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Totale articoli "Numero739-10" : 5085

mar, 15 giu @ 23:48
PERCHE\' LA FIAT VUOLE IMPICCARE GLI OPERAI DI POMIGLIANO?
Pubblicato in:: Numero739-10
Marchionne il terrorista vuole tirare il collo agli operai di Pomigliano.

Marchionne il terrorista vuole che gli operai producano piu' auto con meno salario.

Ma i padroni delle fabbriche di auto non riescono a vendere le auto prodotte dagli
operai.

Prosegue a maggio la flessione del mercato dell'auto nell'Unione europea a 27 che il
mese scorso ha chiuso con un -9,3% .

Lo comunica l'Associazione dei costruttori europei (Acea).

La Germania rimane il mercato maggiore in Europa, con 249.708 nuove immatricolazioni,
ma anche quello che, tra i principali mercati europei, ha subito la flessione più
accentuata (-35,1%). Lo seguono a ruota l'Italia (-13,8%) e la Francia (-11,5% a
186.268 unità.

I padroni vogliono piu' auto che loro non riescono a vendere.
Vogliono impiccare gli operai sperando di superare la crisi e accrescere i loro
profitti.

Per quale motivo gli operai dovrebbero accettare di essere impiccati?

Pubblicato da : Operai Contro  | 
mar, 15 giu @ 09:32
IL CONTRATTO SCRITTO DALLA FIAT
Pubblicato in:: Numero739-10
Pubblichiamo il testo del contratto firmato da FIM,UILM,UGL per Pomigliano.

Il testo dell'accordo su Pomigliano
1) Orario di lavoro
La produzione della futura Panda si realizzerà con l'utilizzo degli impianti di
produzione per 24 ore giornaliere e per 6 giorni la settimana, comprensivi del
sabato, con uno schema di turnazione articolato a 18 turni settimanali.

L'attività lavorativa degli addetti alla produzione e collegati (quadri, impiegati e
operai), a regime ordinario e ferma la durata dell'orario individuale contrattuale,
sarà articolata su tre turni giornalieri di 8 ore ciascuno a rotazione, secondo i
seguenti orari: 
•primo turno dalle ore 6.00 alle ore 14.00, con la mezz'ora retribuita per la
refezione dalle ore 13.30 alle ore 14.00;
•secondo turno dalle ore 14.00 alle ore 22.00, con la mezz'ora retribuita per la
refezione dalle ore 21.30 alle ore 22.00;
•terzo turno dalle ore 22.00 alle ore 6.00 del giorno successivo, con la mezz'ora
retribuita per la refezione dalle ore 5.30 alle ore 6.00.
La settimana lavorativa avrà pertanto inizio alle ore 6.00 del lunedì e cesserà alle
ore 6.00 della domenica successiva.

Lo schema di orario prevede il riposo individuale a scorrimento nella settimana. 
L'articolazione dei turni avverrà secondo lo schema di turnazione settimanale di
seguito indicata: 1° - 3° - 2°

Il 18° turno, cadente tra le ore 22.00 del sabato e le ore 6.00 del giorno
successivo, sarà coperto con la retribuzione afferente la festività del 4 Novembre
e/o con una/due festività cadenti di domenica (sulla base del calendario annuo), con
i permessi per i lavoratori operanti sul terzo turno maturati secondo le modalità
previste dall'accordo 27 Marzo 1993 (mezz'ora accantonata sul terzo turno per 16
turni notturni effettivamente lavorati pari a 8 ore) e con la fruizione di permessi
annui retribuiti (P. A. R. contrattuali) sino a concorrenza. 

2) Lavoro straordinario
Per far fronte alle esigenze produttive di avviamenti, recuperi o punte di mercato,
l'azienda potrà far ricorso a lavoro straordinario per 80 ore annue pro capite, senza
preventivo accordo sindacale, da effettuare a turni interi. 


) Bilanciamenti produttivi
La quantità di produzione prevista da effettuare per ogni turno, su ciascuna linea, e
il corretto rapporto produzione/organico saranno assicurati mediante la gestione
della mobilità interna da area ad area nella prima ora del turno in relazione agli
eventuali operai mancanti o, nell'arco del turno, per fronteggiare le perdite
derivanti da eventuali fermate tecniche e produttive. 

Non sarà richiesto a carico Azienda alcuna integrazione o sostegno al reddito, sotto
qualsiasi forma diretta o indiretta, per i lavoratori in cigs che partecipino ai
corsi di formazione.
(all'interno l'intero accordo)

Gli operai di Pomigliano possono bloccare con la lotta le azioni del terrorista
Pubblicato da : Operai Contro  | 
mar, 15 giu @ 09:07
IL TERRORISTA MARCHIONNE
Pubblicato in:: Numero739-10
Il terrorista Marchionne minaccia di ritornare in Polonia.

Il terrorista Marchionne a Pomigliano vuol fare come in Polonia.

Pubblichiamo una vecchia intervista del Manifesto del 2007.

La  dura vita di Solidarnosc nella piccola Mirafiori polacca

Sindacati divisi e in perenne conflitto tra loro. Nella fabbrica superflessibile e
pacificata, dove non si sciopera mai (Lo. C.)

Wanda Strozyk è uno dei due componenti polacchi del Cae Fiat, il comitato aziendale
europeo di cui fanno parte rappresentanti del Lingotto e dei sindacati. Wanda è
dirigente di Solidarnosc e conosce bene i problemi dei lavoratori negli stabilimenti
Fiat in Polonia. Solidarnosc è il sindacato meno amato dalla direzione polacca,
nonché dalle altre organizzazioni sindacali – alcune apertamente filoaziendali, una
nata dall’eredità del socialismo reale, altre da progressive scissioni di
Solidarnosc. E in atto a Tychy una vertenza di Solidarnosc per presunti comportamenti
antisindacali della Fiat (pressioni sugli iscritti perché straccino la tessera, con
la presunta partecipazione attiva delle altre sigle sindacali). La questione è stata
portata all’ultima riunione del Cae, ma la rappresentanza aziendale ha ritenuto
l’argomento non di competenza del Comitato. Solidarnosc minaccia poi di indire
scioperi se non verrà raddoppiato il salario, prendendo così le distanze dagli
accordi già siglati con la direzione in cui si prevedono aumenti consistenti, ma
certo non il raddoppio.
Wanda, com’è organizzato il lavoro a Tychy?
Si lavora su tre turni di otto ore, mattino pomeriggio e notte a rotazione, dal
lunedì al venerdì e il sabato come straordinario.I problemi principali riguardano i
continui spostamenti da un team all’altro, a seconda delle   necessità produttive. Il
caos legato al continuo rimescolamento nei gruppi di produzione è aumentato con
l’avvio delle linee della Cinquecento.
Si tratta di lavori ripetitivi, con cadenze anche sotto il minuto?
Ripeto che il problema più grave è lo spostamento continuo dei lavoratori da un
gruppo all’altro, da una mansione all’altra. Dalla Seicento e dalla Panda si viene
trasferiti di colpo sulle linee della 500. Poi c’è il problema economico: i salari
sono troppo bassi, da 1.300 a 1.700 zloti, e non c’è certezza del diritto, nel senso
che c’è chi è lì da anni e magari guadagna meno di un giovane assunto. Secondo noi
c’è un atteggiamento punitivo dell’azienda ai danni dei nostri iscritti, mentre con
le altre sigle sindacali hanno rapporti buoni. I militanti di Solidarnosc sono
perseguitati e penalizzati. C’è chi ha trent’anni di anzianità in Fiat e guadagna
appena 3 euro l’ora, tolte le tasse che sono altissime, sopra il 30%.
Ci sono stati incidenti sul lavoro recentemente?
Ce ne sono molti e sono l’effetto dell’intensificazione dei ritmi di lavoro. La
direzione non fa che mettere fretta e con la fretta si lavora male e si corrono più
rischi. Recentemente un operaio di 47 anni, padre di quattro figli, è morto sul
lavoro schiacciato da un carrello elevatore.
(il manifesto, 27.7.07)  Loris Campetti
Pubblicato da : Operai Contro  | 
mar, 15 giu @ 08:57
IL COLAPASTA
Pubblicato in:: Numero739-10
Prima la Grecia, poi la Spagna. 

Dopo il maxi-piano di salvataggio per rilanciare l'economia ellenica e per
stabilizzare l'Eurozona, l'Unione europea potrebbe varare in settimana un nuovo piano
finanziario.

 Questa volta per soccorrere i conti del paese iberico. L'allarme – di cui si
vocifera da giorni anche se a Bruxelles smentiscono – è ufficialmente scattato questa
mattina sulla prima pagina del "Frankfurter Allgemeine Zeitung" (Faz) che titola
"Paura per la Spagna". Il quotidiano indica di aver appreso da fonti governative
tedesche che la situazione delle finanze spagnole «si è così aggravata che gli Stati
dell'Ue non possono aspettare il vertice europeo di giovedì prossimo».

Il piano di salvataggio della Grecia non e' servito a niente.

Il capitalismo e' un colapasta
Pubblicato da : Operai Contro  | 
mar, 15 giu @ 08:21
LA LEGA E IL GOVERNO CONTRO GLI OPERAI
Pubblicato in:: Numero739-10
Egregio Direttore
La Lega si muove a tutto campo. Non si occupa più soltanto di sostenere gli interessi
dei padroni delle piccole e medie imprese. Se il grande capitale comanda, i capi
leghisti saldamente insediati a Roma eseguono.
Calderoni è partito all’attacco degli scioperi contro la stangata di 25 miliardi di
euro, che non intacca minimamente i profitti.
Bossi e Tremonti sono al lavoro per rendere generali con un apposita legge, i
cambiamenti nei rapporti di lavoro che la Fiat pretende come condizione per fare
ripartire Pomigliano.
Maroni e Sacconi dichiarano che il nuovo statuto dei lavori, prevederà  direttamente
la possibilità di derogare la legge 300, che è lo Statuto dei Lavoratori.
E poi dicono che non c’è democrazia, ci avvertono prima, mica lo fanno di nascosto.
Con affetto dalla Val Seriana

sono sempre stati con ROMA ladrona
Pubblicato da : Operai Contro  | 
lun, 14 giu @ 13:21
SUD AFRICA, IL MONDIALE DEGLI OPERAI
Pubblicato in:: Numero739-10
DURBAN (14 giugno) - La polizia sudafricana ha lanciato gas lacrimogeni e sparato
proiettili di gomma, ieri sera, contro centinaia di operai che manifestavano
all'esterno dello stadio della città costiera di Durban, dove la Germania ha giocato
e battuto ieri l'Australia. Lo riferiscono alcuni testimoni. 

Almeno una donna è rimasta ferita da un proiettile di gomma. «La nostra era una
protesta pacifica, abbiamo manifestato perchè pagati meno di quanto pattuito. La
carica della polizia ci ha sorpreso» ha detto uno degli operai, Sydney Nzoli.

 Almeno due operai sono stati arrestati dalla polizia,  Circa 500 gli operai dispersi
dagli agenti in assetto antisommossa.

I borghesi presentano il loro campionato del mondo: canti e balli felici.

Gli operai in Sud Africa presentano il loro campionato del mondo: lagrime e
sangue

Pubblicato da : Operai Contro  | 
lun, 14 giu @ 08:15
ISRAELE, LAUREARSI CRIMINALI
Pubblicato in:: Numero739-10
Laurearsi criminali. L'icona di questa mobilitazione e coscrizione delle
istituzioni civili è l'università di Tel Aviv, i cui programmi di ricerca sono spesso
organici alle priorità di sicurezza stabilite dagli apparati militari. Costruita
sulla Pompei di Sheikh Muwanis, villaggio arabo divelto nel 1948, l'università di Tel
Aviv ospita l'Institute for National Security Studies, il principale think tank
strategico di Israele: un centro di ricerca in borghese, e impegnato invece, e
sistematico, in quella che definisce "la ristrutturazione delle forze armate a fronte
di un conflitto ormai asimmetrico e non convenzionale". I programmi di ricerca
commissionati e finanziati direttamente dall'esercito sono oltre cinquanta, dagli
esplosivi e tecniche di classificazione biometrica e genomica, a cui si dedica la
facoltà di chimica, alle tecniche di intercettazione e videosorveglianza affinate
nella facoltà di ingegneria. Ed è nelle sue aule, in particolare, tra libri di
diritto internazionale mai neppure sfogliati, che è stata elaborata la Dottrina
Dahiya denunciata dal Rapporto Goldstone - la teoria dell'attacco intenzionalmente
indiscriminato come sola opzione realistica contro il terrorismo. "Avremmo dovuto
progettare una guerra tra Israele e il Libano, non tra Israele e Hezbollah", si
pentiva una rivista dell'università, numero di novembre del 2008, in un articolo
intitolato Forza sproporzionata: il concetto di risposta di Israele alla luce della
seconda guerra del Libano: "le sofferenze di centinaia di migliaia di persone sono
capaci di influenzare chi è al potere più di ogni altra cosa". Non è sufficiente
limitarsi agli obiettivi militari, dunque, ma al contrario - è inutile braccare i
lanciatori di razzi, uno a uno: è necessario colpire con violenza l'intera
popolazione, costringere a lunghi e costosi processi di ricostruzione, perché sia la
stessa popolazione, esausta e affamata, a isolare i movimenti islamici. Il
laboratorio dell'università di Tel Aviv, al confine con l'Egitto, dispone oggi di
oltre un milione e mezzo di cavie.
(all'interno articolo completo di peacereporter)
Pubblicato da : Operai Contro  | 
lun, 14 giu @ 07:55
LA VIA DI TREMONTI
Pubblicato in:: Numero739-10
Dopo aver rotto i coglioni, Tremonti indica la via per uscire dalla crisi.

Per Tremonti la via giusta e' quella di Pomigliano.

La via giusta e' quella del terrorista Marchionne: sfruttamento senza regole.

Imporre agli operai maggiore produttivita' e piu' sfruttamento.

Gli operai devono lavorare a più non posso, su 18 turni settimanali, con le pause
ridotte, flessibili e mobili. Con poco tempo da dedicare a se stessi e alle proprie
famiglie, e anche in quel poco tempo costretti spesso allo straordinario
obbligatorio, 80 ore all’anno, il doppio di prima, e anche altre 200 ore pro capite
da attuarsi nella mezz’ora di fine turno, quella della mensa, unico momento in cui la
fabbrica, in teoria, si ferma.

Pena multe e licenziamenti per gli operai; limitazione dei permessi e dei diritti per
le organizzazioni sindacali. La fabbrica diventa ufficialmente una galera
industriale.

Ma il truffatore Tremonti sa che la via del terrorista Marchionne non porterà i
padroni a superare la crisi.


Pubblicato da : Operai Contro  | 
lun, 14 giu @ 07:31
NOTIZIE DA POMIGLIANO
Pubblicato in:: Numero739-10
Piano FIAT. Gli operai tra l’incudine e il martello. Chi non lavora ha già deciso
per loro.

A Pomigliano si devono produrre, secondo quanto dice a parole Marchionne, 300.000
Panda. Per farle gli operai devono lavorare a più non posso, su 18 turni settimanali,
con le pause ridotte, flessibili e mobili. Con poco tempo da dedicare a se stessi e
alle proprie famiglie, e anche in quel poco tempo costretti spesso allo straordinario
obbligatorio, 80 ore all’anno, il doppio di prima, e anche altre 200 ore pro capite
da attuarsi nella mezz’ora di fine turno, quella della mensa, unico momento in cui la
fabbrica, in teoria, si ferma.
Il “piano Marchionne” è un contratto capestro. Una volta firmato bisogna rispettarlo,
pena multe e licenziamenti per gli operai; limitazione dei permessi e dei diritti per
le organizzazioni sindacali. La fabbrica diventa ufficialmente una galera
industriale.
I politici e la maggior parte dei sindacalisti sono d’accordo con il piano
Marchionne. FIM, UILM; FISMIC, UGL hanno già praticamente firmato. Il nuovo sindaco
di Pomigliano, Russo, si scaglia contro la CGIL che non firma e minaccia la
convocazione di “un consiglio comunale straordinario … anche con i sindaci di Acerra
e Nola”, dicendo che “E’ un suicidio negare al territorio un investimento di 700
milioni”.
Anche il pio Beniamino De Palma, vescovo di Nola, fa un appello agli operai: “Non
tirate troppo la corda. Le conseguenze potrebbero essere disastrose … questa crisi
purtroppo ha travolto tutti”. Poiché l’appello non lo rivolge a Marchionne chiarisce
bene con chi il sant’uomo sta. A Casalnuovo, vicino Pomigliano, Gerardo Giannone, dei
Comunisti Italiani e dirigente FIM, organizza una manifestazione “operaia” in cui
invita a “firmare l’accordo per salvare la fabbrica”.
Tutti spingono affinchè il piano Marchionne passi. Tutti quelli che non lavorano
nello stabilimento e sulle linee. Gli operai, invece, sanno bene cosa sta loro per
succedere. La FIOM non firma perché perderebbe completamente la faccia e il suo
ruolo, non solo nello stabilimento. Verrebbe azzerata. Difficilmente però, cercherà
di organizzare una reazione forte. Si accontenterà del referendum-farsa?
Il malumore tra gli operai è grande. Con la corda al collo, potrebbero,
nell’immediato, anche accettare l’accordo, ma per quanto potrebbero resistere alla
cura “cinese” di Marchionne?
Potrebbero accettare, ma potrebbero anche non farlo. Alcuni di loro, i più
combattivi, per ora minoranza, stanno cercando di mettere in campo un coordinamento
di lotta contro l’accordo e hanno indetto una manifestazione cittadina per il 25 di
giugno. Certo pesa sfavorevolmente l’immobilismo di questo anno e mezzo, immobilismo
che ha riguardato anche le frange più radicali dello stabilimento.
Marchionne intanto fa il muso duro, ma sa benissimo che se gli operai si muovono sul
serio salta tutto.

Pubblicato da : Operai Contro  | 
dom, 13 giu @ 22:51
FEDERALISMO? NO SFRUTTAMENTO DEGLI OPERAI
Pubblicato in:: Numero739-10
Caro Operai Contro
Calderoli ministro delle Semplificazioni sta semplificando con Tremonti, ministro
dell’Economia la possibilità per i padroni di sfruttare gli operai. 
“Sbocchiamo subito la libertà economica”, proclama Tremonti, sembra appena arrivato
da Marte. In Italia a parte lui e i capi della Lega, più Berlusconi con i suoi
reggipalle, saranno in 6 o 7 a pensare che non vi sia libertà economica.
Pensano di fermare la crisi sgretolando ulteriormente il rapporto di lavoro, e
mettendo letteralmente gli operai a pane e acqua, molti ci sono già.
Questo intendono per “sbloccare la libertà economica”.
Marcegaglia presidente di Confindustria fa i salti di gioia, già gongolante per la
manovra di 25 miliardi in corso che lascia intatti i profitti, grida minacciosa: “Il
Parlamento non spolpi la manovra”.
Luca Zaia presidente della Regione Veneto, sottoscrive il monito della Marcegaglia,
che coniuga il rigore dei conti pubblici (a spese degli operai e strati bassi), con
il sostegno alla ripresa dell’economia, ovvero il sostegno all’accumulazione dei
profitti.
Questa è la posizione dice Zaia, che la Lega terrà nei prossimi giorni a Roma alla
Conferenza Stato-regioni.
Da Mestre operai in mobilità incazzati.
Pubblicato da : Operai Contro  | 
dom, 13 giu @ 19:55
IRAQ, LA GUERRA CONTRO L\'OCCUPAZIONE CONTINUA
Pubblicato in:: Numero739-10
Il criminale di guerra Obama andava fiero della sua dichiarazione: la resistenza
in Iraq e' stata sconfitta tra qualche anno ce ne andremo.

Con la buffonata delle elezioni democratiche a Marzo e' stato eletto un parlamento di
pupazzi e in questi giorni i pupazzi del criminale Obama si sarebbero riuniti
ufficialmente.

Ma oggi la resistenza ha sferrato un attacco micidiale alla Banca Centrale

Il bilancio provvisorio di quello che è stato definito «un attacco molto sofisticato»
avvenuto nella capitale irachena è di 15 morti e decine di feriti.

Obama puo' riposare tranquillamente: la resistenza avanza
Pubblicato da : Operai Contro  | 
dom, 13 giu @ 12:11
LA LIBERTA\' DI STAMPA
Pubblicato in:: Numero739-10
La liberta' di stampa nei paesi capitalisti non esiste.

In Italia si torna ai tempi dell'OVRA.

Negli USA si da la caccia a WikiLeaks.

i migliori investigatori del Pentagono sono impegnati in una caccia all'uomo contro
il tempo. Nel mirino c'è Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks: al Pentagono
temono che il sito stia per pubblicare documenti riservati della diplomazia
statunitense. I responsabili di Wikileaks - sito specializzato che trasmette
informazioni classificate e documenti segreti preservando l'anonimato delle fonti -
non confermano di essere in possesso dei documenti. Ma Assange non si trova.


Ma che cosa spaventa così tanto le autorità Usa? Secondo quanto riportato dal Daily
Beast, Assange è pronto a pubblicare un gran numero di comunicazioni diplomatiche
riservate degli Stati Uniti. «Mettendo a rischio la sicurezza nazionale», dicono al
Pentagono.

Più precisamente, si pensa che Assange sia in possesso di una serie di messaggi
redatti da diplomatici e membri del Dipartimento di stato americano per il Medio
Oriente, relativi ai governi arabi e ai loro leader. La corrispondenza risale a
diversi anni fa e contiene informazioni sull'attività di intelligence nellezone di
guerra dell'Afghanistan e dell'Iraq. Proprio in Iraq Assange avrebbe incontrato
Bradley Manning, il quale gli avrebbe dato copia delle comunicazioni. Manning è
l'analista 22enne dell'intelligence sospettato di aver passato il video, poi finito
sul web, in cui si vedono militari Usa a Baghdad che, a causa di un grave errore di
valutazione dei soldati, uccidono tre persone (due erano membri dello staff Reuters)
e feriscono diversi civili.

L'ultima apparizione nota di Assange risale a più di una settimana fa, quando è
comparso in teleconferenza tramite Skype, collegandosi probabilmente dall'Australia.
Essere irreperibile non è una novità, per lui: a causa dell'attività svolta da
WikiLeaks si è guadagnato l'antipatia di governi e intelligence di tutto il mondo, e
oggi vive senza fissa dimora spostandosi da un paese all'altro.

http://www.wikileaks.org/


Pubblicato da : Operai Contro  | 
dom, 13 giu @ 11:47
LAVORATORI PUBBLICI, SABATO REPLICA DELLA PROCESSIONE
Pubblicato in:: Numero739-10
Bandiere rosse, palloncini e tanta voglia di manifestare contro una manovra
finanziaria "tutta sulle nostre spalle". 

La processione organizzata dalla Cgil nazionale è partito da piazza della Repubblica
a Roma alla volta di piazza del Popolo.

Tantissime le persone scese in piazza, provenienti da tutta Italia.

Suonano tamburi, intonano 'Bella ciao' e sfilano contro "i tagli del governo che si
abbattono soprattutto sui più deboli: gli statali, i precari, gli studenti".

Ancora una volta le processioni della CGIL servono ad annacquare la protesta.

Secondo il pompiere Epifani, "la manovra colpisce solo alcuni e non stimola
l'economia, gli investimenti e soprattutto l'occupazione dei giovani. Insieme a tutto
questo - ha aggiunto - è una manovra che non contiene nessuna riforma".

Sabato prossimo si replica la processione. Questa volta l'organizza il PD.

Operai, se si vuole una vera protesta dobbiamo organizzarla noi a partire dalle
fabbriche.

Operai, il nostro partito si organizza nella lotta.
Pubblicato da : Operai Contro  | 
dom, 13 giu @ 10:46
MONZA, IL MURO CONTRO I VU CUMPRA
Pubblicato in:: Numero739-10
Una recinzione contro i vu' cumpra'. 

Questa la proposta lanciata dalla giunta leghista del comune di Monza per far fronte
al problema dell'abusivismo. 

“Il dettaglio progettuale – spiega Simone Villa, assessore alla Polizia locale e
Sicurezza- manca ancora, ma a bilancio 2010 è stato inserito un emendamento per
garantire un finanziamento pari a centomila euro per recintare l'area del parcheggio
davanti all'ospedale nuovo”. 

La scelta, di per sé, non è una novità. Muri e steccati sono ormai diventati la
soluzione più gettonata per risolvere problemi di vicinato o di convivenza difficili.
La recinzione che circonderà il perimetro del parcheggio a pagamento ostacolerà
l'ingresso dei vu' cumpra.

La lega continua la sua guerra con i soldi dello Stato a favore dei bottegai
Lombardi
Pubblicato da : Operai Contro  | 
dom, 13 giu @ 10:25
LA LEGA PROTEGGE I LADRI DELLA SANITA\'
Pubblicato in:: Numero739-10
Caro Operai Contro,
Formigoni suona la campana a martello del federalismo, la Lega dice invece che si
farà in anticipo. Il federalismo, l’autonomia  localista panacea di tutti i mali, fa
acqua da tutte le parti, non è altro che la continuazione della vecchia politica a
difesa dei padroni e dei loro politicanti.
Ecco uno dei tanti esempi.
Nella sanità italiana (punto fondamentale per il federalismo), c’è un deficit di 20
miliardi di euro forse di più. Nessuno degli addetti ai lavori dice di conoscerne la
reale entità e i responsabili, eppure il debito è stato fatto dalle amministrazioni
regionali. 
Come mai Bossi e la Lega tengono nascosti i responsabili di questo debito voragine?
Questa si chiama complicità, anche se voi lo chiamate federalismo.
La Lega come i vecchi partiti non ha nessuna intenzione di espropriare le ricchezze
di ricchi e padroni per la salute pubblica, continua a proteggerli, finanziarli,
sostenerli.
Operai tocca a noi organizzarci.
Un saluto da un lettore con disponibilità per il partito operaio 

il santo protettore
Pubblicato da : Operai Contro  | 

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