Totale articoli "Numero614-09" : 5098
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gio, 08 ott @ 23:33
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AVANTI OPERAI La ruota comincia a girare
Pubblicato in:: Numero614-09
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Operai diffondete nelle fabbriche questo volantino
AVANTI OPERAI
La ruota comincia a girare
Lo schema - comunicazione di chiudere la fabbrica, trattativa sugli ammortizzatori
sociali, fabbrica chiusa, tutti a casa - sta saltando ovunque.
Sindacalisti compromessi, sindaci parolai e funzionari del Ministero cercano di
tenerlo in piedi a tutti i costi ma falliscono.
Fare come alla INNSE e' la nuova frontiera, resistere con ogni mezzo, superare il
perbenismo delle vecchie relazioni sindacali, rompere gli schemi. Non avere paura.
Tutte le giustificazionieconomiche di mercato per chiudere le fabbriche nascondono un
solo interesse, quello dei padroni ad arricchirsi.
Difendono i loro interessi fino a buttarci in mezzo ad una strada, smantellare le
fabbriche, ma ne hanno diritto dicono che "sono i padroni.
Ma anche noi operai abbiamo il diritto di lavorare, dicono che " e' scritto nella
costituzione".
Ed allora a parità di diritti conta la forza.
Non usciremo piu' dalle fabbriche, non uscira un solo bottone dalle fabbriche, non
tratteremo con i guanti nessun manager che ci venga a dire che e' finita, e vedremo
come andra' a finire.
ormai la ruota e' in movimento, il numero delle fabbriche presidiate cresce di giorno
in giorno. Per una fabbrica che con minacce e ricatti riescono a chiudere con il
consenso, altre dieci decidono di resistere.
Questa e' una societa' marcia, salvano le banche, chiudono le fabbriche, non riescono
a mettere un tetto agli stipendi milionari dei manager e vogliono bloccare il salario
miserabile degli operai attivi. Per quelli in cassa integrazione e in mobilita', a
nessuno viene in mente di chiedere di portare almeno a 1000 euro l'integrazione
salariale.
Forse conviene a tutti non toccare le casse dell'INPS. Vorra' dire che tocchera' agli
operai espulsi dalle fabbriche andare direttamente all'INPS a far sentire la rabbia
dei nuovi poveri.
Il gruppo dirigente sindacale o ci viene dietro o in poco tempo sara' travolto dagli
eventi stessi.
La crisi e' solo agli inizi.
GLI OPERAI DELL'ASSOCIAZIONE PER LA LIBERAZIONE DEGLI OPERAI
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Pubblicato da :
Operai Contro
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gio, 08 ott @ 23:30
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GLI OPERAI ALLE MENSE DEI POVERI
Pubblicato in:: Numero614-09
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Tre milioni di persone sono sotto la soglia di povertà alimentare in Italia. Secondo
una ricerca presentata oggi dal Banco Alimentare e dalla Fondazione per la
Sussidiarietà una famiglia di due persone viene considerata 'alimentarmente' povera
se ha una spesa media mensile in cibi e bevande inferiore a 222,29 euro: una
condizione nella quale si trovano 1.050.000 famiglie. C'è di più: la stragrande
maggioranza dei poveri (oltre l'80%) è composta da operai, per lo più disoccupati. La
differenza tra famiglie povere e benestanti è in media di 370 euro: le prime spendono
per mangiare 155 euro al mese, contro i 525 delle seconde. Le differenze si notano
soprattutto per le bevande, gli oli e gli altri grassi, il pesce, i gelati e i
dolciumi.
La disoccupazione prima causa di povertà. La maggiore causa di povertà, e quindi
anche di povertà alimentare, come emerge dalla ricerca - condotta su un campione dal
milione e mezzo di assistiti dalla Fondazione Banco Alimentare - è la disoccupazione,
che incide per il 59%.
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Pubblicato da :
Operai Contro
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gio, 08 ott @ 23:06
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ONU: LA BANDIERA DELLA MORTE
Pubblicato in:: Numero614-09
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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso all'unanimità di prorogare
di un anno l'autorizzazione per la forza internazionale a guida Nato in Afghanistan
(Isaf).
Ancora una dimostrazione che l'ONU e' un cadavere che semina morte.
Le risoluzioni dell'ONU non hanno alcun valore per i popoli.
I partigiani Afghani controllano 80% del territorio.
I soldati occidentali che vanno in Afghanistan hanno imparato che in guerra si uccide
e si viene uccisi.
I soldati occidentali devono rifiutarsi di servire i padroni nella guerra

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Operai Contro
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mer, 07 ott @ 21:36
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AVANTI OPERAI La ruota comincia a girare
Pubblicato in:: Numero614-09
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Operai diffondete nelle fabbriche questo volantino
AVANTI OPERAI
La ruota comincia a girare
Lo schema - comunicazione di chiudere la fabbrica, trattativa sugli ammortizzatori
sociali, fabbrica chiusa, tutti a casa - sta saltando ovunque.
Sindacalisti compromessi, sindaci parolai e funzionari del Ministero cercano di
tenerlo in piedi a tutti i costi ma falliscono.
Fare come alla INNSE e' la nuova frontiera, resistere con ogni mezzo, superare il
perbenismo delle vecchie relazioni sindacali, rompere gli schemi. Non avere paura.
Tutte le giustificazionieconomiche di mercato per chiudere le fabbriche nascondono un
solo interesse, quello dei padroni ad arricchirsi.
Difendono i loro interessi fino a buttarci in mezzo ad una strada, smantellare le
fabbriche, ma ne hanno diritto dicono che "sono i padroni.
Ma anche noi operai abbiamo il diritto di lavorare, dicono che " e' scritto nella
costituzione".
Ed allora a parità di diritti conta la forza.
Non usciremo piu' dalle fabbriche, non uscira un solo bottone dalle fabbriche, non
tratteremo con i guanti nessun manager che ci venga a dire che e' finita, e vedremo
come andra' a finire.
ormai la ruota e' in movimento, il numero delle fabbriche presidiate cresce di giorno
in giorno. Per una fabbrica che con minacce e ricatti riescono a chiudere con il
consenso, altre dieci decidono di resistere.
Questa e' una societa' marcia, salvano le banche, chiudono le fabbriche, non riescono
a mettere un tetto agli stipendi milionari dei manager e vogliono bloccare il salario
miserabile degli operai attivi. Per quelli in cassa integrazione e in mobilita', a
nessuno viene in mente di chiedere di portare almeno a 1000 euro l'integrazione
salariale.
Forse conviene a tutti non toccare le casse dell'INPS. Vorra' dire che tocchera' agli
operai espulsi dalle fabbriche andare direttamente all'INPS a far sentire la rabbia
dei nuovi poveri.
Il gruppo dirigente sindacale o ci viene dietro o in poco tempo sara' travolto dagli
eventi stessi.
La crisi e' solo agli inizi.
GLI OPERAI DELL'ASSOCIAZIONE PER LA LIBERAZIONE DEGLI OPERAI
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Operai Contro
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mer, 07 ott @ 20:49
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ADELCHI: GLI OPERAI OCCUPANO FABBRICA A SPECCHIA
Pubblicato in:: Numero614-09
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Fallito l’ennesimo vertice presso la Provincia di Lecce, l’assemblea degli operai
del Gruppo Adelchi, convocata a Tricase in una piazza Pisanelli gremitissima alla
presenza delle organizzazioni sindacali, stanca di chiacchiere e promesse svanite ha
deciso di rilanciare la protesta con l’occupazione della Sergio’s, l’ultima azienda
rimasta in Salento del Gruppo Adelchi dopo la delocalizzazione di quasi tutta
l’attività produttiva in Albania, Romania, Bulgaria, Bangladesh ed Etiopia.
Grande è la partecipazione degli operai: anche i cinque rimasti per tredici giorni
sul tetto del municipio sono scesi, non appena ricevuta la notizia della riuscita
occupazione, e hanno raggiunto i colleghi a Specchia. Momenti di tensione si sono
registrati quando, all’interno della fabbrica, uno degli operai ha minacciato di
darsi fuoco con una tanica di benzina che egli stesso aveva introdotto. La tensione
si è un po’ allentata all’arrivo della vicepresidente della Regione Puglia, Loredana
Capone, che ha proposto subito agli operai un vertice a Bari alla presenza della task
force regionale: “In questa sede cercheremo di fare il massimo della chiarezza:
Adelchi deve dire esplicitamente quali sono le sue reali intenzioni, intanto deve
sapere che non c’è un euro a disposizione di progetti che non prevedano la piena
occupazione dei lavoratori”. Altre parole, nuove promesse. Ma gli operai hanno
organizzato i turni sia all’interno sia all’esterno della fabbrica e sono decisi a
non mollare se non rientrano tutti e subito a lavorare.
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Operai Contro
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mer, 07 ott @ 20:15
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LA CONSULTA BOCCIA ANGELINO
Pubblicato in:: Numero614-09
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La Consulta ha bocciato il 'lodo Alfano' per violazione dell'art.138 della
Costituzione, vale a dire l'obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non
ordinaria come quella usata dal 'lodo' per sospendere i processi nei confronti delle
quattro più alte cariche dello Stato). Il 'lodo' è stato bocciato anche per
violazione dell'art.3 (principio di uguaglianza). L'effetto della decisione della
Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per
corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills e per reati societari nella
compravendita di diritti tv Mediaset.
Chi spera nelle dimissioni di Berlusconi si sbaglia.
Berlusconi sa bene che i processi ai padroni non arrivano mai alla fine.
"Vado avanti, la Corte e' di sinistra e queste cose mi fanno un baffo". Questa la
prima reazione del santo P alla notizia.
La sinistra borghese che sperava nella consulta si sbagliava.
In Italia avremo un Presidente del Consiglio che va a escort e che e' il cittadino
piu' incriminato d'Italia e non ha mai fatto un'ora di galera.
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Operai Contro
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mer, 07 ott @ 13:13
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BRESCIA: IDEAL STANDARD
Pubblicato in:: Numero614-09
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Gli stabilimenti della Ideal Standard di Brescia e di Gozzano (Novara) rischiano
di chiudere. Questo, almeno, � quello che vuole la multinazionale americana della
ceramica sanitaria, con 11 stabilimenti in Europa (di cui 5 in Italia) e 7mila
dipendenti.
All�inizio di luglio la direzione italiana ha inviato la lettera di procedura di
cassa integrazione straordinaria per crisi per 1740 operai a partire dal 1�
settembre, con 650 esuberi e, appunto, la chiusura di due stabilimenti. I sindacati
interni (Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil) si sono da subito opposti al piano
aziendale, ricordando che � inammissibile un�iniziativa unilaterale di tale
portata da parte di un�azienda che da due anni si rifiuta di presentare il piano
commerciale e industriale ai lavoratori e alle loro rappresentanze sindacali.
Lo stabilimento di Brescia � in Via Milano, praticamente dentro la citt�. E�
un�azienda storica, che negli anni passati � arrivata a occupare migliaia di
operai e che � sempre stata all�avanguardia nella produzione di ceramiche per i
bagni.
Qui a Brescia sono a rischio 130 posti di lavoro (120 + 11 interinali), perch� al
termine della cassa integrazione si passer� alla chiusura per cessazione di
attivit�.
Secondo gli operai la crisi c�entra poco. Sicuramente il settore della ceramica non
� in salute a livello mondiale, ma qui a Brescia le commesse continuano ad esserci.
E se l�azienda ha perso quote di mercato � pi� per la cattiva gestione di chi
l�ha rilevata nel 2007, la Baincapital, a cominciare dalle esternalizzazioni della
piattaforma che garantisce il servizio verso i clienti, in cui si � fatto ricorso a
lavoratori stranieri senza formazione, senza diritti e con una paga da schiavi di
3,50 euro lordi l�ora.
Dai primi di luglio gli operai hanno organizzato un presidio dentro ai cancelli dello
stabilimento che � durato tutta l�estate, mentre si svolgevano le trattative tra
Confindustria Ceramica, Ideal Standard e le rappresentanze sindacali presso il
Ministreo dello Sviluppo Economico. Il 29 luglio sembrava raggiunta un�intesa per
salvaguardare l�occupazione nel polo di Brescia, garantendo il passaggio dalla
produzione alla creazione di una piattaforma logistica di distribuzione su base
europea dei prodotti Ideal Standard.
Il 22 settembre l�azienda ha fatto marcia indietro e ha annunciato di procedere
allo spegnimento del forno. Gli operai hanno immediatamente deciso di passare dal
presidio all�occupazione della fabbrica. Tre turni di 40 persone, distribuite su
tutto lo stabilimento per controllare l�impianto e la sicurezza del luogo. Il forno
in questione non � solo l�ultimo dei tre rimasto acceso, ma � anche il simbolo
dell�Ideal Standard di Brescia. Ha sempre funzionato, ininterrottamente, dal 1958.
Un suo spegnimento comporterebbe il collasso della struttura in mattoni di cui �
fatto, e la fine di ogni ipotesi di ripresa produttiva.
Ma veniamo a questo punto. L�RSU, nella sua trattativa con l�azienda, ha sempre
sostenuto di opporsi alla chiusura dello stabilimento, ma nello stesso tempo
partecipa alla definizione di un piano alternativo che compensi la cessazione
dell�attivit� produttiva con la costituzione di un polo logistico che occupi un
certo numero degli attuali 130 lavoratori.
Il pregio dei macchinari, il sapere produttivo di operai altamente specializzati
verrebbero ancora una volta sacrificati per far posto all�economia del terziario.
Dai tetti della Ideal Standard di Brescia si vede tutta la citt�. Si vede anche la
torre dell�Iveco, all�uscita dell�autostrada. C�� crisi anche l�, come
anche nella sua vicina, la Mac, azienda dell�indotto, le cui sorti sono
intrecciate. Parlando con gli operai scopro che ancora non ci sono stati contatti tra
i presidi delle tre fabbriche in crisi, che sono inserite nel tessuto cittadino al
punto che, per la Ideal Standard, gli operai avanzano l�ipotesi di un
interessamento immobiliare su un�area cos� prestigiosa. Se le RSU delle diverse
fabbriche non prendono l�iniziativa di cominciare a parlarsi, toccher� agli altri
operai agire di buon senso.
http://www.youtube.com/watch?v=mEfWPfjolgU
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Operai Contro
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mer, 07 ott @ 13:01
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MESSINA: NIENTE LUTTO NAZIONALE
Pubblicato in:: Numero614-09
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Messina: 25 morti e dieci dispersi.
Bertolaso ha detto che probabilmente ci sono molti extracomunitari tra i sepolti, ma
quelli non contano.
A Messina volevano il lutto nazionale.
Neanche per il cazzo ha detto Berlusconi.
Mi hanno chiamato ladro e assassino, se mi baciavano la mano allora si poteca
vedere.
Cazzo, cazzo, gli hanno gridato solo ladro e assassino.
video della contestazione contro Berlusconi
http://www.youtube.com/watch?v=qZ6q3rCEOMM
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Operai Contro
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mer, 07 ott @ 12:47
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AFGHANISTAN: PIU\' VOTI CHE VOTANTI
Pubblicato in:: Numero614-09
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Dati riservati delle Nazioni Unite sulla contestata elezione presidenziale in
Afghanistan mostrano che il conteggio dei voti ufficiali in alcune province supera il
numero dei votanti di 100.000 unità o più. Lo scrive stamani il Washington Post sul
suo sito. Nella provincia meridionale di Helmand, dove 134,804 voti sono stati
registrati, le Nazioni Unite stimano che solo 38.000 persone, ma forse appena 5.000,
abbiano effettivamente votato.
La Commissione elettorale indipendente ha riportato che 212.405 voti validi sono
stati depositati nelle urne nella provincia di Paktika, fra i quali 193.541 per
Karzai. Le Nazioni Unite hanno stimato però che soltanto 35.000 persone abbiano
votato. Il Washington Post scrive che ci sono anche accuse di frodi per i sostenitori
del principale avversario di Karzai, Abdullah Abdullah, ma in percentuale minore. Il
portavoce dell'Onu a Kabul, Dan McNorton, ha detto al giornale che "le informazioni
che avete sono dati grezzi non provati e dovrebbero essere valutati come tali". I
risultati preliminari delle elezioni davano a Karzai il 54,6 dei voti, ma la
Commissione per i ricorsi elettorali ha ordinato un nuovo conteggio del 12% dei seggi
dopo aver riscontrato "chiare e convincenti prove di brogli".
Ebbene perchè meravigliarsi. L'imbroglio e' la forza della democazia borghese.
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Operai Contro
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mer, 07 ott @ 08:02
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ALSTOM DI COLLEFERRO: RICETTA OPERAIA FRANCESE
Pubblicato in:: Numero614-09
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La Alstom di Colleferro (ex Fiat ferroviaria) produce carrozze ferroviarie ormai
da sempre, da quando si chiamava CFC (carrozze ferroviarie colleferro) avvelenando
una generazione di operai con le fibre di amianto.
In Italia la Alstom impiega 2.500 operai.
Fino a cinque anni fa, a Colleferro, vi lavoravano più di 600 operai, poi come in
molti stabilimenti i padroni ristrutturavano, mandando in mobilità e licenziando
gli operai
I sindacalisti compiacenti spacciavano per conquista ogni riduzione di operai.
Oggi la Alstom impiega circa 150 dipendenti.
Un anno fà la prima crisi; da una parte cassa integrazione, dall’altra aumento degli
straordinari e contratti a termine.
La multinazionale francese aveva già annunciato un anno fa l’intenzione di chiudere e
portare la costruzione di treni con il brevetto del “Pendolino” dove la manodopera
fosse più a buon mercato in altre parole dove i padroni potessero fare più
profitti.
Anche allora la risposta operaia fu convogliata dai sindacalisti compromessi in
cortei e scioperi che oggettivamente facevano l’interesse del padrone.
Questa mattina, martedì 6 ottobre, i dirigenti della Alstom hanno ufficializzato la
chiusura, gli operai in assemblea permanente li hanno trattenuti, come da recente
copione francese, per alcune ore.
Dopo la mediazione delle autorità locali i manager alle 20.00 ”visibilmente provati”
dalla ricetta d’oltre alpe si sono concessi alle decine di giornalisti assiepati
davanti ala fabbrica.
Domani si saprà se gli operai hanno ottenuto qualcosa ma è evidente che al di là dei
risultati concreti ottenuti, gli operai non sembrano più disposti a subire
passivamente le decisioni dei padroni e l’immobilità dell’attuale linea sindacale.
I compagni AsLO Lazio
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Pubblicato da :
Operai Contro
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mar, 06 ott @ 21:28
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OPERAI \'SEQUESTRANO\' TRE MANAGER
Pubblicato in:: Numero614-09
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Colleferro, 6 ott. - Abbiamo bloccato l'intero stabilimento, al momento la Alstom
di Colleferro e' occupata da 150 operai''. Lo dice all'ADNKRONOS Massimo Tabolacci,
delle Rsu della Femca Cisl, in merito alla protesta degli operai della Alstom di
Colleferro che, in seguito a una riunione con i vertici aziendali, da questa mattina
impediscono a tre manager di uscire dalla fabbrica. A scatenare la protesta dei
dipendenti la possibile chiusura dello stabilimento tra 9 mesi.
''Nella riunione di questa mattina - spiega il sindacalista - ci hanno annunciato che
con ogni probabilita', qualora non cambino le condizioni relative alle commesse e
agli ordini, la fabbrica chiudera'''.
A quel punto, prosegue Tabolacci, ''gli operai sono saliti in direzione, limitando il
campo di azione dei manager. Ora aspettiamo l'assessore regionale Tibaldi e speriamo
che questa vertenza abbia un esito positivo''.
http://www.youtube.com/watch?v=3ZIW5XHqBFs
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Pubblicato da :
Operai Contro
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