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Totale articoli "Numero632-09" : 5098

ven, 20 nov @ 20:46
ELEZIONI RSU AVIO DI POMIGLIANO
Pubblicato in:: Numero632-09
Peppe Iannaccone eletto nella RSU Avio di Pomigliano 

Peppe è un operaio dell’Avio che nel 2006 si rifiutò di firmare l’accettazione dei
sabati lavorativi imposti dall’azienda, attraverso i sindacati collaborazionisti. Per
piegare gli operai ci vollero ben due referendum,visto che nel primo gli operai
avevano votato massicciamente contro e ci volle anche la massiccia mobilitazione
degli impiegati. La FIOM, dopo una blanda opposizione nei referendum, accettò i
sabati lavorativi e i suoi delegati di fabbrica, quasi tutti della sinistra FIOM e di
Rifondazione, immediatamente firmarono. Peppe, che, in quanto primo dei non eletti,
nella RSU era delegato per la quota di un terzo garantito ai sindacati confederali,
si rifiutò di firmare. Si sentiva rappresentante degli operai che avevano votato
contro i sabati, e non erano pochi, e coerentemente non siglò l’accordo. Gli altri
delegati del suo stesso sindacato gli fecero una guerra feroce e la FIOM lo destituì
come delegato sindacale, contro lo stesso statuto dell’organizzazione. A nulla
valsero il ricorso ai probiviri e assemblee di solidarietà. Oggi Peppe è stato eletto
nella RSU dello stabilimento ed è il delegato Fiom che ha ottenuto il maggior numero
di voti. I delegati che lo osteggiarono, almeno quelli che sono rimasti nello
stabilimento e non hanno fatto carriera all’esterno, non sono stati invece eletti, e
non sono neanche i primi fra i non eletti. 
Auguri Peppe
(iN ALLEGATO IL VOLANTINO DISTRIBUITO ALLA FIAT AVIO)
Pubblicato da : Operai Contro  |  Allegato:Avio_16_11_09.pdf
ven, 20 nov @ 20:37
ALFA DI POMIGLIANO: IL SOGNO DI MARCHIONNE
Pubblicato in:: Numero632-09
Come uscire dalla crisi secondo Marchionne: fare il doppio della produzione con
metà degli addetti, la stessa ricetta applicata agli inizi degli anni ottanta.
Circolano sulla stampa nazionale notizie su un presunto piano industriale della
Fiat.
Notizie diffuse ad arte per farci accettare senza proteste un anno di cassa
straordinaria. Dal “piano” emerge però chiaramente quello che Marchionne vorrebbe da
noi: farci lavorare di più e con meno gente negli stabilimenti.
Nei “sogni” di Marchionne a Pomigliano si produrranno 270.000 Panda all’anno e
nessuna Alfa. Facendo un po’ di conti, vediamo che in Polonia con 5.800 addetti fanno
645.000 vetture. Allora, a Pomigliano, per farne meno della metà serviranno sì e no
3.000 addetti.
Quindi nel “sogno” di Marchionne, molti di noi sono fuori.
Pubblicato da : Operai Contro  |  Allegato:Alfa_18-11-09.pdf
ven, 20 nov @ 20:22
OPERAI LASME NON HANNO INTENZIONE DI ARRENDERSI
Pubblicato in:: Numero632-09
Lasme
Dopo oltre tre mesi di lotta gli operai della Lasme di Melfi resistono ancora.
Lo stabilimento doveva chiudere, l’azienda aveva subito dichiarato la messa in
liquidazione.
Come decine di altre fabbriche si avviava alla solita prassi cassa integrazione –
mobilità - chiusura, tutto sottoscritto al solito con un bel accordo sindacale dietro
la promessa del reinserimento di qualche operaio in qualche altro stabilimento.
La lotta ha fatto saltare il banco. E l’azienda è stata costretta a mediare. 
Ha invocato l’intervento della polizia già contro il presidio esterno, intervento che
è stato minacciato a più riprese. Poi si è accontentata che gli operai non entrassero
nello stabilimento. Ma gli operai dopo alcuni giorni sono entrati, affrontando anche
la reazione armata dei vigilantes. Per un po’ il presidio si è limitato ad occupare
il cortile interno ai cancelli, con un gruppo di operai sul tetto. Passati alcuni
giorni, gli operai sono scesi dal tetto, ma il presidio ha occupato tutta la
fabbrica. Ora gli operai sono nello stabilimento con alcuni su un carro ponte per
protesta, ed è un dato di fatto.
I posti che erano stati promessi inizialmente per ricollocazione erano meno di
quaranta, ora sono arrivati a più di ottanta. Sono solo promesse, ma prima non
c’erano neanche quelle. 
Hanno cercato di piegare gli operai a muso duro, e non ci sono riusciti. Poi hanno
cercato di spaccarli promettendo il lavoro ad una parte di loro. La UILM, il FISMIC e
la FIM hanno fatto il lavoro della quinta colonna, sostenendo la soluzione aziendale,
che salvava pochi.
Solo chiacchiere che non sarebbero state rispettate, ma che hanno fatto tentennare
qualcuno.
Un gruppo consistente di operai ha capito il gioco e ha forzato la mano e alcuni di
loro sono saliti sul carroponte, in questo modo hanno sicuramente evitato che fosse
firmato l’accordo di svendita.
Sono decisi a resistere partendo da una semplice considerazione: nessuno, neanche la
maggioranza degli operai Lasme può decidere il licenziamento di una parte degli
operai dello stabilimento.
Sono convinti ad andare avanti. Le loro parole d’ordine sono chiare: gli operai non
abbandonano lo stabilimento. La cassa integrazione, se ci deve essere, deve essere
per tutti, a rotazione, e chi continua a lavorare lo fa nello stabilimento.
Ieri, 18/11, si è svolta l’assemblea che nelle aspettative di FIM, UILM e FISMIC
doveva siglare l’accordo di svendita a scrutinio segreto, ma gli operai hanno
rifiutato la proposta della proprietà. A favore di quest’ultima hanno votato solo 49
lavoratori. Con il voto gli operai hanno scelto la proposta della FIOM, che in alcuni
aspetti conserva però pericolosi margini di ambiguità, cosa questa che potrebbe
essere utilizzata dalla controparte, ma a parte questi aspetti che gli operai
certamente preciseranno nelle prossime scadenze, il mandato è chiaro: la lotta
continua per salvaguardare gli interessi di tutti gli operai della Lasme.
I dirigenti della Lasme vogliono il capannone per venderlo e fare liquidità, per
questo motivo stanno mediando rispetto alla rigidità iniziale.
Prima avevano il problema di licenziare gli operai, ora hanno un problema più grosso:
liberare la “proprietà”.
Massima solidarietà agli operai della Lasme e alla loro grande lotta.
La Sezione AsLO di Napoli

In allegato articolo
Pubblicato da : Operai Contro  |  Allegato:operai-lasme.pdf
gio, 19 nov @ 23:46
USA: COME SCAPPARE DALL\'AFGHANISTAN
Pubblicato in:: Numero632-09
Ignazio calmati. Rimetti la camicia nera nell'armadio.

Obama il criminale di guerra cerca consigli su come scappare dall'Afghanistan.

I guerriglieri vincono e travolgono le truppe occidentali.

Ignazio ritira i soldati Italiani altrimenti molti dovranno piangere i morti.

All'interno articolo tratto da Peacereporter
Pubblicato da : Operai Contro  | 
gio, 19 nov @ 23:26
UN BRAVO CARABINIERE
Pubblicato in:: Numero632-09
Mario Placanica, l'ex carabiniere accusato e poi prosciolto per la morte di Carlo
Giuliani durante il G8 di Genova, è indagato dalla procura di Catanzaro per violenza
sessuale su minore e maltrattamenti. 

Mario Placanica, il bravo carabiniere ?
Pubblicato da : Operai Contro  | 
gio, 19 nov @ 23:14
ARESE: ALFA ROMEO KAPUT
Pubblicato in:: Numero632-09
Dopo trent'anni di manfrine, l'Alfa Romeo di Arese chiude. L'ultimo rimasuglio, il
Centro Stile, va a Torino. I lavoratori, a casa.
Questo è l'esito di una logorante vicenda, in cui si sono sparate, a danno dei
lavoratori, tutte le possibili balle: prima il nazionalismo italiota (contro la Ford)
poi il campanilismo meneghino (contro i «torinesi»), passando per la balla spaziale
dell'auto ecologica del Furmiga. E molti si son fatti infinocchiare (anche grazie a
Cgil e Fiom), mentre Arese passava da 16mila lavoratori alle poche centinaia di oggi,
contando anche i cassintegrati............................

Ricordiamo alcuni passaggi di questa sporca storia, che è perfettamente al passo con
l'attuale evoluzione del modo di produzione capitalistico, all'insegna delle più
sfacciate speculazioni.
Nel 1986, l'IRI di Romano Prodi regalò alla FIAT l'Alfa Romeo, mandando a casa i
signori della Ford , che la stavano comprando, a suon di dollari. Lo stabilimento
maggiore (più di due  2milioni di mq) era quello di Arese (Milano), che allora
contava circa 16mila lavoratori. Via via la produzione di automobili e quindi
l'occupazione sono andate scemando, per cessare del tutto nel 2005, grazie a una
strategia di tagli, scorpori e delocalizzazioni, che ha visto la FIAT disattendere
sistematicamente accordo su accordo. Attualmente, i lavoratori sopravvissuti ad
Arese, meno di un migliaio, tra una cassa integrazione e l'altra vengono occupati in
attività sostanzialmente occasionali, tra cui il centro ricerca e sviluppo design di
FTP Powertrain Technologies. Nel frattempo, la FIAT ha congelato la realizzazione del
Centro Direzionale. L'area è ormai matura per la speculazione immobiliare.
(all'interno articolo completo)
Pubblicato da : Operai Contro  | 
gio, 19 nov @ 14:18
OPERAI LASME
Pubblicato in:: Numero632-09
"Il silenzio si sta consumando intorno alla vertenza Lasme di San Nicola di
Melfi... dopo la bocciatura, da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, dell'ultima
proposta dell'azienda che proponeva la ripresa del lavoro per 55 lavoratori – i quali
sarebbero diventati una sorta di jolly da utilizzare lì dove sarebbero serviti con la
mansione che sarebbe servita – e il licenziamento per i rimanenti 120, TUTTO TACE! 

Una proposta indecente che però sembrava stesse, in queste ore, fungendo da sirena
per alcuni sindacati che, si vociferava, si sarebbero apprestati a firmare.

 Ed ecco che allora le lavoratrici e i lavoratori riprendono quella visibilità che in
queste settimane gli era stata negata... e lo fanno ancora una volta attraverso un
gesto estremo – perchè le lavoratrici e i lavoratori fanno notizia solo quando
compiono gesti estremi – ed in 4 decidono di salire su una piattaforma (all'interno
del magazzino 'Bertello' dal nome del costruttore) a 15 metri di altezza."

Pubblicato da : Operai Contro  | 
gio, 19 nov @ 07:40
BOSSI IL RE DELLA PADANIA
Pubblicato in:: Numero632-09
Protestano anche i lavoratori dell'Alfa Romeo di Arese, tutti in Cassa
integrazione, davanti alla sede di Assolombarda, mentre una delegazione sindacale sta
discutendo con i rappresentanti della Fiat del trasferimento del Centro Stile da
Arese a Torino. Numerosi gli striscioni e le bandiere di Slai-Cobas, Fiom-Cgil e
Flmu-Cub. 

"La chiusura dell'Alfa - spiega Corrado Delle Donne dello Slai-Cobas - è uno sfregio
per tutta Milano, l'Alfa Romeo è stata regalata alla Fiat a suon di tangenti, e
Torino, dopo aver incassato 2 mila miliardi per Arese a fondo perduto vuole chiudere
tutto, toghe rosse cercasi". Secondo Delle Donne "al danno si aggiunge la beffa,
perchè Fiat se ne va da Arese ma lascia a comandare l'area un suo ex manager, Luigi
Arnaudo". 

Davanti alla sede di Assolombarda è stata posata la riproduzione di un bonifico da 4
miliardi di lire eseguito l'11 marzo 1992 da Credito Italiano alla Banque
Internationale de Luxembourge a favore del cliente 'Gabbiano'. "Quel Gabbiano - ha
spiegato Delle Donne - era Bettino Craxi e l'assegno fu staccato da Cesare Romiti
perchè l'Alfa venisse ceduta alla Fiat anzichè alla Ford". I lavoratori hanno rivolto
anche un appello alla Lega Lombarda: "Anche L'Alfa Romeo è in Padania, non è
Terronia, voi dove siete?". 

Pubblicato da : Operai Contro  | 
gio, 19 nov @ 07:33
OPERAI FIAT DI TERMINI IMERESE
Pubblicato in:: Numero632-09
Circa 200-300 operai dello stabilimento Fiat di Termini Imerese e dell'indotto
hanno occupato il municipio. Questa mattina, dopo un'assemblea davanti ai cancelli
della fabbrica, le tute blu si erano messe in marcia verso il centro abitato. In
questo momento, spiega il segretario della Uilm Vincenzo Comella, sindacati e
lavoratori sono riuniti in assemblea con il sindaco Salvatore Burrafato, per
concordare una linea comune sulla vertenza contro il piano dell'azienda, che prevede
di fermare dal 2011 la produzione automobilistica nell'impianto siciliano. La nuova
Lancia Y, infatti, sarà realizzata in Polonia. Proprio oggi sono partire le ulteriori
due settimane di cassa integrazione. 

Contro il piano Fiat si era espressa con forza sabato la Cgil, in occasione della
manifestazione di protesta contro la politica economica del governo tenuta a Roma. 

I circa 200 operai che si trovano in municipio hanno "eletto" un proprio sindaco.
L'operaio ha indossato la striscia tricolore: "Se le istituzioni non prendono in
considerazione i nostri problemi - dicono gli occupanti - cercheremo di fare da
soli". Gli operai chiedono inoltre che le autorità comunali li aiutino a fissare un
incontro con il ministro Claudio Scajola, prima che la Fiat presenti ufficialmente il
piano industriale. Altrimenti "staremo qui ad oltranza", dicono. In particolare si
rivolgono al vicesindaco Gianfranco Miccichè, che è anche sottosegretario alla
presidenza del consiglio dei ministri con la delega al Cipe.

http://www.youtube.com/watch?v=A5nhOLaTjOE


Pubblicato da : Operai Contro  | 
gio, 19 nov @ 07:23
Solidarietà ai militanti del Centro Sociale al Cartella.
Pubblicato in:: Numero632-09
Siamo noi oggi, gli operai della INNSE di Milano ad inviarvi la nostra
solidarietà, per la vile provocazione fascista che vi ha colpito.
L’otto di agosto dall’alto del carroponte abbiamo ricevuto la vostra solidarietà.
Direttamente dal telefonino, mentre in un corteo urlavate contro i padroni e la
speculazione edilizia a Reggio Calabria. Come noi all’INNSE in questi 17 mesi,
abbiamo lottato contro il padrone e la speculazione edilizia a Milano. In quella
manifestazione portaste anche uno striscione che salutava la nostra resistenza ai
licenziamenti ed alla chiusura della fabbrica. Proponevate così questa lotta, come
esempio a tutti gli operai, per la prima volta davanti al mondo intero, mentre noi
eravamo ancora sul carroponte e i nostri compagni sui cancelli con i sostenitori a
vedersela con polizia e carabinieri.
Come operai ci unisce la lotta contro i padroni, contro i fascisti che agiscono
sempre come forza ausiliaria dei padroni. Come operai solidarizziamo con chi come voi
si batte contro i soprusi e la sopraffazione dell’uomo sull’uomo.

Saluti e solidarietà dagli operai della INNSE di Milano.

Pubblicato da : Operai Contro  | 
mer, 18 nov @ 21:05
USA: GLI OPERAI RIBELLI DI DETROIT
Pubblicato in:: Numero632-09

Nel marzo scorso un precedente accordo per la revisione al ribasso del contratto era
passato, ma in sette mesi la musica e' cambiata: il 29 e 30 ottobre la grande
maggioranza dei 41.000 operai della Ford ha respinto il nuovo accordo con cui il
potente sindacato dell'auto UAW (azionista della Ford) tentava di far loro accettare
ulteriori sacrifici. Negli ultimi mesi, piccoli gruppi di rappresentanti sindacali o
singoli operai spontaneamente si sono mobilitati giorno per giorno instancabilmente,
nei diversi stabilimenti, per denunciare il tradimento. Ecco uno dei tanti volantini
e manifesti che sono circolati, espressione di un sindacalismo operaio emergente che
ha contribuito a rendere schiacciante la vittoria dei " No ".

E' INACCETTABILE!

Gli operai Ford hanno messo in chiaro che non sono disposti ad accettare ulteriori
concessioni. Ma i vertici della UAW non ascoltano gli iscritti. Non fanno quello che
gli operai vogliono, per questo ora saremo NOI stessi a parlare a nostro nome.
Ecco le concessioni che vogliono imporci:

-Niente scioperi nei prossimi 6 anni per aumenti di salario o altri miglioramenti. In
altre parole, anche solo per recuperare qualcosa di quel che abbiamo perso (scatti
salariali, premi di produzione, contingenza, pause di riposo), non potremo usare
l'arma dello sciopero. Sara' un arbitro a decidere. E l'arbitro sara' autorizzato a
mantenere i nostri salari e le condizioni di lavoro a un livello pari a quello delle
altre industrie automobilistiche, compresi gli impianti dislocati. A che serve un
sindacato senza il diritto di sciopero?

- Salari congelati per 6 anni per i nuovi assunti. I nuovi assunti gia' riceveranno
la meta' della nostra retribuzione, e adesso si vuole il nostro consenso per tenerli
in condizioni ancora peggiori. Se ora noi facciamo loro questo, cosa faranno in
futuro i nuovi assunti quando si troveranno a votare sui nostri salari, benefici e
pensioni?

-Blocco dei passaggi di qualifica ed eliminazione di quelle piu' alte. 

Stanno cercando di convincerci che queste non sono concessioni. Che cosa ne pensate?


Vogliono farci credere che l'azienda promette in cambio piu' posti di lavoro, ma
queste promesse sono le stesse che hanno fatto lo scorso febbraio e nel 2007. A ogni
contratto promettono garanzie sull'occupazione, e a ogni contratto abbiamo meno posti
di lavoro.

Pensano di farci votare "SI" con il contentino di un bonus di 1000 dollari? Questo e'
uno schiaffo in faccia! Abbiamo probabilmente perso 10.000 dollari solo con le ultime
concessioni sul contratto.
E adesso vogliono farci rinunciare al nostro diritto di combattere per qualsiasi
aumento nei prossimi 6 anni. Tutto in cambio di un bonus di 1000 dollari? Ma stiamo
scherzando?

La Ford dice che e' grata ai dirigenti della UAW per l'aiuto che stanno dando nel
mantenere l'azienda competitiva. Vogliono farci credere che la Ford e' in
difficolta'. Ebbene, gli operai della Ford stanno male per davvero. Non possiamo
rinunciare ad altro ancora.

Ogni volta che abbiamo dovuto accettare concessioni, sono tornati a chiederne di
piu'.
L'unico modo per porre un limite alle concessioni e' dire "No" una volta per tutte.

Gary Walkowicz, Stabilimento di camion di Dearborn (Detroit)
Membro della commissione per la contrattazione
(313) 737-3166 - GWALK15@peoplepc.com 
14 ottobre 2009

In allegato il volantino originale in inglese.

Pubblicato da : Operai Contro  |  Allegato:ford.pdf
mer, 18 nov @ 20:51
OPERAI ALCOA SI SCONTRANO CON LA POLIZIA
Pubblicato in:: Numero632-09
Gli operai dell'Alcoa (Sardegna) sono mesi che lottano contro la chiusura della
fabbrica. 

Stanchi di aspettare hanno fatto un corteo per le vie di Roma.

Partono all' improvviso da piazza Venezia, bloccano il traffico in via del Corso dove
hanno il primo scontro con la polizia; una frangia si stacca correndo aggirando
galleria Colonna per riscontrarsi con la polizia all' angolo con la Rinascente.

Qui manganellate violente e una testata da parte dei poliziotti. Tutti poi di nuovo
in corteo verso il ministero del lavoro; a rischio infatti 2000 posti di lavoro per
un debito dell' Alcoa nei confronti dello stato di circa 400 milioni di euro.

Questa volta niente mercenari: contro gli operai il governo ha mandato direttamente i
poliziotti

http://www.c6.tv/archivio?task=view&id=6970
Pubblicato da : Operai Contro  | 
mer, 18 nov @ 08:50
CAZZO: NUOVAMENTE IN CRISI
Pubblicato in:: Numero632-09
La crisi era finita e la ripresa era iniziata.

Ora siamo punto e a capo: la crisi c'e' ancora.

La produzione industriale negli Stati Uniti e' cresciuta in ottobre dello 0,1%, ben
meno dello 0,3% atteso dagli analisti. Sebbene si tratti del quarto mese consecutivo
di crescita dell'indice, il rallentamento solleva dubbi sulla forza della ripresa nel
medio periodo. Il tasso di utilizzo degli impianti si e' assestato nel mese al 70,7%,
in lieve rialzo dal 70,5% di settembre ma ancora ben lontano da quell'80% che
rappresenta il pieno utilizzo degli impianti.

Secondo i dati del governo, nel corso degli ultimi dodici mesi terminati in ottobre
la produzione industriale e' calata del 7,1% mentre il tasso di utilizzo degli
impianti e' sceso dal 75,4% dell'ottobre 2008 all'attuale 70,7%. 

In ottobre la produzione del comparto manifatturiero e' calata dello 0,1% con un
tasso di utilizzo invariato al 67,6%. In particolare la produzione di auto e' calata
dell'1,7% e il tasso di utilizzo e' sceso al 51,5% dal 52,1% di un anno fa. 

La produzione del settore minerario e' invece calata dello 0,2% dopo essere aumentata
dello 0,6% il mese precedente con un calo del tasso di utilizzo all'83,5% dall'83,6%
di settembre mentre il comparto delle utilities ha registrato un saldo positivo
dell'1,6% grazie a temperature eccezionalmente basse per il mese.
Pubblicato da : Operai Contro  | 
mer, 18 nov @ 08:32
Rothe Erde -Metallurgica Rossi, che fa parte del gruppo Thys
Pubblicato in:: Numero632-09
Momenti di tensione stamani davanti all'azienda Rothe Erde -Metallurgica Rossi,
che fa parte del gruppo Thyssen Krupp.

 Due gruppi di operai si fronteggiano 

Da un lato vi sono gli operai in via di licenziamento, 45, e chi da' loro
solidarieta', dall'altro chi vorrebbe lavorare.

 Dal 19 ottobre c'e' un presidio e non si puo' piu' entrare. Sembra che l'azienda
intenda riaprire le trattative.[/b}

Pubblicato da : Operai Contro  | 
mer, 18 nov @ 08:25
EUTELIA: I LAVORATORI IN PIAZZA
Pubblicato in:: Numero632-09
Corteo dei lavoratori Eutelia per le vie del centro di Roma. L'azienda ha previsto
il licenziamento di 1.500 dipendenti.

 Alla manifestazione hanno partecipato diverse migliaia di persone. 

Questa volta non c'erano i mercenari del padrone, ma gli agenti antisommossa dello
Stato.

Il corteo ha visto anche momenti di tensione, quando i manifestanti hanno scandito
slogan 'Vergogna, vergogna' guardati a vista da agenti in assetto anti-sommossa.
Pubblicato da : Operai Contro  | 

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