Totale articoli "Numero762-10" : 5098
|
ven, 30 lug @ 16:23
|
USA, I COSTI DELLA GUERRA IN AFGHANISTAN
Pubblicato in:: Numero762-10
|
Il criminale di guerra Obama ha dissanguato le casse dello stato per finanziare le
stragi di donne e bambini in Afghanistan.
Il punto è che, proprio a causa delle spese militari, il budget federale per l'anno
fiscale 2011 appare già da ora inattendibile. E va osservato che il documento
economico prevede il congelamento delle spese in tutti i settori tranne uno: la
difesa appunto.
Per le attività militari è prevista un budget che supera i 700 miliardi di dollari e
che comprende anche le "contingency operations", cioè, alla lettera, "operazioni
d'emergenza": in pratica l'imponderabile su tutti i teatri in cui opera l'esercito
americano. Qualcosa di molto difficile da stimare.
Sta di fatto che nel 2010 il budget per le contingency operations era di 159 miliardi
di dollari; per il 2011 scende a 50. Cosa si taglia? Il costo del lavoro, ovvero le
spese relative a salari e mantenimento dei soldati. Ma nel frattempo Obama spedisce
altri 30mila militari in Afghanistan.
(all'interno articolo da peacereporter)

|
|
|
Pubblicato da :
Operai Contro
|
|
|
ven, 30 lug @ 16:16
|
Bangladesh, scontri tra operai e polizia
Pubblicato in:: Numero762-10
|
ll settore manifatturiero scende in piazza per protestare contro i bassi salari
percepiti e chiedere un aumento al governo
La polizia bengalese è intervenuta a Dacca, capitale del Bangladesh, per sgomberare
la piazza dalle proteste degli operai del settore d'abbigliamento che, in migliaia,
hanno manifestato per chiedere al governo un aumento dei salari. Per il primo di
novembre sono previsti, da parte del governo, degli incrementi delle retribuzioni ma
la grande massa di lavoratori, il cui stipendio attualmente ammonta a una somma pari
circa a 32 euro al mese, chiede che già da ora i salari siano portati almeno
all'equivalente di 54 euro al mese, l'ammontare minimo per coprire le prime necessità
di una famiglia. I manifestanti hanno creato disagi nella capitale danneggiando auto,
banche e negozi e bloccando la circolazione attraverso l'innalzamento di barricate
sulle principali vie di comunicazione della città, comprese le vie che portano
all'aeroporto. Il Bangladesh vanta una manodopera consistente impiegata nel settore
manifatturiero e, solamente nella capitale, sono più di quattrocento le imprese che
esportano i propri prodotti all'estero.

|
|
|
Pubblicato da :
Operai Contro
|
|
|
ven, 30 lug @ 16:06
|
RIASSUNTI ?
Pubblicato in:: Numero762-10
|
Egregio Direttore di Operai Contro
I telegiornali danno la notizia che gli oltre 5 mila operai della Fiat di Pomigliano,
saranno riassunti dalla nuova società “Fabbrica Italia Pomigliano”, costituita dalla
Fiat stessa.
Nessuno però nei telegiornali parla di licenziamenti, che è la pre condizione per
poter riassumere, in questo caso si tratta di licenziamenti di massa, del tutto
illegittimi e illegali perché strumentalmente finalizzati a riassunzioni in
condizioni deregolarizzate rispetto le attuali.
Parlare di licenziamenti di massa sarebbe poco fine per Fim e Uil, che li hanno
propiziati firmando con Marchionne l’accordo del referendum che ha avuto il 40% di
no! I mass media preferiscono tacere sui licenziamenti di massa, disturberebbero il
mondo della politica, i cui dirigenti sono alle prese con panfili e vacanze, meglio
saltare subito a dire che gli operai saranno riassunti.
Marchionne riassume alle sue condizioni? Le regole e i contratti attuali non valgono
più?
Anche gli operai quindi sono liberi di sperimentare altre strade.
Saluti da Somma Vesuviana.

|
|
|
Pubblicato da :
Operai Contro
|
|
|
ven, 30 lug @ 14:24
|
GLI EROI E GLI OPERAI
Pubblicato in:: Numero762-10
|
In Italia ogni anno muoiono, uccisi in fabbrica, 1300 operai.
Non sono eroi della borgesia ma solo schiavi del padrone.
Nessun presidente della repubblica andra' ad accogliere le loro bare fuori dagli
obitori degli ospedali.
Nessuna banda suonera’ per loro.
Nessun leccaculo dei giornali italiani andra’ a intervistare le vedove e le madri.
Nessun leccaculo dei giornali italiani ci parlera’ dei figli.
I magistrati fedeli alla legge indagheranno inutilmente per molti anni.
Per gli schiavi non c’e’ nessuna cerimonia.
I soldati che muoiono durante l’occupazione dell’Afghanistan sono i veri eroi della
borghesia Italiana.
|
|
|
Pubblicato da :
Operai Contro
|
|
|
ven, 30 lug @ 14:18
|
BERLUSCONI SI E’ TOLTO IL PESO DALLO STOMACO
Pubblicato in:: Numero762-10
|
Berlusconi sbatte fuori dal Pdl Fini.
Fini organizza un nuovo partito della destra che sara’ fedele al governo Berlusconi.
Bersani il cadavere a capo del Pd esulta, non chiede nuove elezioni ma un governo di
transizione.
Le varie fazioni della borghesia si scannano, ma nessuna fazione borghese fermera’ le
misure contro gli operai.
Operai, organizziamo il partito operaio.
|
|
|
Pubblicato da :
Operai Contro
|
|
|
gio, 29 lug @ 15:38
|
MARCHIONNE IL TERRORISTA ALLA RICERCA DI CERTEZZE
Pubblicato in:: Numero762-10
|
Marchionne il terrorista vuole certezze.
Gli operai di Pomigliano gli hanno risposto NO.
Marchionne vuole certezze dai sindacati.
CISL e UIL sbavano e sono pronti a dire un nuovo SI.
Gli operai di Mirafiori, come quelli di Pomigliano, diranno NO.
|
|
|
Pubblicato da :
Operai Contro
|
|
|
gio, 29 lug @ 08:55
|
L\'ONESTO BRANCHER
Pubblicato in:: Numero762-10
|
Aldo Brancher e' stato condannato a due anni di carcere e a quattro mila euro di
multa.
Brancher e' un uomo onesto del Pdl ed ex ministro.
Al parlamentare l'accusa ha contestato due episodi di appropriazione indebita per
oltre 400 mila euro e quattro episodi di ricettazione per altri circa 600 mila euro
ricevuti in contanti dall'ex ad di Bpi Gianpiero Fiorani o da qualche suo
collaboratore tra il 2001 e il 2005.
Brancher e' accusato per oltre 1 milione euro, ma non finira' in galera. Per molto
meno la gente si fa' 10 anni di galera

|
|
|
Pubblicato da :
Operai Contro
|
|
|
gio, 29 lug @ 08:40
|
LA GUERRA IN AFGHANISTAN
Pubblicato in:: Numero762-10
|
Altri due soldati della missione militare di aggressione al popolo Afghano sono
stati uccisi.
In questi giorni sono stati pubblicati da tutti i giornali le notizie segregate delle
stragi di civili in Afghanistan.
Con i due caduti di oggi salgono a 28 i militari italiani morti in Afghanistan
dall'inizio della guerra.
Proprio in questi giorni il parlamento sta votando il rifinanziamento della missione
militare: mercoledì scorso il decreto (che prevede un forte incremento di spesa,
circa 65 milioni di euro al mese) è stato approvato alla Camera; i primi di agosto il
testo passerà al vaglio del Senato.
La guerra contro il popolo Afghano e' una guerra voluta dalla borghesia di destra,
sinistra e centro.

|
|
|
Pubblicato da :
Operai Contro
|
|
|
gio, 29 lug @ 08:32
|
Maflow, occhio a Montagnoli, Terminator delle fabbriche
Pubblicato in:: Numero762-10
|
Questa sera 28 luglio 2010 sul TG3, il Terminator delle fabbriche del nord del
sindacato alternativo Walter Montagnoli ha sparato le sue bordate contro gli operai
della Maflow.
Nel momento in cui appare un compratore che però vuole solo un quarto degli operai,
il sindacalista della CUB, intervistato, fa la sua proposta.
Chiede un sito produttivo più adeguato, e l'assunzione di 200 su 300 operai, perché
altrimenti non avrebbe senso la produzione.
Il suo futuro è segnato, si sta aprendo la strada come altri sindacalisti
collaborazionisti verso il nuovo lavoro che andrà a fare; consulente presso i
padroni.
Nello stesso modo come alla Mangiarotti, questi sindacalisti, al posto di difendere
gli operai, cercano soluzioni per un buon sito e per una buona produzione, si danno
da fare per trovare soluzioni convenienti al padrone.
Ma c'era bisogno dell'ennesimo sindacato mascherato da alternativo?
Sul sito del CUB si può vedere come presentano l'accordo fatto alla Esab per chiudere
la fabbrica nel settembre 2009.
Loro non firmano, fanno firmare alle RSA, e poi firmano invece tre giorni dopo la
cassa integrazione speciale.
Che miseria, prima li spingono a firmare, poi li abbandonano per non sporcarsi di
sangue.
In definitiva la ESAB è stata chiusa con l'avallo della CUB che aveva la maggioranza
all'interno della RSA e con Montagnoli presente alla votazione che incitava gli
operai a votare SI all'accordo che chiuderà per sempre la fabbrica.
Il bello che sul loro sito, presentano la cosa pensando che gli operai siano stupidi.
I mezzi sono gli stessi dei confederali, praticamente non cercano soluzioni per la
piena occupazione, e con la scusa ridicola che appoggiano le decisioni degli operai,
fanno passare l'accordo per chiudere la fabbrica, senza prospettare nessuna
soluzione, e quindi facendo risultare come la più conveniente quella della cassa
integrazione, mobilità e poi chiusura, il tutto farcito con le solite balle sui nuovi
siti industriali.
Operai, occhio, Montagnoli ha già fatto chiudere la ESAB, meglio prendere in mano le
redini della lotta, solo in questo modo, confederali e alternativi saranno costretti
a venirvi dietro sull'unica cosa per cui è necessaria la lotta; la piena
occupazione.
Alla INNSE Montagnoli non ha avuto neanche il coraggio di farsi vedere, l'avremmo
fatto correre con le sue proposte al ribasso.
C'è solo un esempio nel panorama delle vertenze, quello della INNSE.
Partiti e sindacati se vogliono farsi vedere devono venire dietro al carrozzone degli
operai, dove non esistono soluzioni a energie alternative, nuovi siti produttivi,
cassa integrazione.
Dalla gru di quel famoso agosto del 2009 il sindacato ha fatto da portalettere tra i
"gruisti" e Camozzi fino all'accordo finale, senza condizioni e scritto dall'alto
della gru.
Operai della Maflow non fatevi fregare, buttate giù dalla torre tutti quelli che
parlano al posto vostro.
Un sostenitore della lotta dell'INNSE

|
|
|
Pubblicato da :
Operai Contro
|
|
|
gio, 29 lug @ 08:11
|
RICHIESTA RETTIFICA AL MATTINO
Pubblicato in:: Numero762-10
|
RACCOMANDATA AR
Al Direttore de “Il Mattino”
Via Chiatamone, 65
80121 Napoli
Egregio Direttore de “Il Mattino”,
nell’articolo pubblicato sul Suo giornale il 22/07/2010 a pagina 40, a firma di Pino
Neri, dal titolo “Gli operai: la Fiat deve farci lavorare” sono riportate delle
affermazioni che noi riteniamo lesive della nostra dignità.
Riservandoci di tutelare legalmente l’immagine della nostra associazione Le chiediamo
ai sensi dell’art. 8 della legge 8 Febbraio 1948 n. 47 e le ss. modificazioni della
legge 5 Agosto 1981 n. 416 art. 42, di pubblicare sul Vs. giornale la seguente
rettifica:
Egregio Direttore de “Il Mattino”,
siamo rimasti molto sorpresi nel leggere nell’articolo pubblicato sul Suo giornale il
22/07/2010 a pagina 40, a firma di Pino Neri, dal titolo “Gli operai: la Fiat deve
farci lavorare”, che l’Associazione “Operai Contro” sarebbe una organizzazione di
estrema sinistra che mediante il suo giornale diffonderebbe invettive contro
Marchionne, senza che, peraltro, il giornalista riportasse almeno una sola di queste
invettive di cui sarebbe stato, a suo dire, zeppo il giornale.
Innanzitutto, comprendiamo l’esigenza giornalistica di semplificazione, ma quello che
Neri chiama “movimento di estrema sinistra” allude più ad un gruppo di esagitati che
ad un giornale operaio. Come Lei stesso può notare, sotto la testata “Operai Contro”
si legge a chiare lettere: “giornale per la critica, la lotta, l’organizzazione degli
operai contro lo sfruttamento”.
In questa ottica, la definizione di sinistra per noi significa poco. Non è la
collocazione anche solo ideale nell’emiciclo parlamentare che caratterizza una
formazione politica, bensì la classe o le classi sociali cui questa formazione fa
riferimento e i cui interessi rappresenta. Che lo voglia riconoscere o meno, la
questione è molto più complessa di un “movimento che lancia invettive”. L’invettiva è
molto di moda nei dibattiti televisivi tra i politici per nascondere e mistificare i
fatti. Noi operai vogliamo invece che emergano tutte le notizie e i fatti che ci
riguardano, specialmente in questo periodo, in cui siamo martellati da una campagna
stampa che vuole spingerci, sotto il ricatto dell’occupazione, ad accettare
condizioni capestro. Noi proprio perché in quanto operai ci dobbiamo capire, non
abbiamo bisogno di lanciare offese per affermare le nostre ragioni, ma di sviluppare
fra di noi un ragionamento chiaro e lucido sul nostro futuro, a fronte di un quadro
politico ed economico che ci offre solo la discesa verso una miseria sempre maggiore.
Ecco perché non solo non siamo innamorati dell’invettiva, ma siamo al contrario molto
attenti ad esprimere giudizi ragionati sui problemi che gli operai hanno di fronte.
Nel caso in cui tale richiesta di rettifica non venisse accolta ci riserviamo la
facoltà di procedere legalmente nei confronti del giornale “Il Mattino” per tutelare
la nostra immagine e la nostra dignità.
Distinti Saluti.
Sesto S. Giovanni, 26/07/2010
Presidente dell’ Associazione per la Liberazione degli Operai
F.to Giancarlo Pozzi
|
|
|
Pubblicato da :
Operai Contro
|
|
|