in:: Numero722-10
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Caro Operai Contro,
Tito Boeri economista dell’Università Bocconi di Milano, valuta che data la forte
congiuntura, il governo dovrebbe rinunciare al federalismo fiscale. Ma allora
vogliono ancora fare arrabbiare Bossi, già risentito perché lo scrittore Pietro
Citati in un’intervista ha dichiarato che, il coccolone che a suo tempo ha colpito
il capo del Carroccio, fu causato dall’assunzione simultanea di due Viagra.
La cosa ha fatto ribollire il sangue allo staff di Bossi. Luca Zaia indignato chiama
in causa le regole della decenza. Ma quale decenza Zaia, quella di sparar merda di
vacca sulle strade per sostenere gli allevatori padani che, non riconoscono le quote
latte assegnate dall’Ue, né pagano le multe per non averle rispettate?
Tito Boeri a sostegno del rinvio del federalismo fiscale aggiunge: “Non è un caso che
il governo continua a non dare cifre sul suo impatto”. Un’insinuazione che, chissà
come farà arrabbiare Borghezio, proprio ora che era così felice, dopo la
dichiarazione della Moratti sui “clandestini che di norma delinquono”. Tito Boeri
insinua che il federalismo fiscale, avrebbe un costo economico! E’ tutta cattiveria
contro la Lega, dice Roberto Castelli, cattiverie di giornalisti e intellettuali che
sono sempre incazzati, per aver passato gli ottantanni.
Si riferisce sempre a Piero Citati che sentito Enzo Bettiza dire, che la Lega eredita
lo spirito dell’Impero Astro-Ungarico ha commentato: “l’accostamento è semplicemente
ridicolo. Francesco Giuseppe uno come Bossi non l’avrebbe preso neppure come
stalliere”
Saluti operai precari di Rieti

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Pubblicato da :
Operai Contro
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mer, 12 mag @ 07:11
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Rockwool, gli operai bloccano i demolitori
Pubblicato in:: Numero722-10
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A Iglesias gli operai della Rockwool hanno impedito ieri ai tecnici danesi di
smontare e portare via i macchinari dell’azienda chiusa ormai da molti mesi
IGLESIAS. Un’autentica muraglia umana davanti all’i ngresso dello stabilimento
Rockwool ha impedito ieri mattina di smontare gli impianti ai tecnici danesi inviati
a Iglesias dall’a zienda. I lavoratori hanno bloccato il piano della multinazionale
di avviare il trasferimento delle macchine, dei forni e delle tramogge. Una reazione
prevista quella dei 70 operai, che si oppongono al progetto dell’azienda di lasciare
alle sue spalle il deserto.
«Prima di tutto - dice Ignazio Pala della Cgil- non è corretto che l’azienda invii
sul posto una ditta esterna per smontare gli impianti quando sono in corso trattative
importanti. Abbiamo sempre detto che da qui non esce una vite se prima non si chiude
una accordo soddisfacente per tutti. O riparte la produzione o si trova un gruppo in
grado di acquisire un ramo d’azienda o si trova un’a lternativa di lavoro per
tutti».
Alle 8, quando è arrivata la notizia dell’arrivo dei demolitori, gli operai a piccoli
gruppi hanno invaso il piazzale davanti alla fabbrica. «Credo che queste operazioni-
aggiunge Luca Zurru - siano condannabili anche sul piano delle corrette relazioni
sindacali. Rockwool non può abusare della nostra pazienza e tentare certi tipi di
blitz. La fabbrica è stata costruita con finanziamenti pubblici e non può essere
smontata per essere trasferita in India. Qui ci sono le condizioni per lavorare, per
produrre in modo competitivo e per garantire occupazione».
Una decina di operai, dipendenti di una ditta esterna, davanti alla robusta barriera
umana hanno abbandonato il campo e sul terreno di scontro è rimasto un tecnico danese
che ha preferito tenersi a debita distanza dal fronte caldo. Per alcune ore il
responsabile dell’operazione smontaggio ha colloquiato telefonicamente con i vertici
aziendali e verso le 10, accompagnato da un’interprete, ha abbandonato la zona.
«Non ci muoveremo da qui - conclude Giuseppe Cocco - perché non intendiamo farci
ingannare da nessuno. La politica aveva promesso che sarebbero arrivate soluzioni
decorose per la nostra situazione invece, a livello regionale, si sta perdendo tempo.
Siamo approdati in Rockwool dopo aver vissuto in miniera e questa avventura non può
finire con la consegna della lettera di licenziamento. Sono dieci mesi che
combattiamo e non ci propongono alternative».
Il presidio di Campo Pisano ieri mattina ha perso consistenza: quasi tutti hanno
preferito rafforzare l’unità operativa davanti all’ingresso della fabbrica
trasferendosi a Sa Stoia per impedire che si consumi il trasferimento delle macchine.
(11 maggio 2010)

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Operai Contro
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mer, 12 mag @ 07:04
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OPERAI FERRARI
Pubblicato in:: Numero722-10
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Sciopero alla Ferrari, 270 lavoratori a rischio
E' il numero degli esuberi individuati dall'azienda. A Maranello quattro ore di
sciopero e presidi davanti allo stabilimento. A far partire la protesta una
discussione sul premio di produzione del 2009, che il cavallino vorrebbe barattare in
cambio di un'apertura ai tagli di personale
MARANELLO (MO), 11 MAG. 2010 - Alta tensione in Ferrari. Quattro ore di sciopero,
stamattina, proclamate ieri sera in tutta fretta, quando è saltato il tavolo delle
trattative. L'inizio di una vertenza che si annuncia molto complessa. Motivo del
contendere il premio di risultato 2009, quasi 1600 euro per ogni addetto, che Ferrari
avrebbe dovuto pagare a fine aprile. Ma non è stato così. La tensione tra i
lavoratori, anche per la nuova settimana di cassa integrazione per 600 addetti
prevista a partire da lunedì prossimo, è aumentata giorno dopo giorno, sino a ieri,
quando in Confindustria, i rappresentanti della proprietà hanno annunciato che, senza
un'intesa sul piano di riduzione del personale, il premio non sarebbe stato pagato.
I lavoratori, come risposta, hanno proclamato lo sciopero contro quello che Claudio
Mattiello di Fim-Cisl ha definito “Un ricatto inaccettabile”. “Anche perché – gli ha
fatto eco Giordano Fiorani di Fiom-Cgil – per rispettare il contratto aziendale e
saldare il premio a tutti gli addetti, sarebbero bastati i 2 milioni di aumento che
Fiat ha riconosciuto a Montezemolo per le sue funzioni in Ferrari”. Commenti che
lasciano presagire uno scontro durissimo. Anche perché gli stessi sindacalisti
riconoscono che ci sono delle difficoltà reali. Il cavallino rampante, spiegano
Mattiello e Fiorani, negli anni della crescita e del rilancio di Maserati, culminati
nel bilancio record del 2008, puntava a produrre nel 2010, 20mila vetture, 12mila
Maserati, per le quali a Maranello si realizzano i motori e si effettua la
verniciatura, e 8mila Ferrari. Difficilmente si arriverà a 11mila. E con questa lenta
ripresa, una riorganizzazione si annuncia quasi inevitabile.
Il prezzo per i lavoratori è molto salato: 270 esuberi, 120, tra impiegati e addetti
commerciali all'estero, e 150 operai. Una proposta irricevibile, tanto che già
domani, dipendenti e sindacati valuteranno nuove azioni di lotta. “Su come affrontare
la crisi siamo pronti a trattare – garantiscono Mattiello e Fiorani – Ma il premio di
risultato deve essere pagato”. Un messaggio inequivocabile lanciato soprattutto a
Fiat, anche perché la lettera di John Elkann ai dipendenti per presentare il piano
industriale del gruppo pare aver suscitato più di un punto interrogativo.
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Operai Contro
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mer, 12 mag @ 06:59
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OPERAI SUDAFRICA
Pubblicato in:: Numero722-10
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Sudafrica, scioperi
Il maggior sindacato sudafricano, National Union of Mineworkers, chiede a De Beers SA
(diamanti) un aumento salariale del 15% e aumenti per i turni; ha respinto l’offerta
padronale dell’8% di aumenti.
Si rafforza in Sudafrica lo sciopero nei trasporti
Lo sciopero nei trasporti sudafricani è organizzato ad un mese dalla Coppa del Mondo,
con 300000 visitatori attesi.
Anche United Transport & Allied Trade Union (che rappresenta 21 000 dei 54 000
salariati di Transnet) si è unito allo sciopero indetto lunedì da South African
Transport & Allied Workers Union, (quasi 18000 salariati Transnet). I sindacati
chiedono +15% e l’impiego a tempo indeterminato per i 5 000 lavoratori a
termine.
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Operai Contro
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