Giornale, Numero 9 del 9 giugno 2019

AGGIORNAMENTO SUL DECRETO SBLOCCA CANTIERI

Via libera a politici, affaristi, padroni e mafiosi. Salvini è nel suo brodo, ma i 5 stelle si sono di nuovo sputtanati. Caro Operai Contro, per scongiurare elezioni politiche a […]

Via libera a politici, affaristi, padroni e mafiosi. Salvini è nel suo brodo, ma i 5 stelle si sono di nuovo sputtanati.

Caro Operai Contro, per scongiurare elezioni politiche a settembre, che per loro sarebbero un tracollo visto le recenti europee, Di Maio a capo dei 5 Stelle, ha calato le braghe e il 4 giugno insieme alla Lega, in Senato ha votato il decreto sblocca cantieri. Voluto a tutti i costi da Salvini che ha puntato i piedi, tenendo sotto scacco con i 5 Stelle, la vita stessa dell’intero governo Conte.

Si chiama “sblocca cantieri” ma si legge sblocca tangenti, porcate, malaffare. Perché in Italia nel 2018, il valore degli appalti pubblici di importo superiori a 40 mila euro, è stato pari a 139,43 miliardi di euro. E’ il valore più alto di sempre e in decisa crescita rispetto al 2017, quando l’ammontare complessivo era 132,36 miliardi.

Quindi i cantieri pubblici sono tutt’altro che bloccati!

Lo “sblocca cantieri” punta a ridare slancio al carrozzone dei profitti e degli affari smaccatamente illegali, che furono le cause per le quali dal 2014, sono state introdotte norme più precise in questo campo.

Allora fu istituita l’Autorità nazionale anticorruzione con a capo Raffaele Cantone, il quale oggi, ha subito espresso un giudizio negativo sullo sblocca cantieri, e ieri definì “criminogena” una norma ora riesumata dallo sblocca cantieri. Si tratta “dell’appaltatore che fa insieme progettazione, esecuzione e collaudo dell’opera”. Per non parlare dei subappalti che con la nuova modifica, possono arrivare al 40% del costo complessivo dell’opera, mentre prima erano al 30%.

Lo sblocca cantieri contiene una serie di deroghe al codice degli appalti, e la sospensione di altre norme e regole per almeno due anni. Come dire che le tangenti, gli appalti truccati, gli operai impiegati senza rispettare le regole contrattuali, i subappalti al ribasso, i morti sul lavoro, il malaffare, costituiscono un problema perché c’è un codice degli appalti da rispettare! Basterebbe modificarlo un po’ e tutto sarebbe regolare!

Ed è quello che hanno fatto Salvini e Di Maio, proprio con una serie di deroghe al codice degli appalti!

Tutto questo giusto per consentire a politici, affaristi, padroni e mafiosi nel campo delle opere pubbliche, di avere le mani libere nelle costruzioni, negli appalti e subappalti, nello sfruttamento della forza lavoro, senza il rischio che qualcuno li disturbi. I Comuni avranno ampio margine di manovra, nel gestire le proprie mangiatoie con i loro soci privati e i costruttori.

Di Maio dice che non vengono toccate le regole riguardanti la sicurezza sul lavoro. Ma questa rimane una dichiarazione di principio che non sta in piedi, dal momento che con lo sblocca cantieri le aziende per accaparrarsi le assegnazioni delle opere pubbliche, ricorrono ad appalti e subappalti al ribasso, rivalendosi poi su un alto grado di sfruttamento degli operai (magari anche in nero) e sul ridotto numero delle ispezioni, risparmiando anche sulle misure di sicurezza e prevenzione antinfortunistica.

A questo proposito va ricordato che proprio Di Maio come ministro del lavoro, regala in tre anni 1,7 miliardi di euro ai padroni, sulla pelle degli operai, tagliando del 32% l’importo che le aziende versano all’Inail per l’antinfortunistica e le malattie professionali.

Salvini è riuscito ad imporre a Di Maio ed a Conte, lo sblocca cantieri. La restante parte del centro destra ed il Pd, si dichiarano contrari allo sblocca cantieri. Sarà proprio così o la loro è solo una opposizione strumentale? Proprio questi partiti fino agli stessi padroni in prima persona nei mesi scorsi, hanno manifestato perché il governo togliesse i vincoli del codice degli appalti nei cantieri pubblici e stanziasse i denari per finanziarli.

Di Maio con i 5 Stelle sembra aver scelto finora la morte lenta. Evidentemente per staccare la spina e far cadere il governo, bisogna sapere cosa fare poi e in quale direzione.

Se disgraziatamente lo sblocca cantieri approvato al Senato, dovesse passare anche alla Camera, dove è prevista la votazione entro il 17 giugno e superasse i successivi passaggi diventando esecutivo, gli operai che in cambio di un salario lavorerebbero alla costruzione di quelle opere pubbliche, avrebbero buone ragioni per stabilire un contatto fra di loro. Cominciando a sfruttare proprio il posto che gli fornisce il padrone, facendoli lavorare nello stesso cantiere.

Possono e devono pretendere che il cantiere sia dotato di tutte le misure di prevenzione antinfortunistica. Possono e devono pretendere una corretta scuola antinfortunistica, per la loro incolumità sul posto di lavoro. Possono e devono incontrarsi al di fuori dell’orario di lavoro, per decidere come resistere allo sfruttamento quotidiano, e come mettervi fine.

Saluti Oxervator

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