Giornale, Numero 6 del 6 aprile 2019

ALL’ATTENZIONE DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO

I cinque operai licenziati nel 2014 dalla FCA di Pomigliano hanno fatto ricorso alla corte europea ed il ricorso ha superato il filtro dell’ammissibilità. Comunicato stampa “La Corte europea dei […]

I cinque operai licenziati nel 2014 dalla FCA di Pomigliano hanno fatto ricorso alla corte europea ed il ricorso ha superato il filtro dell’ammissibilità.

Comunicato stampa

La Corte europea dei diritti dell’uomo è chiamata a pronunciarsi sulla tutela della libertà di manifestazione del dissenso in Italia.”

Noi sottoscritti Mimmo Mignano, Marco Cusano, Massimo Napolitano, Antonio Montella, Roberto Fabbricatore, già dipendenti della “Fiat Chrysler Automobiles” (“FCA Italy s.p.a.”) nello stabilimento sito in Pomigliano d’Arco (NA), licenziati nel 2014 a seguito di procedimento disciplinare (durato solo sette giorni), comunichiamo di aver portato, nel dicembre dello scorso anno, la nostra vicenda all’attenzione della Corte europea dei diritti dell’Uomo, e che il nostro ricorso ha superato il filtro dell’ammissibilità.

Sottolineiamo che il nostro intento è esclusivamente quello di tutelare la libertà di manifestazione del pensiero ed il diritto di critica, dal momento che il licenziamento è stato originato unicamente dall’aver (noi) inscenato il pentimento dell’allora AD Sergio Marchionne per i danni provocati dalle sue politiche industriali, con la correlativa rappresentazione del suo suicidio per impiccagione. Precisiamo che eravamo sindacalisti ed in cassaintegrazione già da sei anni, quando davamo vita a tale rappresentazione, al di fuori dell’orario di lavoro ed in un luogo pubblico. Versavamo altresì in uno stato di grande prostrazione, perché solo pochi giorni prima una nostra collega, dello stesso reparto ed in cassa integrazione, si era tolta la vita. L’episodio faceva seguito ad una lunga serie di suicidi e tentati suicidi di altri colleghi di reparto, anch’essi in cassa integrazione.

Siamo consapevoli del fatto che il nostro ricorso non ci potrà portare ad essere reintegrati nel posto di lavoro, ed agiamo esclusivamente mossi dal desiderio di contribuire a tutelare l’esercizio di un diritto fondamentale, spettante a chiunque, quale quello di libertà di manifestazione del pensiero e di critica, in Italia ed in Europa.

Attendiamo fiduciosi gli sviluppi della procedura dinanzi alla Corte di Strasburgo.

Pomigliano d’Arco 5/4/2019

I 5 operai licenziati fca

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