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Totale articoli "Numero755-10" : 5085

lun, 19 lug @ 22:31
COME I GIORNALI BORGHESI VEDONO LA SITUAZIONE A MELFI
Pubblicato in:: Numero755-10
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Fiat-Sata: «Torniamo in fabbrica, ma la lotta non è certo finita»


di FRANCESCO RUSSO 

MELFI - Riprendono a lavorare gli operai dello stabilimento Sata di San Nicola di
Melfi. Ma quella appena iniziata sarà una settimana piena di incognite per le tute
blu della Fiat. In ballo c'è molto: le sempre più difficili relazioni sindacali con
l'azienda, il futuro dei tre operai licenziati, la discussione in atto, a livello
nazionale, sulle iniziative che la Fiom (appoggiata solo da Cub e Failms) vorrà
intraprendere nei confronti della Fiat per garantire la tutela dei diritti, a partire
da quello di sciopero. Tutto questo, mentre i legali della Fiom sono al lavoro per
presentare una denuncia nei confronti della Sata per comportamento sindacale. C'è
anche la questione del premio produzione, che non verrà erogato. 

E lunedì prossimo scatterà una nuova settimana di cassa integrazione, a ridosso del
periodo delle ferie. «Domani (oggi per chi legge, ndr.) non dovrebbero esserci
scioperi - spiega il segretario regionale della Fiom, Emanuele De Nicola - salvo
iniziative che potrebbero essere gestite dall'interno della fabbrica, se dovessero
crearsi problemi sulle questioni del lavoro». 

Il numero uno della Fiom lucana, dunque, non esclude la possibilità che eventuali
tensioni, possano determinare ulteriori ore di sciopero da parte delle maestranze.
Intanto, a sostegno degli operai licenziati a Melfi, c'è una petizione promossa dal
mondo della cultura. Tra i promotori dell'iniziativa, c'è Antonio Califano, direttore
della rivista «Decanter». 

«Il licenziamento dei tre operai - scrive Califano - è qualcosa di più di un
conflitto interno ad una fabbrica. Si tratta dell'ennesimo tentativo della Fiat di
imporre la propria legge dopo il risultato di Pomigliano. La mobilitazione di questi
giorni costituisce una ferma opposizione al tentativo dell'azienda di applicare, di
fatto, un altro modello di relazioni sindacali, nel quale i delegati non compiacenti
siano passibili di licenziamento. E' necessaria una presa di posizione forte di tutta
l'opinione pubblica della Basilicata, e ancora di più delle istituzioni regionali». 

Tra le prime adesioni, ci sono quelle di esponenti delle Università di Salerno, della
Calabria e della Basilicata, ma anche di musicisti come Luca Zulù Persico (ex leader
dei 99 Posse), Daniele Sepe e la Banda Bassotti. Tra i sottoscrittori, figurano Piero
Di Siena (associazione per il Rinnovamento della Sinistra), l'assessore della
Provincia di Potenza, Paolo Pesacane, il sindaco di Rionero in Vulture, Antonio
Placido e Giacomo Schettini (Alternative per il Socialismo). Ed ecco, infine, un
intervento di Giuseppe Cillis, della Fiom, sulla mancata partecipazione del
governatore lucano alla manifestazione di venerdì scorso a Melfi. «Anziché stare
dalla parte dei lavoratori - dice Cillis - De Filippo, con un comunicato, si schiera
di fatto con la Fiat, rimettendosi al giudizio della magistratura».
Pubblicato da : Operai Contro  | 
lun, 19 lug @ 20:28
AFGHANISTAN, DI MALE IN PEGGIO
Pubblicato in:: Numero755-10
La guerra in Afghanistan va di male in peggio. Per l'Italia (le cui truppe hanno
subìto negli ultimi giorni un numero mai visto di attacchi), ma sopratutto per gli
Stati Uniti. I giovani soldati americani al fronte stanno morendo come le mosche,
anche sette-otto al giorno come accaduto mercoledì e sabato scorso. L'opinione
pubblica Usa non capisce più il senso, lo scopo di questo sacrificio di vite (oltre
che di denaro pubblico) e questo allarma i politici del partito democratico,
preoccupati dalle conseguenze che questo potrebbe avere sulle elezioni legislative di
novembre.

"Molti cittadini americani pensano che l'Afghanistan sia una causa persa, molti si
stanno chiedendo se abbiamo la strategia giusta'', ha dichiarato il senatore John
Kerry nel corso di un'audizione parlamentare in commissione Esteri. ''E' giunto il
momento di porsi seriamente delle domande sui reali progressi che stiamo facendo nel
conseguimento degli obiettivi di sconfiggere Al-Qaeda e stabilizzare
l'Afghanistan''.
Altri esponenti di spicco dei democratici hanno mostrato le stesse preoccupazioni. Il
senatore Jim Webb: ''Ci sono tantissime persone in questo Paese che sono molto
confuse riguardo alla nostra presenza in Afghanistan. C'è un forte bisogno di
chiarezza su cosa veramente ci stiamo a fare là''.

Il criminale di guerra Obama ha pensato di risolvere la situazione con la creazione
di bande armate tribali.

Il criminale di guerra si illude

Assassini senza la divisa NATO che hanno gia' fallito in Iraq e falliranno in
Afghanistan 
(all'interno articolo di peacereporter)

Pubblicato da : Operai Contro  | 
lun, 19 lug @ 20:16
IL VOLANTONE DISTRIBUITO ALLA FIAT DI POMIGLIANO
Pubblicato in:: Numero755-10
Le conseguenze più gravi introdotte dagli accordi di Pomigliano ...e per chi non
ci sta é già pronto il licenziamento
(in allegato la 2 parte del volantone distribuito a Pomigliano
Pubblicato da : Operai Contro  |  Allegato:Volantin Pomiglia 2.pdf
lun, 19 lug @ 11:07
FIAT CNH MODENA: AI FERRI CORTI
Pubblicato in:: Numero755-10
in Fiat cnh Modena siamo ai ferri corti. nelle ultime 2 settimane si sono
susseguiti 12+6 ore di sciopero contro il terrorismo marchionne. Scioperi che hanno
avuto per l'ennesima volta forte adesione, nonostante le manovre della fiat e
nonostante non si sono fatti picchetti con gli operai mobilitati per fare la lotta
fino in fondo
Ma i problemi interni sono incredibilmente derubricati.
 
2 esempi;
 
In saldatura l'aria e' arroventata, si salda con 40° nel capannone principale, e nel
2° capannone la ventilazione e' assolutamente insufficiente.
In diverse postazioni col robot, i robot sono stati spenti e in maniera abusiva gli
aguzzini fiat stanno facendo lavorare gli operai con la torcia a mano...
L'operaio plurisospeso e' continuamente provocato nella sua postazione di lavoro e
continuano ad arrivare al suo domicilio, pacchi di lettere di contestazioni
disciplinari, inoltre ad oggi 18 luglio gli rsu-rls non hanno ancora fatto vedere o
spiegato le risultanze dell'ispezione del 3 maggio da parte dell'ispettorato usl.
 
Al reparto montaggio e macchine utensili continua un controllo aspissiante dei
capetti ad uomo sugli operai piu' combattivi, i delegati glissano...
Di nuovo al lavoro domani lunedi' con nessun nodo ancora sciolto per quanto riguarda
"scippo" del PDR, sospensioni, e miseria slariale con un 70% degli operai dopo tanti
anni di lavoro ancora al 3° livello metalmeccanico, altro che chiacchere e accordi,
siamo col fango fino al ginocchio mentre i nostri dirigenti si pappano bonus a
ripetizione sul nostro sfruttamento, anche qui i notri pasciuti sindacalisti non
hanno nulla da dire?

Un operaio

Pubblicato da : Operai Contro  | 
lun, 19 lug @ 10:57
IL LOCALISMO\"IDENTITARIO\" ALLA ROVESCIA
Pubblicato in:: Numero755-10
Caro Operai Contro
Alla prova dei fatti per l’ennesima volta, il “localismo identitario” lascia
esterrefatti Borghezio e i capi della Lega. Anziché essere gli extrapadani a
identificarsi con le tradizioni e la laboriosità padana, è la padania a identificarsi
in altre tradizioni. I fatti sono noti.
La Lega Nord che sta sul territorio, lo governa così bene da non essersi accorta che
la “ndrangheta” è più forte a Milano che a Locri, che addirittura una megacosca si
chiamava “Lombardia” (non padania che non esiste), che in casa loro (dei padani)
abitano 500 affiliati che decidono chi votare e perché, come spartirsi gli appalti,
come dialogare con la politica. 
La magistratura tramite lo staff del magistrato Ilda Boccassini ha scoperto dopo
lunghe indagini, la cosca mafiosa. Ed è subito arrivato Maroni ministro dell’interno
a rivendicarne i meriti.
Maroni vai a cagare sotto una pianta a Pontida.
Bossi, la megacosca è stata scoperta grazie alle intercettazioni che la Lega col PdL
vuole impedire!
Borghezio, vediamo se appicchi il fuoco ai mafiosi come hai fatto con gli
extracomunitari!
Saluti da Palazzago

Pubblicato da : Operai Contro  | 
dom, 18 lug @ 11:35
IRAQ, CONTINUA LA GUERRA
Pubblicato in:: Numero755-10
La guerra in Iraq non è finita.

Continuino i leccapiedi della stampa internazionale ad osannare il criminale di
guerra Obama.

Almeno 43 persone hanno perso la vita e decine sono rimaste ferite a causa di un
attentato suicida compiuto nel distetto sunnita di Radwaniya, a 25 km a sud-ovest di
Bagdad. 

Il kamikaze si è fatto saltare alle 8,30 (le 7,30 in Italia) all'entrata di una base
militare dove venivano distrituiti i salari dei militari. Le vittime sono soldati
iracheni e membri della milizia anti-Al Qaeda che sostiene il governo Figli dell'Iraq
(conosciuta anche come Sahwa). I guerriglieri Sahwa, organizzati dal 2006 e nel 2009
passati sotto completo controllo governativo, hanno svolto un importante ruolo negli
ultimi due anni in Iraq per far abbassare il livello degli attentati compiuti dai
seguaci di Osama Bin Laden.

I guerriglieri Sahwa hanno fallito la loro missione al servizio del criminale
Obama

Pubblicato da : Operai Contro  | 
dom, 18 lug @ 11:08
LA FIAT INVESTE A POMIGLIANO
Pubblicato in:: Numero755-10
dalla mostra di Pomigliano Jazz

Marchionne dice che stiamo tutti sulla stessa barca, dirigenti e operai; ma lui e
quelli come lui stanno sul ponte a comandare con esagerati guadagni, mentre noi
restiamo sottocoperta a remare per quattro soldi.
Lo stipendio di Marchionne é 500 volte più grande di quello di un operaio.
Pubblicato da : Operai Contro  |  Allegato:Cartello 4.pdf
dom, 18 lug @ 10:34
CRONACA DA PAVIA SU MAFIA E CAPITALISMO
Pubblicato in:: Numero755-10
Ieri sera (venerdì) il Comune di Pavia ha convocato una seduta consiliare per
discutere dei fatti che hanno coinvolto anche la nostra città riguardanti le
connivenze tra mafia, politica e capitale. La tranquilla e dormiente città di Pavia,
a "cento passi" dalla Milano dell'EXPO 2015, è finita sulle cronache dei più
importanti quotidiani a tiratura nazionale in ambito europeo (Le Monde, Libèration,
Suddeutsche Zeitung, El Pais...). Le regole del gioco, ovviamente, sono sempre le
stesse: la loro "discussione democratica e serena" con la conclusione sostanziale che
la mafia si è inserita "occasionalmente" ed "isolatamente" nel tessuto istituzionale
pavese. Il tutto dopo che le sinistre governiste hanno chiuso le importanti fabbriche
del nostro territorio (NECA, NECCHI, MAGNETI MARELLI su tutte, compreso l'indotto),
hanno avviato la cementificazione del Parco della Vernavola, teatro della famosa,
storica "Battaglia di Pavia", sgomberato con atti apertamente nazisti le baraccapoli
delle popolazioni nomadi presso le aree dismesse della ex SNIA VISCOSA, e le destre
si sono trovate in mano il governo della città "a cento passi" da Milano.

Un dibattito "sereno" conclusosi con il dito medio del vicesindaco, porco fascista,
Gianmarco Centinaio, che si allontanava con la sua moto in tutta fretta, i gesti
dell'ombrello di più consiglieri comunali della destra, le provocazioni di 25enni
(VENTICINQUENNI altrettanto consiglieri pagati 100 euro lordi a seduta consiliare
per mandare sarcastici baci affacciandosi dal balconcino della Sala Consiliare. Il
nome dell'autore è Niccolò Fraschini, quello che alle commemorazioni del 25 aprile si
presenta con la bandiera di forza italia...

Uno sbirro ogni due manifestanti, ci hanno impedito prima di salire in aula (azione
poi concessa a furor di popolo) poi di entrare tutti nella sala del dibattito per
urlargli in faccia quello che sono: mafiosi capitalisti. I riscontri della
magistratura sono oggettivi, ci sono foto (pubblicate), intercettazioni ambientali
(pubblicate), video. A Pavia i fili della "governabilità" tanto cara ai partiti della
democrazia borghese e rappresentativa li tirano in due: il parlamentare Abelli e lo
sbirro fino a 30 anni fa a caccia di Compagne e Compagni, Ettore Filippi. La
magistratura su di loro non ha niente, o comunque non vuole sapere a causa dei chiari
rapporti di forza piduisti che sorreggono questa fogna di Paese da almeno 50 anni.

Operaie ed operai, sappiate che la magistratura, braccio armato del padronato, mai
indagherà su due colossi del genere, fatti salvi previsti ricambi di potere ai
vertici. Mentre i partiti politici stanno a gurdare chiedendo "dimissioni" (il PD
neanche quello ha saputo fare) ed "atti concreti". Il tema del lavoro, del salario,
insomma della nostra vita quotidiana, non passa solo dai padroni delle ferriere, ma
più in generale da un sistema costantemente colluso con la criminalità organizzata,
vera burattinaia della politica in senso lato. Il massacro operaio di Portella della
Ginestra insegna. 

Fraterni saluti anticollaborazionisti da Pavia



Pubblicato da : Operai Contro  | 
dom, 18 lug @ 10:18
NUOVA LETTERA DEGLI OPERAI POLACCHI A QUELLI ITALIANI
Pubblicato in:: Numero755-10
Colleghi di Fiat Italia,

noi ammiriamo enormemente la vostra lotta contro gli attacchi alle vostre condizioni
di lavoro e i vostri diritti fondamentali.

Il licenziamento di Pino Capozzi mostra la vera natura dell'azienda per cui
lavoriamo. E' un attacco al diritto basilare dei lavoratori di poter protestare e
dissentire con le scelte della dirigenza.
Stiamo assistendo alla crescita di un
nuovo totalitarismo - quello che viene chiamato "Corporate Power". Nei luoghi in cui
i lavoratori sono troppo deboli per resistere esso si configura come un vero e
proprio sistema di terrore.

Disgraziatamente i sindacati qui a Tychy hanno deciso che noi dobbiamo starcene
tranquilli, da bravi servi, e pregare Fiat di non toglierci il lavoro.
Ma
alcuni di noi domani lavoreranno molto, molto lentamente. Sarà un piccolo segno di
solidarietà verso di voi.

Tychy, 15 luglio 2010
[ Pubblicato da Admin Baruda]
Pubblicato da : Operai Contro  | 
dom, 18 lug @ 10:08
CALDEROLI E BERLUSCONI CANCELLANO 5800 COMUNI
Pubblicato in:: Numero755-10
Egregio Direttore
Dei 5.800 comuni italiani sotto i 5 mila abitanti (il 54% di tutti i comuni), resterà
solo il nome, mentre amministrazione, gestione, bilancio, scuole, mense, trasporti,
rifiuti, vigili urbani, servizi sociali, anagrafe, nidi, acqua, gestione del
territorio, e dell’ambiente, saranno aggregati, ma non si sa chi ne sovraintenderà 
la direzione, la gestione e il comando. 
Anche i 5.800 sindaci non serviranno più e a loro volta si chiedono se dovranno
sopprimere esempio, i responsabili didattici di quei comuni dove le scuole non
saranno più utilizzate.
Ovviamente non è l’unico interrogativo che nasce da quelle 2 frasi in totale 5 righe
approvate in nome del federalismo, con la manovra finanziaria dalla Lega e dalla
cricca di governo. 
Calderoli ministro delle Semplificazioni a parole semplifica tutto. Rimane da
chiedersi se non siamo in presenza di una follia collettiva di un governo, che
s’inventa cambiamenti di questa portata con un semplice comma, ma sopratutto senza
preavvisi ai diretti interessati, ovvero i 5.800 sindaci e comuni. 
Saluti da un estimatore di Operai Contro

Pubblicato da : Operai Contro  | 
sab, 17 lug @ 19:35
FIAT DI POMIGLIANO
Pubblicato in:: Numero755-10
Lo stabilimento di Pomigliano come laboratorio di uno sfruttamento ancora più
pesante.

Vogliono, ancora più di prima, una fabbrica caserma dove gli operai non sono più
esseri pensanti bensì mansuete e disciplinate appendici umane delle macchine, che
lavorano tantissimo, il più possibile, ...e senza fiatare!
(in allegato il volantone che sarà distribuito a Pomigliano)
Pubblicato da : Operai Contro  |  Allegato:Volantin Pomiglia 1.pdf
sab, 17 lug @ 19:26
POMIGLIANO JAZZ, UN MASSACRO TARGATO PANDA
Pubblicato in:: Numero755-10
Pubblichiamo in allegato un cartellone della mostra che si svolge in uno stand di
"Pomigliano Jazz", una manifestazione che è frequentata solitamente da molti operai
Alfa e che si tiene nei giorni 16-18 luglio.

Pubblicato da : Operai Contro  |  Allegato:Cartello 1.pdf
sab, 17 lug @ 09:25
GAZA, PRIMA O POI ARRIVANO GLI ASSASSINI
Pubblicato in:: Numero755-10
da peacereporter

Nonostante la posizione sfavorevole , Piombo Fuso non ha macinato vittime nella
famiglia Abu Said. Il massacro si è tuttavia perpetrato quattro giorni fa
Gli Abu Said sono beduini, e da quarant'anni vivono dei frutti della loro terra in
una fattoria isolata nei pressi di Johr el-Diek, davanti al confine a Est di Gaza
City, e per quarant'anni dichiarano di non avere avuto grossi problemi con il
bellicoso vicinato israeliano. In realtà, approfondendo il discorso con il
capofamiglia, dopo la prima intifada, la seconda intifada e l'inizio dell'assedio,
sotto la minaccia delle armi hanno dovuto progressivamente arretrare di molto le loro
coltivazioni, se vent'anni aravano a ridosso al confine ora sono retrocessi di 400
metri, con perdite rilevanti: dei bei frutteti che una volta prosperavano carichi di
frutta non sono rimaste neanche le radici.

Nonostante la posizione sfavorevole , Piombo Fuso non ha macinato vittime nella
famiglia Abu Said. Il massacro si è tuttavia perpetrato quattro giorni fa.

E' martedì sera, sono circa le ore 20:45, alcune donne stanno prendendo il fresco nel
cortile dinnanzi a casa, quando odono un colpo sordo seguito subito dopo da un'altro
e da un forte ronzio, come di una migliaia di insetti sparati a tutta forza contro di
loro. Lo sciame di api metalliche inizia a infierire sulla facciata dell'abitazione,
riducendola presto un colabrodo, poi con il loro pungiglione di acciaio attaccano
fameliche la carne delle beduine.

Senza nessuna ragione per giustificare un attacco, un carro armato israeliano ha
sparato due colpi di artiglieria: Amira Jaber Abu Said, 30 anni, è colpita e ferita
alla spalla da schegge di esplosivo e frecce di acciaio, mentre la cognata
ventiseienne Sanaa Ahmed Abu Said perde sangue da un piede. Si rifugiano in preda la
panico all'interno dell'abitazione e chiamano un'ambulanza, mentre dalla torretta
militare sotto la quale staziona il blindato israeliano, una mitragliatrice spara
verso di loro ininterrottamente per dieci minuti.

Le ambulanze raggiungono la zona dopo un quarto d'ora, ma sono costrette a tornare
indietro: le Forze di Occupazione Israeliana non concedono loro il coordinamento per
passare e minacciano di fare fuoco anche contro i paramedici.

Dopo circa un'ora di apparente quiete, Nema Abu Said, trentatreenne madre di cinque
bambini, si accorge disperata che il suo figlio più piccolo Nader, dorme ancora
all'esterno della casa inconsapevole del pericolo che sta correndo. Si getta fuori
per raccoglierlo, quando si ode un altro corpo sordo e l'ennesimo sciame di frecce
assassine la colpisce. Nema muore all'istante. Suo cognato, Jaber Abu Said, 65 anni,
è ferito dalle schegge del proiettile alla coscia destra.

La famiglia ha continuato a chiamare i soccorsi invano: un'ambulanza della mezza luna
rossa ottiene il permesso israeliano per arrivare sul posto solo dopo due ore, e
raccoglie 3 feriti e una donna ormai cadavere.

Al termine dell'operazione militare "Piombo Fuso", che a ha causato più di 1400
vittime, la stragrande maggioranza civili, fra i quali 300 bambini, Amnesty
International ha documentato i tipi di armi utilizzate dalle forze di occupazione
israeliane contro la popolazione di Gaza.
Fra queste le freccette, che sono piccoli dardi metallici dalla punta acuminata,
lunghi 4 cm e provvisti di 4 alette nella parte posteriore, con cui vengono caricati
i proiettili da 120 mm dei carri armati. Quando il proiettile esplode in aria, a 30
metri dal suolo, disperde uno sciame di 5mila-8mila freccette in un raggio conico,
investendo un'area larga 300 m e lunga 100.

Utilizzate e poi bandite dall'esercito statunitense in Vietnam, essendo un'arma
antipersona, l'uso delle freccette dovrebbe essere vietato in aeree abitate. Dal 2001
a oggi, a Gaza come in Libano Israele non lesina il suo illegale utilizzo.

Il 5 gennaio 2009 a Beit Hanoun, Nord della Striscia, numerosi proiettili carichi di
freccette furono sparati sulla strada principale , uccidendo due civili: Wafa' Nabil
Abu Jarad, giovane madre di 21 anni incinta di due gemelli, e il sedicenne Islam
Jaber Abd-al-Dayem, colpito da una freccetta al collo. Un anno prima, il 16 aprile
2008 fu ucciso dalle freccette il giovane cameraman della Reuters Fadel Shana; sempre
a Johr el-Diek, a poche centinaia di metri dalla fattoria della famiglia Abu
Said.
Pubblicato da : Operai Contro  | 
sab, 17 lug @ 09:13
I PADRONI NON LO CONOSCONO
Pubblicato in:: Numero755-10
"Mio figlio lavorava con la società che gestisce l'albergo dallo scorso 3 giugno
ed aveva un contratto part time a tempo determinato. Aveva già lavorato l'estate
dell'anno scorso nella stessa struttura che conosceva bene. Non capisco come sia
morto e come mai sia stato mandato a quell'ora a controllare l'impianto". Lo dice,
affranto, Filippo Spadaro il padre di Riccardo, 20 anni, trovato morto la notte
scorsa nel vano motori della piscina del "Silvanetta Palace Hotel". In un primo
momento alcuni dipendenti hanno detto che il giovane perito meccanico, che d'estate
lavorava nell'albergo per intascare qualche soldo, sarebbe caduto accidentalmente nel
vano sbattendo con la testa nel motore. Versione non confermata comunque dagli
inquirenti e dal magistrato che sta coordinando le indagini. L'amministratore dell'
hotel non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.


Ma come si fa a negare pure l'evidenza?
Questo povero ragazzo è morto a soli 20 anni, per
guadagnare due soldi per mantenersi e i
proprietari dell'Hotel negano di conoscerlo.
E' proprio vero, non c'è mai limite alla vergogna!!!
La vita di un lavoratore non conta nulla, e
questa tragedia ne è la dimostrazione.
Saluti.
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.


Pubblicato da : Operai Contro  | 
sab, 17 lug @ 09:02
LEGA E PDL CI FANNO MORIRE PRIMA DELLA PENSIONE
Pubblicato in:: Numero755-10
Egregio Direttore
Con la manovra finanziaria  approvata l’altro giorno al Senato col voto di fiducia, è
passata fra le tante fregature volute dalla Lega, anche quella che Calderoli chiama
“riforma delle pensioni”.
Calderoli ministro delle Semplificazioni, con l’aiutino del barbera più che
semplificare delira, ma al governo va bene così. Dal 2011 è abolito l’attuale sistema
delle finestre di pensionamento: 4 all’anno per le pensioni di vecchiaia e 2 per
quelle di invalidità. Debutta la “ finestra mobile”, con questa operai e lavoratori
dipendenti andranno in pensione dopo 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti,
gli autonomi dopo 18 mesi, non cambia nulla invece per il personale della scuola. 
Nel 2012 anche le donne del pubblico impiego andranno in pensione non più a 61 anni
ma a 65.
Dal 2015 scatterà l’adeguamento dei requisiti legato alle speranze di vita calcolate
dall’Istat. La solita media che accomuna banchieri e operai, benestanti e
professionisti che campano di più perché dediti a lavori e professioni salubri,
accumunati in una media con chi è costretto a lavori nocivi, stressanti e logoranti,
il tutto per alzare l’età della pensione e ridurre al lumicino il tempo che resterà
da campare agli operai che arriveranno alla pensione. Padroni ricchi e borghesi
escono premiati dalla manovra finanziaria, ringraziano la Lega e la cricca di
governo.
Per noi operai un’altra riconferma che senza un nostro partito, continueremo a
soccombere.
Saluti operai da Riva Trigoso (Ge) 

Pubblicato da : Operai Contro  | 

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