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Totale articoli "Numero754-10" : 5098

ven, 16 lug @ 18:40
CINA, OPERAI IN SCIOPERO
Pubblicato in:: Numero754-10
 Uno sciopero ha interrotto l'attività in un'industria della Cina meridionale
fornitrice della giapponese Honda Motor, in quella che è solo l'ultima in ordine di
tempo di un'intensa serie di proteste degli operai cinesi, che chiedono di godere
maggiori benefici dalla nuova ricchezza economica.

Lo sciopero alla Atsumitec Co., nella città di Foshan, è iniziato lunedì scorso, con
170 operai che si sono fermati in risposta al licenziamento di circa altri 100 da
parte della proprietà, secondo quanto spiegato da un operaio.

"Il governo locale ha mandato la polizia nella nostra fabbrica, saranno qui nel
pomeriggio", ha detto l'operaio.

Una portavoce della Honda ha confermato da Tokyo che gli operai della fabbrica, che
si occupa della fornitura di leve del cambio, sono in sciopero dal 12 luglio.

L'agitazione mette fine a un paio di settimane di relativa calma per le industrie
straniere in Cina, tra maggio e giugno state colpite da numerosi scioperi di operai,
che chiedono stipendi più alti.

Pubblicato da : Operai Contro  | 
ven, 16 lug @ 18:32
FIAT DI MELFI, CRONACHE OPERAIE 7
Pubblicato in:: Numero754-10
Alla Fiat di Melfi altre due ore di sciopero sul turno B, anticipano la
manifestazione che si terrà a Melfi sotto le mura di cinta dell'antica Porta
Venosina.
Alcuni operai residenti nei comuni vicini ritornano nelle proprie case per dormire
qualche ora, altri si fermano a Melfi nei pressi delle vecchie mura.
In prima mattinata arrivano i dirigenti e funzionari del sindacato, incominciano a
preparare striscioni, bandiere e manifesti, agli operai del turno C nel frattempo
tocca iniziare lo sciopero di 8 ore. Dalle prime notizie risulta che una linea al
Montaggio è completamente ferma, l'altra va avanti a singhiozzo. La manifestazione ha
inizio, gli operai si fanno sentire, il corteo arriva nel centro storico e fra grida
e slogan gli operai raggiungono i compagni licenziati Barrozzino, Lamorte e
Pignatelli. Il primo intervento molto critico nei confronti del presidente della
regione è quello del segretario provinciale della Fiom, Emanuele De Nicola, gli altri
interventi si susseguono, infine parla il segretario nazionale della Fiom Landini che
prende una posizione molto netta contro la Fiat.
Nel frattempo l'operaio licenziato Marco Pignatelli si è sentito male e interviene il
118.  
Gli operai presenti alla manifestazione e i dirigenti sindacali invitano gli operai
che si trovano sul muro di cinta della Porta Venosina a scendere e a ritornare presso
i cancelli della fabbrica.
Barrozzino, Lamorte e Pignatelli all'inizio non sono tanto convinti di scendere, alla
fine prevale la ragione di mettere in campo altre iniziative di lotta e raggiungono
gli operai che si trovano al di sotto delle vecchie mura.
La visibilità l'hanno avuta, finalmente i telegiornali nazionali si sono accorti di
loro, adesso è necessario riprendere il contatto diretto con gli operai combattivi
che non dovranno più lasciare la fabbrica per recarsi a Melfi. Scatta lo sciopero di
8 ore anche sul turno A, stasera toccherà agli operai del turno B, la battaglia
continua.

Alla Fiat di Melfi altre due ore di sciopero sul turno B, anticipano la
manifestazione che si terrà a Melfi sotto le mura di cinta dell'antica Porta
Venosina.
Alcuni operai residenti nei comuni vicini ritornano nelle proprie case per dormire
qualche ora, altri si fermano a Melfi nei pressi delle vecchie mura.
In prima mattinata arrivano i dirigenti e funzionari del sindacato, incominciano a
preparare striscioni, bandiere e manifesti, agli operai del turno C nel frattempo
tocca iniziare lo sciopero di 8 ore. Dalle prime notizie risulta che una linea al
Montaggio è completamente ferma, l'altra va avanti a singhiozzo. La manifestazione ha
inizio, gli operai si fanno sentire, il corteo arriva nel centro storico e fra grida
e slogan gli operai raggiungono i compagni licenziati Barrozzino, Lamorte e
Pignatelli. Il primo intervento molto critico nei confronti del presidente della
regione è quello del segretario provinciale della Fiom, Emanuele De Nicola, gli altri
interventi si susseguono, infine parla il segretario nazionale della Fiom Landini che
prende una posizione molto netta contro la Fiat.
Nel frattempo l'operaio licenziato Marco Pignatelli si è sentito male e interviene il
118.  
Gli operai presenti alla manifestazione e i dirigenti sindacali invitano gli operai
che si trovano sul muro di cinta della Porta Venosina a scendere e a ritornare presso
i cancelli della fabbrica.
Barrozzino, Lamorte e Pignatelli all'inizio non sono tanto convinti di scendere, alla
fine prevale la ragione di mettere in campo altre iniziative di lotta e raggiungono
gli operai che si trovano al di sotto delle vecchie mura.
La visibilità l'hanno avuta, finalmente i telegiornali nazionali si sono accorti di
loro, adesso è necessario riprendere il contatto diretto con gli operai combattivi
che non dovranno più lasciare la fabbrica per recarsi a Melfi. Scatta lo sciopero di
8 ore anche sul turno A, stasera toccherà agli operai del turno B, la battaglia
continua.

Pubblicato da : Operai Contro  | 
ven, 16 lug @ 08:17
NDRINE, POLITICA E PADRONI
Pubblicato in:: Numero754-10
da Peacereporter

Amianto, Eternit, Fanghi industriali. "Amianto? In Calabria ne troviamo quintali ogni
estate sulle spiagge, dall'una all'altra provincia, portati anni addietro da chissà
quali stabilimenti del Nord industrializzato. Riaffiorano dopo chissà quanti
decenni", ribatte Claudio Cordova, 24 anni di cui otto vissuti sul crinale della
lotta antimafia, autore di ‘Terra venduta' per i tipi di Laruffa, dove ripercorre le
vergogne della ‘Discarica d'Italia', dalla Pertusola a Crotone (stabilimento dismesso
di un'azienda pubblica) alla discarica di Motta San Giovanni fuori Reggio dove,
appurò l'inchiesta ‘Leucopetra' della Dda reggina, la famiglia Iamonte (quasi tutta
arrestata lunedi nell'operazione Crimine, ndr) aveva seppellito centomila tonnellate
di rifiuti tossici, fanghi e olii residui dalla combustione termoelettrica di una
centrale Enel del brindisino. Centomila tonnellate di rifiuti pericolosi.

Le Ndrine hanno avvelenato acqua aria e terra Calabra per 30 anni e, scoprono adesso
i magistrati milanesi, da 15 anni lo fanno anche ai danni dei 'lumbard'.

Stelvio, Valtellina, Como, Fiera, Portello... Sembra che un po' di coscienza la
avessero i dipendenti della ditta ‘Perego',  di Ivano Perego, destinatario di una
richiesta di arresto del gip Giuseppe Gennari insieme con 4 complici. E' un
provvedimento distaccato della mega inchiesta da 300 arresti che ha visto collaborare
procure antimafia di Milano e Reggio sullo Stretto: gli operai vennero intimiditi
dagli sgherri della Ndrina a cui in realtà la ditta apparteneva; i picciotti di
Salvatore Strangio di Platì picchiavano e minacciavano gli operai con un minimo di
scrupoli che si stavano accorgendo di sotterrare pericolosissimo amianto negli scavi
dei lavori appaltati dalla Perego General Contractor, un nome moderno per truffe
vecchie come il cucco e come la morte. Strada statale del passo dello Stelvio, in
Valtellina, ospedale Sant'Anna di Como, l'area ‘Portello' di Milano, la nuova ‘City
Life' che va a soppiantare la vecchia Fiera: Milano, Lombardia, Padania, tutte
inondate di rifiuti tossici dalla mafia che si continua colpevolmente a sottolineare.
Finché non comincia ad ammazzare i cittadini, minandone la salute.

Pubblicato da : Operai Contro  | 
ven, 16 lug @ 08:02
IL PARTITO OPERAIO INFORMALE
Pubblicato in:: Numero754-10
Cari comp., vi inoltro per conoscenza la lettera che ho inviato ad alcuni comp.
con i quali sono a contatto. Dino

L’inizio fu il partito operaio informale …

Cari comp.,
l’ultimo numero di «OperaiContro» (n. 132, giugno 2010) pubblica un Appello/articolo
dal titolo: L’inizio fu il partito operaio informale … (in allegato).
La questione posta è strettamente collegata a quanto stiamo affrontando.
Per cui ritengo doveroso che per prima cosa si diffonda l'Appello/articolo ad
«amici&parenti» e, soprattutto, che ci si pronunci in merito, anche per allargare il
confronto, coinvolgendo altre esperienza.
Da parte mia, l’Appello/articolo mi trova sostanzialmente d’accordo nel centrare
l’attenzione sugli esiti della crisi. E, a questo proposito, ricordo ciò che
recentemente avevo sottolineato:
a) La crisi ha posto in modo inequivocabile la centralità della fabbrica come luogo
cardine dell’estorsione di plusvalore, spazzando via le suggestioni sociologiche come
la «scomparsa della classe operaia», la «fabbrica diffusa», il «lavoro immateriale»
ecc. ecc., di moda fino all’altro ieri.

b) Allo stesso tempo, la crisi sta distruggendo risorse, in primis la «forza lavoro»,
gli operai. Nelle metropoli e soprattutto nelle periferie, la crisi esaspera e dilata
l’esercito industriale di riserva, una massa di senza risorse destinata a entrare
solo occasionalmente nel processo produttivo. Prospettiva che manda a rotoli le tesi
apologetiche di un indefinito sviluppo del modo di produzione capitalista, che ha tra
i suoi cantori i pallidi sicofanti di Lotta Comunista.

Il decantato boom industriale cinese non è in grado di accogliere le centinaia di
milioni di lavoratori espulsi dalle campagne (e anche dalle industrie di Stato …),
altrettanto in India, altrettanto in Brasile, altrettanto in Russia … e altrettanto
in Italia, quando verrano meno i sussidi (a partire dalle multe per le «quote
latte»).

Sul piano pratico, il declino del modo di produzione capitalistico pone sul tappeto
l’atteggiamento che i proletari italiani devono avere nei confronti dei proletari
extra comunitari, costretti ad arrangiarsi, la cui esistenza spesso passa dallo
sfruttamento delle cooperative ai CIE … per finire nei lager della Libia o di altri
«paradisi», dove la distruzione di risorse umane adotta ormai le formule della
«soluzione finale» di hitleriana memoria.

A questo proposito, ricordo che per i prossimi anni è previsto un flusso migratorio
che riguarderà 700milioni di umani, ovviamente dai paesi «poveri» verso i paesi
«ricchi» …  [Moisés Naim, 700 milioni la migrazione del secolo, «Il Sole 24 Ore», 23
febbraio 2010].

Ed è questa una questione cruciale che, secondo me, i comp. di OperaiContro lasciano
sullo sfondo.

Sullo sfondo (ma non tanto), abbiamo gli aspetti di degenerazione parassitaria,
generati dalla prevalenza della speculazione finanziaria a scapito delle attività
produttive (economia reale): una vera lebbra che impesta tutta la vita sociale. E sul
piano politico, basta vedere la classe dirigente italiana …

Parliamone.

Dino


                                                                           
Pubblicato da : Operai Contro  |  Allegato:oc132.pdf
ven, 16 lug @ 07:51
SULLA PERSECUZIONE FIOM E LA LOTTA OPERAIA
Pubblicato in:: Numero754-10
Da tempo vedo il nostro quotidiano Comunista parlare di "lotta alla FIOM" e di
"repressione sindacale". Ad onor del vero, e per mera completezza di cronaca,
andrebbero citati tutti quei licenziamenti e richiami padronali contro attiviste ed
attivisti del sindacalismo di base, dallo SLAI-COBAS alla CUB. Vedasi, a puro titolo
esemplificativo, la vicenda del compagno Operaio Francesco Ferrentino, delegato CUB
presso la FIAT di Melfi, licenziato e reintegrato quasi una decina di volte. Questi
episodi, nati e cresciuti ben prima dell'avvento dell'aguzzino borghese Marchionne,
non sono stati citati da "Il Manifesto". O se citati, non con lo stesso clamore con
il quale oggi si parla di "repressione e rappresaglia sindacale" verso iscritte ed
iscritti FIOM-CGIL.Anche il nostro volantino è finito nelle nebbie redazionali, senza
citare i ben più espliciti comunicati di Operaie ed Operai auto-organizzati finiti
nel dimenticatoio della redazione. Se non volete fare la fine di un triste e
grottesco quotidiano partitico filo-borghese come "Liberazione", vi prego di una
quanto più solerte risposta a questa mia. Da quotidiano lettore del vostro/nostro
giornale.
Con stima e sostegno,

Mattia Laconca - Metalmeccanico - Direttivo Provinciale CUB PAVIA

 
Pubblicato da : Operai Contro  | 
ven, 16 lug @ 07:44
FIAT DI MELFI, CRONACHE OPERAIE 6
Pubblicato in:: Numero754-10
Sul turno B alla Fiat di Melfi alle 22.00 del 14 Luglio scattano subito le prime
due ore di sciopero.
Gli operai dopo essere rimasti circa un'ora fuori dai cancelli, entrano in corteo
fabbrica e manifestano la loro rabbia presso la UTE 1-2-3-4.
Prima della mezzanotte, dopo una breve assemblea e di comune accordo gli operai,
decidono che dopo le due di sciopero e dopo la mezzanotte chi vuole può rientrare
sulle postazioni di lavoro.
Chi ha la possibilità di recarsi a Melfi presso l'antica "Porta Venosina" e portare
la solidarietà agli operai licenziati può continuare lo sciopero fino al mattino.
Una manciata di operai che hanno a disposizione la propria vettura, si organizzano, e
sono una cinquantina di operai che partono alla volta di Melfi.
Non è difficile individuare il posto dove sono gli operai licenziati, sul muro
imponente del torrione spicca la maglia rossa "orgoglio operaio" indossata da un
delegato RSU.
E lì, sotto la Porta Venosina, fra un pezzo di pizza e una birra che gli operai
passano tutta la notte.
Alle prime luci dell'alba gli operai salutano i delegati RSU Barrozzino, Lamorte e
l'operaio Pignatelli e ritornano presso i cancelli della fabbrica. 
Adesso spetta agli operai del turno C continuare la protesta.   
Nella stessa giornata scattano altre due di sciopero anche sul turno C, alcuni operai
si recano a loro volta a Melfi per portare la loro solidarietà ai delegati RSU della
Fiom e all'operaio licenziato.
Sotto il sole più cocente del solito, la stessa cosa viene fatta sul turno A, dopo
due ore di sciopero presso la fabbrica qualche decina di operai raggiungono i
compagni licenziati.
Adesso si discute sulla manifestazione di domani 16 che era prevista a Potenza presso
la sede di Confindustria ma per gli eventi decisi dagli operai licenziati viene
spostata nei pressi dell'antica Porta Venosina di Melfi.  
Pubblicato da : Operai Contro  | 
ven, 16 lug @ 07:35
LA LEGA IGNORA GLI OPERAI
Pubblicato in:: Numero754-10
Caro Operai Contro
Bossi e i fresconi capi della Lega non battono ciglio davanti ai licenziamenti
repressivi della Fiat, nei confronti degli operai colpiti a Melfi e a Torino per aver
scioperato contro l’aumento dei ritmi.
La Lega non contrasta certo i piani di padroni e bottegai, si prodiga per ridurre le
tasse per loro e fargli avere finanziamenti.
I fresconi capi della Lega non fiatano davanti alla dichiarazione di  oltre 6 mila
esuberi della Telecom, non gliene può fregare di meno.
La Lega sprona gli allevatori a non pagare le multe delle quote latte, per tener
buoni i loro voti.
Davanti ai problemi delle famiglie operaie che restano senza lavoro, la Lega se ne
sta zitta, sia che i licenziamenti siano in grossi gruppi come Fiat e Telecom, sia
che i licenziamenti siano nelle piccole e medie fabbriche, oppure prende per il culo
gli operai, come è già successo con Cota alla Bialetti e Calderoli alla Indesit. 
Saluti da Grugliasco con affetto

Pubblicato da : Operai Contro  | 

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