Totale articoli "Numero740-10" : 5085
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gio, 17 giu @ 07:33
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I GANGSTER LITIGANO
Pubblicato in:: Numero740-10
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Anche Formigoni e' contro Tremonti, e' una lite tra gangster per spartirsi il
bottino.
Ai governatori del Pdl che incontra a Palazzo Grazioli insieme ai capigruppo e ai
coordinatori, il premier Silvio Berlusconi promette che una riflessione su possibili
ritocchi verrà fatta. "Ci ha detto che la cifra totale della manovra non possiamo
cambiarla - spiega Roberto Formigoni lasciando la riunione - perché siamo vincolati
all'Ue, ma lavoriamo per ripartirla diversamente".
I borghesi di sinistra vogliono salvare il capitale a costo zero. Bersani vuole
incoraggiare la crescita ( di chi? ) favorendo la libertà di impresa ( i padroni ) e
tagliando i costi ai consumatori (alla piccola e media borghesia).
Magistrati e medici sono sul piede di guerra contro i tagli di Tremonti.
Operai, dobbiamo difendere i nostri interessi. Organizziamo il nostro partito

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Operai Contro
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gio, 17 giu @ 07:13
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RESOCONTO ATTIVO FIOM DEL 16 GIUGNO A POMIGLIANO
Pubblicato in:: Numero740-10
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Ore 15.30 assemblea FIOM a Pomigliano d'Arco: vado con lo scooter o con l'auto?
No, con lo scooter, lascio la macchina a mia moglie perchè se dovesse succedere
qualcosa, che so l'occupazione, un'azione dimostrativa, almeno lei ha
un'alternativa... Mi sobbarco 27 KM , non so se mi spiego! La Sala dell'Orologio,
sede scelta per l'assemblea, quando arrivo è gremita: molte facce note, ma anche
assenze. Prende la parola Landini, segretario nazionale FIOM, che ribadisce il
ricatto della Fiat: lavoro in cambio della rinuncia a diritti inalienabili.
Sottolinea che nessun'altra Organizzazione, nemmeno la casa madre (CGIL n.d.r.), può
prendere decisioni al posto della FIOM e che nessuno dovrà partecipare ad un
referendum illegittimo e anticostituzionale.
Interviene il Responsabile del settore auto FIOM Amendola che attacca la CGIL campana
per le sue dichiarazioni sul referendum: votare e votare SI!!!!
Dichiara di essersi sentito tradito da queste affermazioni, sostenendo invece le
posizioni di Landini.
Interviene anche un esponente della segreteria CGIL campana, accolto da una bordata
di fischi: tra un'interruzione e l'altra, cerca di spiegare la sua posizione. Non si
può trattare sui diritti, ma 700 milioni di euro di investimenti ....forse fanno
cambiare idea. Si voti sì, allora, e poi si faccia una battaglia legale per
riconquistare quello che si è perso!
Qualcuno dietro di me sbotta: "40 anni di lotte buttate nel cesso..." Mi giro e gli
chiedo di smetterla, ma mi emoziona e esco urlando che così facendo non c'è più
nemmeno il rispetto per quanti per quelle lotte hanno perso la vita!
Fumo una sigaretta per calmarmi e rientro, un compagno sta intervenendo: rivendica
una lotta partigiana. Rido pensando all'intervento precedente di Landini che
suggeriva una lotta "nella legalità"!
Dopo alcuni interventi che confermano la validità della posizione assunta nella
vicenda dalla FIOM, arrivano le conclusioni di Masini, Responsabile Nazionale FIOM
del Settore Auto: ricorda che a Mirafiori le RSU FIOM hanno manifestato in un
documento la propria solidarietà ai lavoratori di Pomigliano, dicendosi pronti a
sostenerli in qualunque azione di lotta, e che alla SEVEL sono state indette due ore
di sciopero ed è stata organizzata una raccolta di firme sempre per i lavoratori di
Pomigliano. Ribadisce che da quest'assemblea deve uscire un documento che dia le
linee per la prosecuzione della lotta e l'assemblea fa proprie le decisioni già prese
in Comitato centrale.
Scherzando con un amico gli dico: "Ma fa che mo dice facciamo come Piazza Statuto?"
Il mio amico mi dà dello scemo…
Nel silenzio assordante mi avvio a una schiavitù permanente, ma d’improvviso un
fiocco rosso mi avvolge e la luce della rivolta si accende: sono pronto per
combattere!
Un operaio di Pomigliano
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Operai Contro
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gio, 17 giu @ 07:06
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LA LEGA, LA CICALA E LA FORMICA
Pubblicato in:: Numero740-10
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La Lega, la cicala e la formica.
Caro Operai Contro
La crisi non guarda in faccia il clientelismo elettorale, le aziende continuano a
chiudere. In padania nel 2000 gli allevatori bovini erano 81.000, oggi sono 46.000.
Eppure avevano votato Lega e la Lega li aveva sostenuti e finanziati, devono ancora
pagare le multe per le quote latte, un contenzioso aperto con l’Europa. Ora lo
scaricabarile tra governo e regioni sui tagli per racimolare i 25 miliardi di euro
della finanziaria, è uno scontro sui presupposti del federalismo cosiddetto.
Le regioni in attivo (diventate sinonimo di virtuosismo) non vogliono essere spremute
come quelle in rosso, (diventate sinonimo di spreco). Come si vede il federalismo
poggia sulla favola della cicala e della formica. Premesso che ad essere spremuti,
sia centralmente che localmente sono sempre i soliti noti.
Le regioni in attivo vogliono gestire la torta in proprio, ma il governo dice che le
casse sono vuote e la favola del federalismo va bene se, oltre alle tasse e
contributi che si prende Roma ladrona, se ne aggiungono altre a livello regionale
e/o locale.
“Padroni a casa nostra” è proprio un bello slogan della Lega che rafforza gli
interessi e la figura del padrone.
Gli operai si ritrovano con un salario alleggerito, e alle porte minacciosi aumenti
della spesa sociale, sotto forma di nuovi tichet sanitari, tariffe dei trasporti ,
ecc. Quella spesa sociale che né la Lega, né gli enti locali né il governo centrale,
intendono coprire prendendo i fondi dove ci sono: espropriando padroni, ricchi e
parassiti dei loro capitali, dei loro beni e delle loro ricchezze, accumulate sul
lavoro di operai e poveri cristi.
Saluti da Bonate Sotto (BG)
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Operai Contro
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gio, 17 giu @ 07:00
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OPERAI CARLO COLOMBO
Pubblicato in:: Numero740-10
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Ultim'ora. Stasera 16 giugno 2010, 7 operai della Colombo trafilerie di rame, sono
saliti sul tetto dell'azienda di Agrate Brianza, per protesta contro i licenziamenti
e la chiusura della fabbrica.
Si preparano a passare la prima notte sul tetto.
Sosteniamo questa lotta con la nostra presenza sul posto e diffodendo la notizia.
Inviateci i vostri messaggi di solidarietà.

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Operai Contro
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mer, 16 giu @ 23:51
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BERTOLASO E L\'AMICO CARDINALE
Pubblicato in:: Numero740-10
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Lo abbiamo detto e non ci stancheremo di ripeterlo: Bertolaso e' un onesto
lavoratore.
La chiesa e' con i lavoratori
Che cazzo hanno da ridire se un cardinale da a Bertolaso una casa in affitto
gratuitamente?
dal Corriere
"Fu il cardinale Crescenzio Sepe, a lungo al vertice di Propaganda Fide, a
indirizzare Guido Bertolaso al professor Francesco Silvano, collaboratore
dell'organizzazione religiosa, che poi gli mise a disposizione l'appartamento di via
Giulia a Roma"
Ma insomma fatevi i cazzi vostri.
Sepe fece la carita' a Bertolaso
Viva il cardinale
il sant'uomo Sepe
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Operai Contro
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mer, 16 giu @ 23:36
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OPERAI
Pubblicato in:: Numero740-10
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La lettera di un gruppo di operai della fabbrica di Tychy, in Polonia, ai colleghi
di Pomigliano che stanno per votare se accettare o meno le condizioni della FIAT per
riportare la produzione della Panda in Italia
(Questa lettera è stata scritta il 13 giugno, alla vigilia del referendum a
Pomigliano d'Arco in cui gli operai sono chiamati a esprimersi sulle loro condizioni
di lavoro.
La FIAT ha accettato di investire su questa fabbrica per la produzione della Panda
che al momento viene prodotta a Tychy in Polonia. I padroni chiedono ai lavoratori di
lavorare di sabato, di fare tre turni al giorno invece di due e di tagliare le ferie.
Tre sindacati su quattro hanno accettato queste condizioni, la FIOM resiste)
La FIAT gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in
Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di
produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli
alti. E a Tychy lo abbiamo fatto. La fabbrica oggi è la più grande e produttiva
d'Europa e non sono ammesse rimostranze all'amministrazione (fatta eccezione per
quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi, o
contrattano i turni del weekend)
A un certo punto verso la fine dell'anno scorso è iniziata a girare la voce che la
FIAT aveva intenzione di spostare la produzione di nuovo in Italia. Da quel momento
su Tychy è calato il terrore. Fiat Polonia pensa di poter fare di noi quello che
vuole. L'anno scorso per esempio ha pagato solo il 40% dei bonus, benché noi avessimo
superato ogni record di produzione.
Loro pensano che la gente non lotterà per la paura di perdere il lavoro. Ma noi siamo
davvero arrabbiati. Il terzo "Giorno di Protesta" dei lavoratori di Tychy in
programma per il 17 giugno non sarà educato come l'anno scorso. Che cosa abbiamo
ormai da perdere?
Adesso stanno chiedendo agli operai italiani di accettare condizioni peggiori, come
fanno ogni volta. A chi lavora per loro fanno capire che se non accettano di lavorare
come schiavi qualcun altro è disposto a farlo al posto loro. Danno per scontate le
schiene spezzate dei nostri colleghi italiani, proprio come facevano con le nostre.
In qusesti giorni noi abbiamo sperato che i sindacati in Italia lottassero. Non per
mantenere noi il nostro lavoro a Tychy, ma per mostrare alla FIAT che ci sono
lavoratori disposti a resistere alle loro condizioni. I nostri sindacati, i nostri
lavoratori, sono stati deboli. Avevamo la sensazione di non essere in condizione di
lottare, di essere troppo poveri. Abbiamo implorato per ogni posto di lavoro. Abbiamo
lasciato soli gli operai italiani prendendoci i loro posti di lavoro, e adesso ci
troviamo nella loro stessa situazione.
E' chiaro però che tutto questo non può durare a lungo. Non possiamo continuare a
contenderci tra di noi i posti di lavoro. Dobbiamo unirci e lottare per i nostri
interessi internazionalmente.
Per noi non c'è altro da fare a Tychy che smettere di inginocchiarci e iniziare a
combattere. Noi chiediamo ai nostri colleghi di resistere e sabotare l'azienda che ci
ha dissanguati per anni e ora ci sputa addosso.
Operai, è ora di cambiare.

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Operai Contro
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mer, 16 giu @ 23:22
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GLI INSEGNANTI CON GLI OPERAI
Pubblicato in:: Numero740-10
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COMUNICATO STAMPA
GLI INSEGNANTI: SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI DI POMIGLIANO
GLI INSEGNANTI PRECARI DI CASERTA, DICHIARANO LA LORO VICINANZA AI LAVORATORI DI
POMIGLIANO, COMMENTANDO IL DISCUTIBILE ATTEGGIAMENTO ADOTTATO DAI SINDACATI.
Gli accordi presi tra alcuni sindacati e la Fiat di Pomigliano, rischiano di
innescare un meccanismo che porterà a breve, ad una cancellazione di ogni diritto
sociale, conquistato in secoli di lotte.
Si rischia che l’accordo di Pomigliano, faccia scuola in altri settori della
contrattazione lavorativa.
E’ di questi giorni, la notizia dell’accordo tra alcuni sindacati e la Fiat di
Pomigliano. Si rammenta che, le condizioni imposte, ampiamente e facilmente
accettate da alcune associazioni di categoria, aboliscono ogni forma di democrazia
per i lavoratori. Sarà sanzionato lo sciopero, fino al licenziamento, i giorni di
malattia non saranno retribuiti, non ci sarà la pausa mensa, per cui si potrà
lavorare per otto ore consecutive. I toni dei vertici dell’industria torinese, sono
stati estremamente minacciosi: prendere o lasciare, queste sono le nostre condizioni,
altrimenti andremo a produrre in Polonia. Siamo vicino a questi lavoratori- dichiara
Caterina Russo responsabile insegnanti precari Caserta- ed alla Fiom che, sta
cercando di tutelare micro-diritti e condizioni di lavoro dignitose.
Sorge spontaneo pensare come l’Unione Europea sia stata in questi anni severa nel
tenere chiuse le sue porte d’ingresso, a quei Paesi, dove non c’era democrazia nè
diritti sociali. Ci si chiede –continua Russo - come mai non intervenga affinché
questi diritti vengano ripristinati e rispettati. Un soggetto, come l’Unione,
dovrebbe sanzionare tali atteggiamenti e far sì che, industrie che sottopongono i
lavoratori a ricatti, non producano i loro prodotti in Europa e neanche in Polonia
che fa parte di essa. Non vorremmo sospettare che, con la scusa della crisi, si
calpestino la dignità lavorativa, sociale e morale dei lavoratori e solo per
proteggere misere lobby di potere.
INSEGNANTI PRECARI CASERTA
ipcaserta@gmail.com
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Operai Contro
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mer, 16 giu @ 23:11
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LA DANZA DELLE TUTE BLU
Pubblicato in:: Numero740-10
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La fabbrica che non spreca un minuto Così nasce l'operaio a ciclo continuo.
Il taglio delle pause consentirà di produrre 25 auto in più al giorno.
Si riducono al minimo i tempi morti, tutti i pezzi sono più vicini alla postazione,
il lavoratore deve solo muovere il busto. A Pomigliano arriva la metrica del lavoro
alla giapponese, con tanto di computer e tabelle cronometriche da far rispettare.
L'operaio, nella moderna fabbrica industriale, è un accessorio della macchina.
L'operaio e' lo schiavo moderno.
Nella giornata della tuta blu di Pomigliano saranno 25.200. Non uno di meno, non uno
di più. 25.200 secondi per lavorare, per ripetere 350 volte la stessa operazione che
dunque non può durare meno di 72 secondi. Perché così dice la metrica. Anche le
fabbriche, come le orchestre, ce l'hanno. Sono le regole che danno il ritmo alla
linea e che dunque stabiliscono l'intensità di lavoro dei singoli operai. Tutti
devono, inevitabilmente, muoversi allo stesso ritmo. Una danza faticosa.
(all'interno l'articolo completo di Paolo Griseri dalla Repubblica)

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Operai Contro
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mer, 16 giu @ 22:57
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OGGI ALLA FIAT DI POMIGLIANO IERI A TERMOLI
Pubblicato in:: Numero740-10
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L'autunno del 1994 sara' ricordato per la rivolta degli operai dello stabilimento
molisano della Fiat che furono chiamati a stare in fabbrica anche di sabato; molto
meno di quanto la Fiat chiede oggi agli operai dello stabilimento di Pomigliano
D’Arco.
Sedici anni fa il Lingotto penso' di estendere anche in altri stabilimenti
l’allucinante modello organizzativo gia' utilizzato a Melfi. Per aumentare la
produttivita' e l'utilizzo degli impianti la fabbrica molisana avrebbe dovuto
funzionare su 18 turni settimanali, con l'esclusione di poche ore la domenica da
dedicare alla manutenzione.
In cambio la casa automobilistica metteva sull'altro piatto della bilancia 300 mld di
investimento, 400 nuovi posti di lavoro e la produzione del nuovo motore fire a 16
valvole. Ma i 3000 operai di Termoli ai primi di dicembre con un referendum
respinsero (con il 64% dei voti) il pre accordo firmato da Fiom, Fim e Uilm. Il "NO"
operaio destò stupore nell'Italia del dopo tangentopoli completamente subalterna al
pensiero unico neoliberista. Anche l'allora vescovo di Termoli D'Ambrosio defini'
"egoisti" i lavoratori.
Una lotta in solitudine quella degli operai della Fiat di Termoli, che a meta' del
mese furono chiamati ad un nuovo voto, questa volta per alzata di mano, durante una
concitata assemblea alla presenza dei leader nazionali dei sindacati metalmeccanici.
Pochi giorni dopo, il 23 dicembre del 1994 sindacati ed azienda firmarono
l'accordo.
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Operai Contro
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mer, 16 giu @ 10:35
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LA DOMENICA DI SANGUE DEL 1972
Pubblicato in:: Numero740-10
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I borghesi impiegano 20 o 30 anni per chiedere scusa per i massacri fatti dai loro
soldati.
Il rapporto Saville, presentato da Cameron in Parlamento, inchioda i paracadutisti
britannici alle loro responsabilita'
"I can't believe the news today", cominciava la celebre canzone degli U2. "Non posso
credere alle notizie, oggi": era dedicata ai tragici fatti della Bloody Sunday, la
domenica di sangue del 30 gennaio 1972, uno dei giorni piu' traumatici e infausti per
l'Irlanda del Nord.
A Derry, quel giorno, il primo battaglione del reggimento paracadutisti britannico
apri' il fuoco contro una folla di manifestanti per i diritti civili colpendone
ventisei. Tredici erano giovanissimi e morirono sul colpo, uno mori' quattro mesi
piu' tardi. Molti testimoni affermarono che i manifestanti erano disarmati: cinque
vittime furono colpite alle spalle e due travolte da veicoli militari. Il governo
britannico condusse da allora due inchieste. Nella prima vennero prosciolti da ogni
accusa i soldati, sollevando una marea di polemiche, a seguito delle quali Tony Blair
apri una seconda inchiesta, la "Saville Inquiry". Questa inchiesta e' stata
presentata oggi al Parlamento britannico. E racconta una verita' diversa, e scomoda,
sui fatti di quella domenica.
I veri terroristi sono i borghesi
(all'interno l'intero articolo)

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Operai Contro
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mer, 16 giu @ 10:07
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GRECIA CONTINUANO GLI SCIOPERI E LE MANIFESTAZIONI
Pubblicato in:: Numero740-10
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In Grecia non fanno le processioni.
Ancora scioperi e manifestazioni in Grecia contro la riforma delle pensioni che il
governo sta negoziando con una missione Ue-Fmi, prima della presentazione in
parlamento.
Le proteste nonostante l'annuncio del governo di nuove proposte per risolvere la
crisi.
Oggi ad Atene la metropolitana restera' ferma per 24 ore, domani lo stop sara' di 5
ore per tutti i trasporti urbani.
I due sindacati principali, quello del settore privato Gsee e quello del settore
pubblico Adedy, hanno indetto per questa sera una manifestazione che coincide con la
presenza nella capitale greca di una nuova missione dell'Ue e del Fmi per fare il
punto sull'attuazione del piano di rigore e concordare la riforma pensionistica che
prevede congelamenti, riduzioni e l'elevazione dell'eta' pensionabile. Parallelamente
sfileranno in piazza i comunisti del Pame e la sinistra radicale. Per fine mese
inoltre, in occasione della presentazione in parlamento del disegno di legge sulle
pensioni, i sindacati preparano un nuovo sciopero generale.
Operai solidarieta' con gli operai e lavoratori Greci.
Operai, organizziamo noi, la lotta contro il governo e i padroni

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Operai Contro
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mer, 16 giu @ 09:42
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LA LEGA E LA FABBRICA DELLE PALLE
Pubblicato in:: Numero740-10
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Caro operai Contro
La stragrande maggioranza delle ore di cassa integrazione autorizzate e della
mobilità sono proprio al Nord, un dato che la Lega cerca di occultare, per
continuare a dire che il Nord mantiene il Sud.
Sono gli operai che mantengono tutti compresi i politicanti ballisti della Lega.
Per mistificare la realtà, la Lega e il Ministero dello Sviluppo, rendono noti i dati
delle aziende con oltre 150 / 200 dipendenti. Dati che riguardano 170 aziende con 250
mila operai in bilico.
Un dato di per sé gravissimo ma del tutto parziale perché esclude le imprese medie,
piccole e piccolissime, sotto i 150 / 200 dipendenti che tutti i giorni chiudono o
vanno in crisi.
Quindi considerando le imprese di tutte le dimensioni, le fabbriche in crisi e i
posti di lavoro a rischio sono molti di più.
Bossi e Sacconi sono sempre a caccia di allocchi e creduloni, per far digerire agli
operai le purghe dei padroni.
Saluti operai da Grugliasco
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Operai Contro
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mer, 16 giu @ 09:28
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NEXANS ASCOLTA, LATINA NON SI TOCCA
Pubblicato in:: Numero740-10
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Al grido di “Nexans, ascolta, Latina non si tocca” , un corteo di 300-400 operai è
partito sabato mattino nella città di Latina, per riaffermare la decisione che gli
operai della Nexans non hanno intenzione alcuna di far chiudere la fabbrica,
trasferire la intera produzione nell’altra fabbrica di Battipaglia, e così chiudere
repentinamente la storia della ex Fulgorcavi a Latina, dopo 35 anni di lavoro
operaio. Alla Nexans di Latina si producono cavi per alta tensione, e la produzione
e’ stata indirizzata anche e principalmente alle commesse legate all’Enel. Nella
razionalizzazione di mercato voluta dalla direzione europea della Nexans , che è una
multinazionale francese, il comparto cavi per alta tensione, deve passare tutta nella
fabbrica di Battipaglia , dove 100 operai , che lavorano cavi di bassa tensione,
dovrebbero lavorare anche la produzione fatta a Latina. Quindi 100 operai o giu’ di
li , dovrebbero lavorare piu’ produzione, aumentando lo sfruttamento
complessivo.
(all'interno intero articolo)
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Operai Contro
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