Giornale, Numero 13 del 13 maggio 2019

BELLA GENTE ! IMPRENDITORI E POLITICI, MAZZETTE E FAVORI

Il sistema della distribuzione del profitto funziona così, soprattutto a Milano. In questi giorni spicca la notizia del blitz per tangenti in Lombardia e Piemonte. La Dda ha emesso 43 […]

Il sistema della distribuzione del profitto funziona così, soprattutto a Milano.

In questi giorni spicca la notizia del blitz per tangenti in Lombardia e Piemonte. La Dda ha emesso 43 ordini di custodia cautelare, dei quali 12 direttamente in carcere. L’inchiesta ha travolto due gruppi criminali che operavano tra Milano e Varese costituiti da politici, amministratori pubblici e imprenditori, accusati di associazione per delinquere per aggiudicarsi appalti pubblici.

L’indagine è stata chiamata operazione “mensa dei poveri” visto che il cuoco, ossia Daniele D’Alfonso, giovane padrone di Ecol-Service srl, impegnato nel settore delle bonifiche ambientali, sosteneva nelle intercettazioni: “Io a tutti quanti ho dato da mangiare”.

In realtà in questa inchiesta di poveri non si vede neanche l’ombra. A riempirsi la pancia come al solito erano politici, imprenditori, burocrati e manager pubblici. Le accuse, secondo la ricostruzione della procura di Milano vanno dall’associazione a delinquere aggravata dall’aver favorito la mafia al finanziamento illecito ai partiti fino alla corruzione per spartirsi e aggiudicarsi appalti.

I personaggi invitati alla mensa di D’Alfonso, erano i giovani emergenti della politica milanese, come Pietro Tatarella, consigliere comunale e candidato alle Europee di Forza Italia la cui faccia spicca su tutti i loro manifesti elettorali; e Fabio Altitonante che fino a poche settimane fa era coordinatore lombardo di Forza Italia a Milano e sottosegretario in Regione Lombardia per l’attuale Presidente leghista Attilio Fontana, ora indagato anche lui. Proprio per rimanere in tema di povertà, negli ultimi mesi Altitonante si era speso in una “battaglia” contro l’aumento del biglietto del tram a Milano! A Tatarella invece, lo stipendio di consigliere comunale non era sufficiente per arrivare alla fine del mese e quindi è stato “costretto” a svolgere un’altra professione, quella del tangentista: 5.000 euro di retribuzione al mese fisse, ricevute sotto forma di consulenze fittizie oltre a “biglietti aerei, di viaggi di piacere, l’uso di una serie di autovetture, la disponibilità di una carta di credito American Express abilitata al prelievo di contante”. Tutto l’armamentario necessario per corrompere i funzionari e i politici nell’assegnazione degli appalti.

Queste notizie arrivano nelle fabbriche accompagnate da critiche feroci e manifestazioni di sdegno dei benpensanti ma per chi vive incollato ai ritmi del processo di produzione la sostanza non cambia. In questo sistema una miriade di parassiti vive ancorata ai profitti estorti agli operai. Ci sono i padroni che si arricchiscono direttamente nei luoghi di produzione attraverso il furto legalizzato di lavoro non pagato e che per questo furto non rischiano mai la galera. Possono assorbire in modo gratuito tutta l’esperienza, capacità e abilità manuale degli operai all’interno di macchine infernali rendendoli semplici accessori facilmente intercambiabili, senza dover pagare per questo costosi brevetti industriali o diritti d’autore. Riescono addirittura ad uscire indenni da ogni responsabilità anche quando in barba alle condizioni di sicurezza, costringono gli operai a sacrificare la loro vita sull’altare dei profitti. Una media di quattro lavoratori al giorno.

Periodicamente, quando la concorrenza diventa più serrata i capitalisti non disdegnano di ricorrere ad altri artifici pur di non rinunciare alle loro quote di profitti. Entrano in azione allora i tangentari, gli specialisti delle consulenze, i facilitatori di affari che nella maggior parte dei casi agiscono indisturbati. Sono i politici delle mazzette, dei finanziamenti illeciti. Qualche volta, qualcuno viene pizzicato e questo diventa l’occasione per dimostrare che il sistema funziona, che non tutti sono corrotti. L’idea è che esista una borghesia sana instancabilmente impegnata a produrre ricchezza e posti di lavoro. Noi sappiamo che non è così. In un sistema dove il furto principale è legale, non possiamo stupirci se fioccano le tangenti, la venalità, la corruzione. La prostituzione economica ne è solo una naturale e necessaria conseguenza.

F.A.

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