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Totale articoli "Numero758-10" : 5098

sab, 24 lug @ 15:48
BARI, 100 OPERAI MORTI ALLA BRIDGESTONE
Pubblicato in:: Numero758-10
Sono cento gli operai dello stabilimento Bridgestone di Bari morti negli ultimi 25
anni.

Altri 400 sono attualmente ammalati di tumore.

La magistratura al solito indaga senza fare niente.

Operai soltanto noi possiamo salvare la nostra pelle
Pubblicato da : Operai Contro  | 
sab, 24 lug @ 09:45
AVANZANO I NUOVI IMPERIALISTI
Pubblicato in:: Numero758-10
I padroni CINESI e INDIANI avanzano.

 I vecchi equilibri imperialistici si sfasciano.

Cina e India hanno rivoluzionato le sorti del mercato latinoamericano, finora
giardino di casa di Usa ed Europa. I due giganti asiatici stanno diventando i partner
principali di Argentina e Brasile. Ed è solo l'inizio
 

Alfredo Somoza, presidente dell'Istituto di cooperazione economica internazionale, ha
spiegato a PeaceReporter il forte legame creatosi tra il gigante asiatico e i paesi
del Centro e del Sud America. Con una certa predilezione per Buenos Aires e Brasilia.
Questa la sua lunga analisi dell'assetto attuale, con un occhio alle previsioni
future.

 



"La Cina è il secondo partner commerciale di Argentina e Brasile. Presto questo
legame metterà in secondo piano quello con gli Stati Uniti e il Vecchio Continente in
tutta l'America Latina. Ma non è solo Cina, dato che grandi entusiasmi aleggiano
intorno all'India. È la coppia asiatica che sta rivoluzionando l'economia
sudamericana. E le statistiche lo stanno già rilevando". 

Quindi anche l'America Latina sta cedendo alle avance cinesi...
Una situazione frutto di quanto deciso da Brasile, Argentina e anche Venezuela sulla
costruzione di rapporti economici Sud-Sud. Tutti accordi nati nelle varie riunioni
regionali e nel G-20, quando il G-20 era più che altro un club allargato dove
facevano affari i paesi emergenti. E' un'architettura nata a Cancun, quando per la
prima volta il summit venne paralizzato dall'azione congiunta di questi paesi. Da qui
emergono i rapporti proficui con gli asiatici e con la Russia, che ha una politica
economica molto attiva nei confronti dell'America Latina. Ma qui nacque anche la
liaison del Brasile con l'Africa, dove il gigante verde-oro è potenza non solo
commerciale, ma anche energetica. Basta vedere quanto è stato fatto in Angola, dove
campeggia anche nell'agricoltura dei biocombustibili.

Una situazione relativamente recente, questa.
Sì, è un'architettura economica che non ha nemmeno dieci anni, ma che ormai è
diventata preminente. In cui primeggia comunque la Cina, che in Sud America ha scelto
un profilo politico molto basso. Ha lasciato fare i brasiliani, ha sostenuto dietro
le quinte la politica di visibilità di Lula, senza creare ostacoli, e in cambio ha
preteso un diritto di prelazione sulle commodities latinoamericane, ritenute
strategiche perché da tempo i cinesi hanno perso la sicurezza alimentare. La Cina non
produce più quello che mangia e con il Sudamerica ha stretto rapporti privilegiati
per avere accesso fondamentalmente alle derrate agricole, alle carni e, perché no,
anche ai minerali, sia petrolio e gas, ma anche il rame cileno e il litio della
Bolivia.

L'Argentina è dunque strategica da un punto di vista alimentare.
L'Argentina sì, fondamentalmente è quello. La Cina ha poi l'abitudine in tutto il
mondo non solo di fare acquisti, ma anche di fare lo scambio di figurine, avendo
studiato prima quali sono i problemi dei paesi a cui si avvicina. In Argentina, uno
dei temi più delicati e rimasti in bilico da anni è la costruzione delle
infrastrutture, in primis le ferrovie. Dall'avere i trasporti ferroviari più
strutturati dell'America Latina, negli Novanta le ha vista praticamente smantellare
una a una. E da allora il caos. Più volte i governi hanno tentato accordi con paesi
esteri, per esempio con la Francia, per ristrutturarle, ma senza mai portare i
progetti fino in fondo. Finora. Perché la Cina si è appena candidata a ristrutturarle
in toto. Con un sistema di scambio di materie prime. Pechino sapeva perfettamente che
la questione treni era il tratto dolente del governo Kirchner, il quale se riuscisse
veramente a far decollare un progetto di ristrutturazione ferroviario si
rinforzerebbe a dismisura, specialmente a sinistra dove maggiori sono gli
scricchiolii. Questa è la Cina all'estero: in Costarica costruiscono stadi di calcio,
in Africa aeroporti, e in Argentina le ferrovie.(il resto dell'articolo su
http://it.peacereporter.net/
Pubblicato da : Operai Contro  | 
sab, 24 lug @ 09:31
COMUNICATO DA SINDACATO IN ZASTAVA-SERBIA;
Pubblicato in:: Numero758-10
Il terrorista Marchionne minaccia, ma i 1060 operai della Zastava sono in cassa
integrazione.

Pubblichiamo in allegato il comunicato del sindacato della Zastava
Pubblicato da : Operai Contro  |  Allegato:23_luglio_2010.pdf
sab, 24 lug @ 09:17
LE BALLE DI BOSSI VENGONO A GALLA
Pubblicato in:: Numero758-10
Egregio Direttore
“ Ogni italiano dovrà sborsare 100 euro in più  nel 2011 e 120 nel 2012,  per i tagli
ai Comuni.
La stima del biennio è del rapporto annuale dell’Ifel, l’istituto di ricerca
dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani). Commenta  Sergio Chiamparino
presidente dell’Anci: “ci porteranno al punto che i servizi alle persone verranno
messe in discussione”. 
Non meno esplicito il responsabile delle Finanze locale dell’Anci Salvatore Cherchi,
“Non è vero che la manovra non mette le mani nelle tasche dei cittadini: non lo fa
attraverso nuove imposte, ma con tariffe, perché i Comuni dovranno per esempio,
aumentare i biglietti degli autobus, o i contributi per l’asilo nido, o l’assistenza
domiciliare o le rette per le mense scolastiche, ecc.”
Poi ci saranno da compensare anche i tagli alle Province e alle Regioni.
Le balle di Bossi e del federalismo a costo zero vengono a galla, Operai Contro lo
sta dicendo da tempo, ora lo fanno anche gli stessi uomini delle istituzioni,
cominciano a preoccuparsi perché il furbone Tremonti, in nome del federalismo, le fa
mettere a loro le mani in tasca ai cittadini
Saluti da un insegnante di Mestre

Pubblicato da : Operai Contro  | 
ven, 23 lug @ 17:36
IL TERRORISTA E IL COMICO DEL BAGAGLINO
Pubblicato in:: Numero758-10
Il terrorista Marchionne dopo Pomigliano punta il suo terrore su Mirafiori.

In Polonia, in Italia, in Sebia, in USA, il terrorista Marchionne persegue un solo
obiettivo: bassi salari e alta produttivita'.

Il comico del Bagaglino ha voluto dire la sua: "In una libera economia e in un libero
stato un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria
produzione".

Tocchera' agli operai polacchi, Serbi, Italiani e USA porre fine al terrorismo di
Marchionne e alle cazzate del comico del Bagaglino

Pubblicato da : Operai Contro  | 
ven, 23 lug @ 17:15
LA LAUREA DI BARBARA
Pubblicato in:: Numero758-10
Barbara Berlusconi si è laureata all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano
con 110 e lode.

Durante la proclamazione, il rettore, padrone dell'universita' e grande amico e
compare di Berlusconi, don Luigi Verzé ha chiesto alla neodottoressa se, secondo lei,
può nascere una facoltà di Economia del San Raffaele basata sul pensiero di Sen,
invitandola a proseguire gli studi e diventarne un giorno docente.

I borghesi se la cantano e se la suonano e noi operai sulla neolaureata Barbara non
abbiamo niene da dire, sono cazzi dei borghesi.

Una professoressa ha criticato l'invito di Don verze.

Il preside della facoltà di Filosofia Michele Di Francesco e il prorettore vicario
Massimo Cacciari hanno difeso don Verze'.

Masimo Cacciari fa' il politico e filosofo di sinistra, ma prende i soldi da Don
Verze' il compare di Berlusconi.

La borghesia e gli  intellettuali suoi leccapiedi sono fatti cosi'.

Operai ricordiamocelo
Pubblicato da : Operai Contro  | 
ven, 23 lug @ 09:45
GAZA, COME E\' FACILE UCCIDERE
Pubblicato in:: Numero758-10
Israele controlla il confine di Gaza con fucili telecomandati da donne soldato di
20 anni. E c'è chi parla di "mentalità assassina da playstation"
A Israele la condizione di reciprocità in guerra non è mai andata giù. Dai sanguinosi
giorni della guerra del Kippur il ministero della Difesa di Tel Aviv ha cercato
sempre di superare a livello tecnologico e logistico i propri avversari. L'ultima
coniugazione di questa politica di dominio è il cosiddetto "Spot and Shoot"
(identifica e spara): fucili radiocomandati posti sul muro divisorio di Gaza e
manovrati da una sala di controllo, lontana e sicura, da donne soldato in forza
all'Israel Defense Forces (Idf).(all'interno articolo di peacereporter)
Pubblicato da : Operai Contro  | 
ven, 23 lug @ 09:36
MAGISTRATI
Pubblicato in:: Numero758-10
Ci sono magistrati della destra borghese, magistrati della sinistra borghese,
magistrati del centro borghese.

Le varie fazioni partecipano in ogni modo alla lotta di fazioni della borghesia.

Ci sono  magistrati che favoriscono padroni di destra, magistrati che favoriscono
padroni di sinistra e magistrati che favoriscono padroni di centro.

Su una sola cosa i magistrati sono d'accordo: amministrano la legge dei padroni
contro gli operai
Pubblicato da : Operai Contro  | 
ven, 23 lug @ 09:27
OPERAI CINESI
Pubblicato in:: Numero758-10
Gli operai cinesi hanno lottato e hanno ottenuto aumenti salariali.

Si sono conclusi gli scioperi incorso in due fabbriche del sud della Cina fornitrici
della compagnia automobilistica giapponese Honda. I lavoratori della Atsumitec Co.,
che produce leve per il cambio delle vetture, hanno ottenuto un aumento del 45% del
salario mensile medio, che da 980 yuan passa a 1420 yuan (da 112 a 163 euro circa).
Quelli della Omron Automobile Electronics di Guangzhou hanno invece avuto un aumento
più contenuto di 300 yuan al mese, che porta il loro salario a 1270 yuan (145 euro).
Anche gli altri scioperi in altre aziende locali fornitrici della Honda e della sua
rivale Toyota si sono conclusi con  aumenti tra il 20 ed il 30% dei salari, che ora
sono tutti nettamente superiori ai mille yuan al mese, un livello ancora basso che
fino a pochi mesi fa era raggiunto solo da pochi operai specializzati.

L' ondata di scioperi è in corso dall' inizio dell' anno e, secondo il China Labour
Bulletin di Hong Kong, una pubblicazione specializzata sui problemi sindacali della
Cina, astensioni dal lavoro si sono verificate anche in fabbriche di imprese di
proprietà cinese.
Pubblicato da : Operai Contro  | 
ven, 23 lug @ 09:09
STRASBURGO COME POMIGLIANO OPERAI ALLE URNE
Pubblicato in:: Numero758-10
"Anche la Francia ha la sua «Pomigliano», con oltre mille operai di uno
stabilimento di General Motors chiamati al voto per decidere se  rinunciare ad alcuni
diritti acquisiti in anni di lotte operaie e  sindacali o rischiare di perdere il
proprio posto di lavoro.

C'è attesa a Strasburgo, dove è ubicato lo stabilimento Gm per l'esito  del
referendum tra i 1.150 dipendenti. Vale la pena di ricordare che la  fabbrica
francese (specializzata nella produzione di cambi per  automobili) è ancora di
proprietà della società incaricata di liquidare  gli asset della vecchia General
Motors. Le maestranze, quindi, dovranno  esprimersi su una proposta di acquisizione
da parte di «Gm Company», la  nuova direzione, che prevede un reintegro al prezzo
simbolico di 1 euro,  in cambio di un taglio dei costi di produzione del 10%, da
ottenere  attraverso una serie di rinunce da parte dei
lavoratori: un copione che  ricorda, appunto, quello dello stabilimento Fiat di
Pomigliano d'Arco.

Il piano, che per diventare operativo dovrà ottenere il consenso dei  quattro
principali sindacati, propone agli operai di scongiurare il  rischio delocalizzazione
«facendo uno sforzo per ridurre la differenza  rispetto ai costi praticati in
Messico», dove esiste un altro  stabilimento simile, accettando un congelamento dei
salari per  quest'anno e il prossimo, e rinunciando a sei giorni di ferie retribuite 
e ai bonus di produzione, come ha spiegato un portavoce del colosso di  Detroit, il
cui 60% è di proprietà del governo.

L'azienda, in cambio, si impegnerebbe a non ridurre il numero dei  dipendenti, con la
sola eccezione delle 198 uscite volontarie previste  entro la fine del 2010, e a
mantenere i salari al livello attuale.  Alcuni sindacati hanno fatto sapere che
sottoscriveranno l'accordo solo  se nella votazione di oggi si otterrà almeno «il 60%
di pareri positivi»  dei dipendenti.

Altri hanno già fatto sapere che in ogni caso diranno «no». Ma la consultazione, che
dalle nove di ieri mattina ha già registrato una  forte affluenza, servirà solo a
«tastare il polso» dei lavoratori,  considerato poi che la decisione finale sulla
firma dell'accordo spetta  esclusivamente ai delegati sindacali. Le urne sono state
chiuse ieri  sera alle 23 e i risultati della consultazione verranno resi noti nel 
corso della giornata odierna.

Intanto, davanti ai cancelli del sito alsaziano, dove sventolano  bandiere americane,
europee e francesi, sembra prevalere il «si».
«È preferibile - hanno già dichiarato molti operai - una riduzione della  nostra
remunerazione e dei nostri diritti acquisiti alla tragica  prospettiva di chiusura
dello stabilimento e quindi alla perdita del  lavoro. Qualche giorno di ferie in meno
e salari congelati per un certo  periodo sono sacrifici che si possono affrontare». 

La storia del terrorismo dei padroni è uguale in tutto il mondo.
Pubblicato da : Operai Contro  | 
ven, 23 lug @ 09:00
IL MATTINO E GLI OPERAI DI POMIGLIANO
Pubblicato in:: Numero758-10
 Pubblichiamo un articolo  del" Mattino" sulla Fiat di Pomigliano. Gli operai
possono giudicare.


Lo scorporo dell’auto dal gruppo Fiat al centro dei commenti anche degli operai dello
stabilimento di Pomigliano d’Arco. Ma nella discussione c'è spazio anche per
l'ipotesi Newco, la nuova azienda immaginata da Fiat per blindare l'accordo separato
del 15 giugno e che dovrebbe rilevare personale e attrezzature della grande fabbrica
in vista della produzione, entro il secondo semestre del 2011, della tanto attesa
Panda. 

«Secondo me tutto quello che sta facendo la Fiat è giusto. L'azienda deve fare così
perchè il problema è di chi non vuole lavorare, cioè di tutti i sindacalisti e di
tutti quelli che stanno dietro a loro», sostiene Massimiliano Uccello, 27 anni, di
Melito, addetto al montaggio Alfa Romeo 159. Il tempo scorre veloce nel passaggio dal
primo al secondo turno di lavoro. Sono quasi le due del pomeriggio e nonostante il
sole impietoso un altro operaio, Diego Lana, 31 anni, di Napoli, si ferma per
rispondere alla domanda sulle mosse societarie dell'azienda. 

«Penso che tutto questo sia positivo - dice Lana - e credo che l'investimento per la
nuova Panda non possa che essere la soluzione ai nostri problemi». 
Il fiume degli operai in uscita dalla grande fabbrica passa attraverso il varco
numero due, il varco riservato alle "tute blu". Tute che in realtà , per quanto
riguarda la manodopera Fiat, sono di colore bianco e grigio. Le facce sono stanche e
molti lavoratori preferiscono tacere.

Davanti al varco i militanti del movimento di estrema sinistra «Operai Contro»
distribuiscono gratuitamente un giornale zeppo d'invettive all'indirizzo dell'ad
Marchionne e dell'accordo separato. «Quello che sta facendo la Fiat mi sembra una
presa in giro», stigmatizza un giovane operaio che preferisce mantenere l'anonimato.

In genere chi vorrebbe esprimere giudizi negativi sull'andamento della situazione in
Fiat non vuole rendere nota la propria identità. Ma Antonio Marfella, 34 anni, di
Fuorigrotta, e Dario Di Leva, 28 anni, di Acerra, del reparto montaggio, rompono
questa sorta di consegna del silenzio, peraltro comprensibile. «Ormai non ne possiamo
più - sbottano i due operai -: questa storia della Newco deve finire, non ci fa stare
tranquilli, ci dà l'ansia. L'azienda si fermi e ci faccia lavorare in pace». Più
avanti, nel parcheggio, un altro giovane lavoratore decide di fermarsi e di parlare
nella calura che non dà tregua. «È molto semplice: se lavoriamo viviamo ma se non
lavoriamo muoriamo - il crudo giudizio di Maurizio Matriciano, 29 anni, di Pomigliano
-. I giapponesi sono molto forti e tutti gli altri concorrenti della Fiat lo sono
altrettanto, anche se soffrono comunque le difficoltà di mercato. A questo punto - la
conclusione di Matriciano - dobbiamo diventare forti anche noi e per farlo è ovvio
che dovremo accettare sacrifici».... 
Pubblicato da : Operai Contro  | 
ven, 23 lug @ 08:48
FIAT DI MELFI – CRONACHE OPERAIE 8
Pubblicato in:: Numero758-10
La sera del 20 Luglio, alle ore 22.00, alla Fiat di Melfi si incomincia a
scioperare di nuovo per protestare contro il licenziamento dell'operaio e dei due
delegati RSU della Fiom.
Lo sciopero si protrae per due ore e mezza e coinvolge i lavoratori del turno C.
Il 21 Luglio, nelle ultime due ore di lavoro scioperano anche i lavoratori del turno
A.
Hanno deciso di recarsi presso il tribunale di Melfi dove sarà presentato l'ex art.
28 dalla Fiom per chiedere l'annullamento dei licenziamenti.
All'inizio del turno alle 14.00 anche per i lavoratori del turno B scatterà lo
sciopero di due ore.
Gli scioperi sono sostenuti solo dalla Fiom, dalla Cub e dalla Failms. 
I sindacati di servizio hanno altro a cui pensare.
Gli operai dei vari turni alle 11.00 del mattino si incontrano presso il tribunale di
Melfi in presidio.
Non passa molto e viene presentato in tribunale il ricorso, poco dopo viene fuori la
notizia che l'ex art. 28 verrà discusso il 30 Luglio.
Una buona notizia per gli operai che sono pronti a continuare a protestare finché i
compagni di lavoro non ritorneranno in fabbrica.  

Pubblicato da : Operai Contro  | 

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