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Totale articoli "Numero746-10" : 5098

mer, 30 giu @ 22:29
ROMANIA
Pubblicato in:: Numero746-10
Tra le manovre economiche adottate in Europa, quella varata dal governo romeno è
stata certamente la più dura. Nel mese di maggio, per passare l’esame del FMI, il
governo Boc decise il taglio dei salari dei dipendenti pubblici del 25%, quello delle
pensioni del 15%, ed ancora quello degli assegni familiari e dell'indennità di
maternità e puerperio sempre nella misura del 15%.
Tra queste misure draconiane, il taglio delle pensioni non ha però superato l’esame
della Corte Costituzionale. Nel frattempo il paese è stato scosso da scioperi e
manifestazioni, fino all’assalto al palazzo presidenziale, avvenuto venerdì scorso,
25 giugno, a margine di un corteo sindacale.
Mentre la polizia respingeva il tentativo di irruzione nella residenza di Basescu da
parte di un migliaio di persone esasperate, il governo preparava la nuova mazzata:
per recuperare la cifra venuta meno sul fronte previdenziale, decideva infatti un
aumento dell’IVA di ben 5 punti, che dal 1° luglio passerà così dall'attuale 19 al
24%.
Per dare un’idea di quanto sia disperata oltre che antisociale una simile misura,
basti pensare che nella martoriata Grecia l’aumento dell’IVA è stato di "soli" due
punti, dal 19 al 21%. Ovviamente questo si ripercuoterà pesantemente sui prezzi,
determinando un’inflazione aggiuntiva del 5%, che sommata a quella attuale porterà
l’aumento dei prezzi attorno al 10%. E questo nel cuore della peggiore crisi
economica, come ammette lo stesso governo di Bucarest, dalla seconda guerra
mondiale.(all'interno intero articolo)
Pubblicato da : Operai Contro  | 
mer, 30 giu @ 22:22
OPERAI AGES
Pubblicato in:: Numero746-10
«L'Ages non deve morire». È il grido dei 350 operai di Santena, che vedono sempre
più vicino l'incubo del fallimento. I dipendenti dell'azienda di gomma e metallo
stanno facendo il possibile perché la loro storia rimanga sotto i riflettori. Ieri
mattina sono riusciti a salire sulla Mole Antonelliana, confusi tra le decine di
turisti che ad ogni ora si affacciano dal monumento simbolo di Torino, per vedere
l'effetto che fa la città vista dall'alto. Da lassù i lavoratori hanno srotolato gli
striscioni. Lo slogan è lo stesso che campeggiava la scorsa settimana a Santena,
davanti allo svincolo per l'autostrada Piacenza-Brescia.
Pubblicato da : Operai Contro  | 
mer, 30 giu @ 11:05
OPERAI VISMARA CASATENUOVO
Pubblicato in:: Numero746-10
Lazienda ha disdettato unilateralmente tutti gli accordi sottoscritti, cancellando
la storia contrattuale in Vismara, si rifiuta di riconoscerci il premio 2009,
definito dal contratto nazionale di lavoro, vuole la restituzione gratis delle pause
conquistate negli anni, vuole farci lavorare 6 giorni alla settimana - e alcuni di
noi la domenica - senza che ci siano le esigenze produttive, non vuole aprire la
contrattazione per i prossimi anni.

L’azienda non sta rispettando alcune norme regolate dal contratto nazionale, non
riconosce di fatto la rappresentanza sindacale democraticamente eletta dai
lavoratori, e a nostro avviso esercita condizionamenti su chi manifesta per i propri
diritti. Che il vero scopo sia l’eliminazione del sindacato?

L’azienda minaccia la cassa integrazione, non perche’ il mercato la impone, ma
perche’ gli operai continuano a far sciopero! Come se quindici ore di protesta in due
mesi possano cambiare il destino di una azienda. E comunque rimuovere le cause del
calo sarebbe semplicissimo: sedersi al tavolo ed essere disponibili a un confronto
vero.
Invece l’azienda ha spostato tempo fa la produzione dei prosciutti cotti in Polonia e
pare stia facendo eseguire lavorazioni all’esterno dello stabilimento di Casatenovo.

Se l’azienda vuole approfittare di questa situazione, utilizzando i sacrifici dei
lavoratori, allo scopo di rimettere in discussione l’accordo sottoscritto con
regione, provincia e comune per il trasferimento dello stabilimento - che prevede tra
l’altro il mantenimento dell’occupazione a fronte della vendita dell’area attuale -
si sbaglia.
Addirittura parrebbe che, pur di non accettare il confronto con noi, non stia
evadendo ordinativi. Non e’ che le intenzioni sono quelle di trovare una scusa per
andarsene da Casatenovo?

In tutti gli incontri fatti, la rappresentanza sindacale ha sempre fatto proposte
concrete e serie, che tenessero in considerazione le esigenze aziendali e quelle dei
lavoratori. La risposta e’ sempre stata la solita: accettate le nostre condizioni o
non se ne fa niente. E’ confronto questo?
Teniamo al nostro posto di lavoro, perche’ da’ da mangiare alle nostre famiglie, che
sono circa 300, ma non ci faremo intimidire.
Continuiamo a ribadire la nostra disponibilita’ al confronto e coinvolgeremo le
istituzioni per arrivare ad un accordo che possa tenere in considerazione, oltre alle
esigenze dell’azienda, anche le nostre.

RSU VISMARA
Pubblicato da : Operai Contro  |  Allegato:VISMARA.pdf
mer, 30 giu @ 07:41
CLANDESTINI
Pubblicato in:: Numero746-10
Ciao Compagni,
spesso mi capita di leggere il vostro sito, é interessante e soprattutto dalla parte
di noi operai.
Quello che in questi giorni mi fa arrabbiare maggiormente, oltre a tutto il resto,
sono le tante notizie intorno all'incidente in paracadute e alla morte di Taricone,
attore e partecipante della prima edizione, di quella TV spazzatura che si chiama
Grande Fratello. Come mai non si parla così tanto di quell'operaio morto schiacciato
dalla gru o di tutte le morti operaie? Sono almeno quattro al giorno, senza contare
chi lavora nel nostro paese
clandestinamente, non perché lo vuole lui, ma perché così vogliono i padroni per fare
maggiori profitti, non so se qualcuno di voi può scrivere qualcosa in merito.
Io posso provarci se volete, ma non sono molto bravo...
Menomale che ci sono gli operai di Pomigliano che hanno dato una lezioni a tutte
queste masse ignoranti che vanno dietro al pensiero dominante!
A presto!
Ludovico - operaio del Trentino Alto-Adige
 
Pubblicato da : Operai Contro  | 
mer, 30 giu @ 07:34
CIULATINE NELLA MERDA
Pubblicato in:: Numero746-10
Mentre il comico del Bagaglino raccontava barzellette sulla "ciulatina" e "sulla
crisi dietro le spalle" le borse affondavano sempre piu' nella merda e Piazza affari
perdeva il 4%.

A mandare al tappeto i listini del Vecchio Continente hanno contribuito le forti
vendite sul comparto bancario. Giornata negativa per le Borse europee: le piazze
finanziarie del Vecchio Continente trascinate al ribasso dai titoli bancari e dal
cattivo andamento di Wall Street hanno progressivamente perso terreno durante tutta
la giornata. Il peggior risultato è quello di Piazza Affari dove il Ftse Mib cede il
4,49% a 19.242 punti e il Ftse All Share il 4,02% 19.833 punti. L'Orso ha colto di
sorpresa gli investitori ed è partita la corsa al ribasso, commentano gli operatori.
La fiducia in calo dei consumatori americani, un dato peggiore delle attese, ha poi
accelerato la tendenza già negativa della seduta. Male anche le altre principali
piazze europee Parigi cede il 3,81%, Londra il 3,07% e Francoforte il 3,21%.

Il comico del Bagaglino sta scrivendo una nuova barzelletta sui contaballe
Pubblicato da : Operai Contro  | 
mer, 30 giu @ 07:00
ANCONA, SCIOPERO OPERAI FINCANTIERI
Pubblicato in:: Numero746-10
Gli operai della Fincantieri hanno proclamato tre ore di sciopero, dalle 9 alle
12, per richiamare l'attenzione sulla situazione di crisi del cantiere. In corteo
hanno poi raggiunto la sede della Regione Marche, dov'erano in corso i lavori
dell'Assemblea legislativa. I manifestanti sono entrati in aula e hanno esposto uno
striscione e alcune bandiere (cosa non consentita dai regolamenti consiliari),
rumoreggiando.

Sono poi scattati fischi e parole pesanti all'indirizzo di assessori e consiglieri.
''A voi vi pagano, io non posso neanche fare la spesa - si e' ribellato uno degli
operai - e poi siamo noi che vi paghiamo''. La seduta e' stata sospesa. 

Pubblicato da : Operai Contro  | 
mer, 30 giu @ 06:53
LA LEGA VUOLE TANTE ROMA LADRONA
Pubblicato in:: Numero746-10
Caro Operai Contro,
I decreti attuativi del federalismo non sono ancora approvati, ma regioni e comuni
hanno già più volte manifestato contro i tagli del governo che non permette loro di
garantire la continuità dei servizi ai cittadini.
Tutti quelli che nella scia della Lega fantasticavano sul federalismo, si sono
svegliati di soprassalto: Bossi diceva che il federalismo era a costo zero. Infatti
il governo oltre a non sborsare un euro, “risparmierà” 10 miliardi proprio con i
tagli alle regioni, 4 di questi sono tagli alla sanità. 
10 miliardi di euro che dovranno sborsare i cittadini, per poter usufruire degli
stessi servizi di prima. Per chi ha i soldi poco male, per operai e strati bassi sarà
una bella stangata.
Bossi intanto per tener buona la sua clientela di bottegai e padroni, promette loro
sistemazioni attraverso il trasferimento a Milano del ministero delle Finanze, a
Torino quello dell’Industria, a Venezia quello del Turismo. 
La Lega si è ormai strutturata per fare in proprio, sono lontani i tempi in cui la
Lega doveva dividere con Brancher le mazzette di Fiorani, come risulta dalle
dichiarazioni dello stesso Fiorani negli atti del processo a Brancher per la tentata
scalata alla banca Antonveneta.
Saluti da Sesto San Giovanni (Mi)

Pubblicato da : Operai Contro  | 
mar, 29 giu @ 22:10
OPERAI TURKI DELLA TEKEL
Pubblicato in:: Numero746-10
Come l'Officina di Bellinzona per la Svizzera, la Germania e 
 l'Austria, la INNSE per l' Italia, è per la Turchia la TEKEL il 
 simbolo della resistenza operaia contro l'attacco dei padroni e lo Stato.

 Dopo la privatizzazione delle loro aziende statali, gli oltre 10'000  operai e
operaie della TEKEL hanno iniziato una lotta contro i  licenziamenti, ma soprattutto
contro gli ammortizzatori sociali  chiamati "contratto 4/c", il quale prevede dei
salari tra 150 e 425  euro al mese - confronto ai 750 euro di prima, e questo solo
per 11  mesi all'anno. Il 14 dicembre 2009, migliaia di operai delle imprese  TEKEL,
di dozzine di città della Turchia, hanno lasciato le loro case  e le loro famiglie
per raggiungere Ankara. La polizia in tenuta  antisommossa ha fermato i 160 autobus
fuori città, dichiarando che non  poteva lasciare passare gli operai delle città
curde, dove sono  concentrate le fabbriche TEKEL, ma solo quelli delle altre regioni.

 Ciò serviva a contrapporre gli operai curdi agli altri e dunque 
 dividere il movimento su basi etniche. Ma gli operai della TEKEL non  sono caduti in
questa trappola, sono scesi dagli autobus e andati  tutti quanti a piedi fino al
centro della capitale turca. In questo  modo gli operai della TEKEL hanno già avuto
una prima vittoria, forse  la più importante, superando la divisione tra operai di
varie etnie.

 Nei giorni seguenti, durante le loro manifestazioni di protesta, gli  operai sono
stati aggrediti brutalmente dalla polizia. Anche questa  volta, c'è stato qualche
cosa che le forze dell'ordine non avevano  previsto: la capacità degli operai ad
auto-organizzarsi. Questi,  dispersi dalla polizia, si sono riorganizzati senza
l'aiuto di nessun  burocrate sindacale e si sono riuniti dando luogo nel pomeriggio
ad  una manifestazione massiccia di fronte alla sede centrale del  sindacato
ufficiale Türk-I?. Governo e vertici sindacali si  aspettavano che entro alcuni
giorni i manifestanti avrebbero  rinunciato a lottare di fronte al freddo glaciale
dell'inverno di  Ankara, alla repressione poliziesca ed alle difficoltà materiali.
Gli  operai invece non avevano intenzione di ripartire, radunandosi ogni  giorno
nella stradina di fronte al palazzo del Türk-Is, cominciando a  discutere su come
portare avanti la loro lotta, chiamando alla lotta  gli operai dello zucchero,
minacciati anche loro dal "contratto 4/c".

 In seguito al presidio di 78 giorni di fronte al quartier generale del  sindacato
Türk-I?, è stato costituito un comitato informale con operai  anche di altre imprese
ed altri settori, i quali hanno affermato:  "Abbiamo preso coraggio grazie alla
Tekel". Da una settimana una  delegazione di questo comitato operaio sta visitando la
Germania, e  vengono anche a Zurigo il prossimo
 venerdì, 2 luglio 2010, ore 19, presso la "Autonome Schule Zürich",  Hohlstr.  170.

 In allegato un volantino per la riunione di venerdì prossimo, 
 ulteriori informazioni sulla lotta della TEKEL si trovano qui:

 - http://it.internationalism.org/node/918#_ftnref22
 - http://it.internationalism.org/node/930

Pubblicato da : Operai Contro  | 
mar, 29 giu @ 13:48
GRECIA, NUOVO SCIOPERO GENERALE
Pubblicato in:: Numero746-10
Un nuovo sciopero generale, il quinto, contro il piano di austerita' semiparalizza
oggi la Grecia. 

Fermi i trasporti ferroviari, perturbati quelli urbani, marittimi e il traffico aereo
interno, chiusi ospedali (salvo emergenze), scuole, banche, uffici pubblici, dogane e
parzialmente il commercio. Black out informativo nazionale in virtu' dell'adesione
dei giornalisti.

La riforma previdenziale prevede congelamenti e tagli e l'elevazione a partire dal
2015 dell'eta' pensionistica e contributiva per tutti, uomini e donne, a 65 anni e 40
di contributi.

La Grecia verso la guerra civile
Pubblicato da : Operai Contro  | 
mar, 29 giu @ 13:22
LE CIULATINE DI BERLUSCONI
Pubblicato in:: Numero746-10
Berlusconi e' un uomo che sa ridere.

Sa ridere ed ha la memoria corta veramente.

Ha condannato i Napoletani a vivere e morire nelle discariche, ma non se lo ricorda.

Ha usato i morti del terremoto dell'Aquila per farsi un album di fotografie, ma non
lo ricorda.

A Viareggio ci sono stati 32 morti, ma non lo ricorda.

In Brasile il comico del Bagaglino ha tenuto uno spettacolo privato per alcuni
padroni italo Brasiliani ed ha raccontato una barzelletta.

"Stamani in albergo volevo farmi una ciulatina con una cameriera. Ma la ragazza mi ha
detto: "presidente, ma se lo abbiamo fatto un'ora fa...". Vedete che scherzi che fa
l'età?». Risate in sala e postilla del Cavaliere: «Diffidate di chi non sa ridere,
diffidate...». Poco prima si era vantato di essere «l'unico italiano che scrive samba
in dialetto napoletano».

E' evidente che la barzelletta che doveva far ridere e' la capacita
del vecchietto di farsi una ciulatina

Pubblicato da : Operai Contro  | 
mar, 29 giu @ 13:05
DELL\'UTRI CONDANNATO, MA NON ANDRA\' IN GALERA
Pubblicato in:: Numero746-10
Dopo sei giorni di camera di consiglio, i giudici della seconda sezione della
Corte d'Appello di Palermo hanno condannato Marcello Dell'Utri a sette anni di
reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Ridotta, dunque, la condanna
a nove anni decisa in primo grado, nel dicembre del 2004.

Ma Dell'Utri, senatore del Pdl, non andra' in galera.

Dell'Utri ricorrera' in cassazione e forse tra dieci anni sara' assolto.

In ogni caso il cavaliere Berlusconi ha gia' pronta la nomina di Dell'Utri a
ministro: ministro dei rapporti tra governo e mafia.
Pubblicato da : Operai Contro  | 
mar, 29 giu @ 10:21
IL TEST DELL\'INTELLIGENZA
Pubblicato in:: Numero746-10
Esponenti della Cdu e Csu (partiti al governo in germania) chiedono una nuova
politica dell'immigrazione per il Paese, un "test d'intelligenza" per gli stranieri
come requisito per entrare in Germania. «I motivi umanitari non debbono più essere
l'unico criterio per l'immigrazione», spiegano i politici del partito
cristiano-democratico di Angela Merkel. 

La borghesia tedesca nella sua storia ha sempre sostenuto il razzismo e lo sterminio
dei popoli: dai rom agli ebrei.

La borghesia italiana cerca di stare dietro a quella tedesca con la sistematica
distruzione dei campi Rom.

Il genio Maroni della lotta agli emigranti si e' recato in Germania per conoscere i
particolari della nuova proposta dei borghesi tedeschi.

Trapp il politico tedesco che ha chiesto il test dell'intelligenza
Pubblicato da : Operai Contro  | 
mar, 29 giu @ 10:01
MAFIA E POLITICI MAFIOSI
Pubblicato in:: Numero746-10
"I pm hanno deciso di non chiedere le attenuanti generiche per Cuffaro «perché i
fatti di cui lo accusiamo sono veramente gravi anche per il suo ruolo di governatore
regionale: per questa sua veste poteva partecipare in alcuni casi al Consiglio dei
ministri». «Abbiamo dimostrato - hanno detto - che il sistema di controinformazioni
messo in piedi da Salvatore Cuffaro era puntato a scoprire indagini sui rapporti tra
la mafia ed esponenti politici o a lui collegati. È proprio la natura delle
informazioni che ci fa capire la portata di questo sistema e di come si possa
configurare l'accusa di concorso in associazione mafiosa». Le testimonianze di
pentiti e di soggetti vicini all'imputato hanno dato, secondo i pm, ulteriore
conferma alle accuse. «Fin dal 1991 i contatti con Angelo Siino - ha detto Del Bene -
dimostrano l'esistenza del patto politico-mafioso stretto da Cuffaro con esponenti di
Cosa Nostra». 

"appuntamento è per stamani a partire dalle 9,30 nell'aula burnker del carcere di
Pagliarelli a Palermo. È lì che dalle 13 di giovedì sono riuniti in camera di
consiglio i magistrati della seconda sezione della Corte d'appello di Palermo
presieduta da Claudio Dall'Acqua (a latere Salvatore Barresi a Sergio La Commare)
chiamati a giudicare in secondo grado il senatore Marcello Dell'Utri, già condannato
in primo grado a nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione
mafiosa.


Un processo, quello a Dell'Utri, principale collaboratore del leader di Fi e oggi a
capo del governo italiano Silvio Berlusconi, cominciato nel 1997 e andato avanti, in
primo grado, per 257 udienze e chiuso nel 2004 con la condanna di cui dicevamo con la
quale si riconosceva a Dell'Utri un ruolo di «cerniera tra potere mafioso, politico
ed economico». Da lì è ripartito il Pg Nino Gatto che ha chiesto, sulla base del
racconto di 35 pentiti, di condannare il senatore a 11 anni: due in più rispetto al
primo grado. Un processo, quello in appello al senatore Dell'Utri, che ha avuto più
di un colpo di scena tra cui il pentimento di Gaspare Spatuzza, il killer di
Brancaccio e uomo di fiducia dei boss Graviano, il quale ha raccontato del ruolo
svolto dalla mafia nelle stragi del 1993 finalizzate a favorire il passaggio politico
e la vittoria della forza politica voluta da Berlusconi."

Maroni vanta ogni giorno le sue vittorie contro la mafia: l'arresto di mafiosi ormai
fuori gioco.

Maroni e Alfano, ministri di Berlusconi, hanno grandi vittorie mai  nessun politico
accusato di essere un mafioso e' finito in galera
Pubblicato da : Operai Contro  | 
mar, 29 giu @ 09:37
LA LEGA OFFRE IL DEMANIO A PADRONI E RICCONI
Pubblicato in:: Numero746-10

Egregio Direttore
Come ricordava ieri il suo giornale, col federalismo demaniale padroni e ricconi per
impossessarsi di beni immobili che le amministrazioni locali potranno vendere a
privati dopo averli presi a carico dallo Stato centrale, assisteremo a varie cordate
di compratori, ognuna sostenuta dai propri amici politici, o dalla propria parte
politica.
Con le fabbriche che chiudono e gli operai licenziati, dovremo assistere allo sfarzo
di padroni, ricconi e banche, che comprano beni immobili finora patrimonio del
demanio statale.
Con il 75% del ricavato di queste vendite, le amministrazioni locali potranno pagare
i debiti locali, mentre il 25% andrebbe a risanare il debito pubblico.
Visto come girano le cose in Italia, se il prezzo di vendita sarà sottostimato, ai
politici andrà la bustarella, ai compratori i beni immobili per pochi soldi, alla
comunità locale resterà sul gobbo il debito pubblico.
Egregio Direttore ma a parte queste seppur non irrilevanti questioni, io sono
d’accordo e penso che siamo in tanti a pensarla così: è tempo di espropriare a
padroni e ricconi, beni, proprietà e ricchezze frutto del lavoro operaio, accumulate
in poche mani. Il federalismo non farà che aumentare la distanza tra la base e il
vertice della piramide sociale.
Saluti da un estimatore di Operai Contro

Pubblicato da : Operai Contro  | 
mar, 29 giu @ 09:29
LETTERA DI UN OPERAIO DELL\'ALFA DI POMIGLIANO
Pubblicato in:: Numero746-10
Alfa Pomigliano – cronaca dall’interno della fabbrica di una giornata che farà
storia

E’ martedì 22 giugno e comunque vada sarà una giornata da non dimenticare per noi
operai dell’Alfa di Pomigliano e, credo, per tutti gli operai italiani. La pressione
che abbiamo subìto finora è stata pesantissima. Da quasi due anni siamo in cassa
integrazione, lavorando massimo tre giorni al mese ed ora ci vengono a dire che solo
se accettiamo di lavorare giorno e notte, di sabato e, se necessario, anche di
domenica, la fabbrica ripartirà. Ma non basta, la Fiat vuole avere la possibilità di
non pagarci le malattie e di licenziarci se scioperiamo. Se avesse fatto le stesse
richieste due anni fa, prima della crisi, Marchionne sarebbe stato subito costretto
ad ingoiarsele, ma adesso è un’altra musica. Non tanto perché Fim, Uilm, Fismic e Ugl
hanno detto subito sì alla Fiat, non è la prima volta che lo fanno, quanto perché non
hanno dovuto subire nessuna reazione da parte di noi operai, nessuna critica neanche
al loro interno. Nessun delegato RSU dello stabilimento appartenente a queste sigle
ha attaccato l’accordo. Persino Gerardo Giannone, RSU della Fim, segretario di
Comunisti Sinistra Popolare in Fiat e, prima ancora, segretario del PdCI in fabbrica,
ha invitato pubblicamente su “Il Giornale” di Berlusconi a votare SI e, invece di
attaccare il suo sindacato, se le è presa con la Fiom, che non ha firmato. 
La scorsa settimana ho lavorato i soliti tre giorni con capi e gestori operativi
mobilitati per convincerci a votare SI. L’ultimo giorno di lavoro si è raggiunto il
colmo. A fine turno passa il capo Ute e dà a tutti noi un DVD, che dobbiamo guardare
a casa. Si tratta di un messaggio di Garofalo, il direttore dello stabilimento, che
già in questi giorni ci ha inviato a casa altre due lettere per convincerci ad
accettare le condizioni di Marchionne. Nelle lettere ci chiama “cari colleghi” ed ora
in fabbrica tutti per indicarlo lo chiamano “il collega”. Esco dalla fabbrica e
spezzo e getto via il DVD senza neanche guardarlo. In serata mi telefonano altri
operai che oggi non erano stati richiamati al lavoro per dirmi che o il loro capo o
il loro gestore operativo avevano bussato alla porta di casa per consegnare il DVD.
Mi arriva voce anche di telefonate dirette dei capi a singoli operai in cui si è loro
intimato di votare SI.
La manifestazione dei capi di sabato fallisce, ma noi operai siamo sempre immobili.
Solo una decina di operai, legati ai Cobas, ha protestato con uno striscione contro
il corteo. Il gruppo della Fiom, di cui faccio parte e che è di gran lunga il più
consistente, non si è mosso.
Ora finalmente si fa il referendum.
Alle 5.30 del mattino il piazzale di fronte al cancello d’ingresso è pieno di persone
che volantinano o parlano al megafono. Faccio una scorta dei volantini distribuiti ed
entro in fabbrica. Che cosa strana, tutta la fabbrica è silenziosa! La
lastroferratura, il mio reparto, è fermo, così come tutti gli altri dello
stabilimento. Capo Ute e gestori operativi non ci fanno raggiungere le nostre usuali
postazioni. Si fanno seguire un po’ più avanti, dove vediamo ci sono, disposte in
maniera ordinata, una quarantina di sedie ed uno schermo. Siamo seduti insieme, il
personale di due Ute e della logistica. Non ci crederete, ma l’azienda, invece di
farci lavorare, ci fa guardare il DVD che avevamo già avuto. Il “collega” Garofalo si
fa intervistare da alcuni capi sull’intesa e ci fa sapere che in essa non ci sarebbe
nessun attacco al diritto di sciopero e alla malattia retribuita. I due capi Ute e i
due gestori operativi che erano presenti durante la proiezione del DVD ci invitano a
parlare e ad esprimere le nostre opinioni. Io decido di stare zitto, per evitare
ritorsioni, ma un altro operaio aderente alla Fiom non riesce a non parlare.
L’intervento è micidiale. “Voi dite che con l’accordo non si attacca il diritto a
scioperare in occasione dei contratti, ma ammettiamo che si vada allo scontro sul
contratto e il sindacato come prima misura attui il blocco degli straordinari. Ciò
vuol dire che noi ci rifiuteremo di fare gli straordinari obbligatori previsti
dall’accordo. In quel caso, secondo lo stesso accordo, l’azienda potrà punirmi fino
al licenziamento. Vorrei avere spiegazioni al riguardo”. I capi balbettano e non
riescono a rispondere. Inizia così un fuoco di fila di domande da parte nostra, senza
che i quadri aziendali riescano a convincerci della giustezza delle loro posizioni,
anzi. Alle 10.00 andiamo a votare e, a sorpresa, scopriamo che fuori dal seggio è
piazzato lo stesso “collega” Garofalo, con tutto il suo staff, che cerca ancora di
assicurarsi quanti più SI possibili.
Alle 10.30 pausa mensa e, dopo, si comincia finalmente a lavorare, con i capi che si
sono tolti gli abiti accattivanti degli “amici” e tornano ad essere le carogna di
sempre.
Solo a notte fonda sappiamo i risultati che questa martellante campagna aziendale,
fatta in combutta con i sindacati servi del padrone, ha raggiunto. Fra gli operai
quasi il 50% ha detto NO.
Attendiamo una lettera di scuse dal “collega”.

Un operaio Fiom del G. Vico di Pomigliano

Pubblicato da : Operai Contro  | 

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