Giornale, Numero 1 del 1 maggio 2019

FUMO NERO A TARANTO

Era il 24 aprile quando Di Maio con tanto  di scorta della polizia e codazzo di ministri M5S si era presentato a Taranto  dove  parteciperà in prefettura al tavolo permanente […]

Era il 24 aprile quando Di Maio con tanto  di scorta della polizia e codazzo di ministri M5S si era presentato a Taranto  dove  parteciperà in prefettura al tavolo permanente per il Contratto istituzionale di Sviluppo (Cis) con altri quattro ministri M5s.

Di Maio era già venuto a Taranto quando d’accordo con i sindacati permise ad Arcelor-Mittal il licenziamento di 6000 operai ma solennemente promise il risanamento ambientale.

Questa volta Di Maio ha detto: «Sono qui per dire che ieri in consiglio dei ministri abbiano abolito l’immunità penale che permetteva ai vertici di Ilva di potere godere di alcune esimenti legate a reati ambientali e legate ad alcuni reati odiosi che hanno fatto tanto male ai cittadini di Taranto».

Di Maio ha aggiunto:  «E’ sicuramente rilevante che nel Decreto Crescita venga introdotta una norma che abolisce l’immunità penale». «Doveva durare altri quattro anni e mezzo, ma invece ad agosto di quest’anno cesserà di esistere» Di Maio doveva convincere che malgrado avesse dovuto concordare con  Arcelor-Mittal il licenziamento di 6000 operai, il risanamento ambientale andava avanti in città e nel siderurgico. Di Maio ha detto: «Adesso con i tre commissari che abbiamo nominato noi lavoreremo a un nuovo progetto: quello di più investimenti nelle bonifiche, che devono continuare, e dall’altro nel liquidare tutte le aziende che devono avere ancora i soldi. Con un obiettivo: la riconversione economica di questo territorio». Così il vicepremier Luigi Di Maio a margine della riunione del Tavolo permanente per il Cis per Taranto, in corso nella prefettura ionica.

Si avvicinano le elezioni europee e Di Maio deve cercare di recuperare un po’ di voti. «Nessuno – ha sottolineato – può pretendere di avere fiducia in bianco dai cittadini italiani e ancor di più di questa terra. L’unica cosa che noi possiamo fare per far riguadagnare fiducia verso le istituzioni della Repubblica, è far funzionare le cose che devono funzionare. Il nostro obiettivo con questo tavolo è metterci a disposizione».

Non sono passati due giorni e gli operai ex Ilva e i Tarantini hanno visto quanta fiducia si può avere in questo imbroglione. Un denso fumo nero si è sprigionato il 26 mattina dall’Altoforno numero 4 dello stabilimento ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto, visibile anche a chilometri di distanza.

Le promesse Di Maio si sono rivelate per quello che erano: delle balle per attirare voti alle prossime elezioni.

I sindacalisti della FIM di Taranto riprendono il piagnisteo con cui hanno imbambolato gli operai in tutti questi anni: «Bisogna fare in modo che eventi come quello di stamattina, verificatosi in Afo4, non debbano più accadere. Situazioni incresciose non solo per i lavoratori che operano all’interno della fabbrica, ma anche per la comunità tarantina che attende le giuste risposte. Ricordo che il tempo rappresenta una variante preziosa e non può subire modifiche o ritardi. Ed è per questo che bisogna accelerare». La Fim Cisl chiede «maggiore sicurezza sia dentro che fuori lo stabilimento ArcelorMittal». «Appello – spiega – che giunge alla luce dell’evento verificatosi questa mattina al reparto Afo4, caratterizzato da un’emissione in atmosfera di notevole importanza». Lo afferma il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto-Brindisi, Biagio Prisciano, riferendosi al fenomeno emissivo verificatosi questa mattina nell’altoforno 4 del Siderurgico a Taranto, con la fuoriuscita di un denso fumo nero.

La Fim con la Fiom, la Uilm e la Usb hanno sottoscritto l’accordo che licenziava di fatto 6000 operai ma indicava di risanare l’ambiente. I licenziamenti sono stati attuati ma il risanamento non si è visto. La Fim con la Fiom e la Uilm sono anni che dicono di chiedere una maggiore sicurezza. Ma noi operai continuiamo a essere costretti a lavorare con la morte sulle spalle.

Di Maio,  non avevi detto che il Consiglio dei ministri aveva abolito l’immunità penale che permetteva ai vertici di Ilva di potere godere di alcune esimenti legate a reati ambientali e legate ad alcuni reati odiosi che hanno fatto tanto male ai cittadini di Taranto? Se è vero che non hanno più l’immunità penale perché non vengono perseguiti per i reati di oggi? Continuano ad avvelenare gli operai in fabbrica ed i cittadini in città. Di Maio, dove sono gli arresti dei dirigenti Arcelo-Mittal? Di Maio, dov’è il risanamento ambientale?

L.S.

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