Giornale, Numero 1 del 1 aprile 2019

“ TROVOLAVORO ”

  Questa è la rivista del Corriere per indirizzare i giovani al lavoro, taglia fuori il 39% che non hanno un diploma superiore,  ma questa è la bassa manovalanza, agli […]

 

Questa è la rivista del Corriere per indirizzare i giovani al lavoro, taglia fuori il 39% che non hanno un diploma superiore,  ma questa è la bassa manovalanza, agli altri consiglia di essere sempre disponibili, sempre pronti ad accettare qualunque condizione di lavoro, in perenne ricatto occupazionale.

Caro Operai Contro, rivolgendosi per il tipo di proposte, consigli, “dritte”, quasi esclusivamente ai disoccupati laureati e quelli con diploma superiore, l’inserto “Trovolavoro” del Corriere della Sera, sferra un calcio sui denti a quel 39% che in Italia non hanno un diploma superiore e molti di loro sono senza lavoro.

Hanno dovuto lasciare la scuola per problemi legati alla povertà e al disagio sociale, spesso per il licenziamento che ha colpito uno o più componenti del nucleo familiare.

Anche nel 2018 l’abbandono delle scuole superiori va, dal tasso più basso 16,1% dell’Umbria, a quello più alto del 33% della Sardegna, al 29,2% in Campania, al Nord Ovest che detiene il 25% di abbandono scolastico come il Sud d’Italia.

Nel 2018 dei 590 mila studenti che avevano iniziato le scuole superiori, 151 mila si sono ritirati, contribuendo a formare quel 39% senza un diploma superiore che “Trovolavoro” sceglie di ignorare.

Eppure i disoccupati con la licenzia di terza media, sono il doppio dei disoccupati con diploma superiore, ed il quadruplo di quelli laureati. (dati del dossier Tuttoscuola 2018).

La forza lavoro a bassa scolarizzazione è una componente fondamentale di tutta la forza lavoro. Questa, per sopravvivere è costretta a produrre la ricchezza di tutta la società, ma non può emanciparsi finchè rimane incatenata negli attuali rapporti sociali, una parte di essa ingrossa le fila dei disoccupati. I padroni all’occorrenza possono trovarla ovunque a prezzo e condizioni stracciati, hanno solo l’imbarazzo della scelta, con la vasta gamma di tipologie contrattuali di cui dispongono, grazie alle leggi sfornate dai loro governi.

Pur rendendosi disponibili a qualsiasi lavoro, in perenne ricatto occupazionale, nessun “Trovolavoro” può offrire lavoro alla massa dei disoccupati, più di quanto lo facciano già i padroni, assumendone solo quanti bastano loro per realizzare un dato margine di profitto, a determinate condizioni di sfruttamento, e mantenendone sempre una parte disoccupata (variabile a secondo del ciclo economico).

Il mensile del Corriere è un progetto editoriale rivolto ad un ristretto numero di disoccupati, a determinate figure lavorative, indirizzandole alle aziende a cui servono. “Trovolavoro” nel suo 2° numero del 2019, indica 20 aziende alle quali servono 3963 addetti, quasi tutti professionisti e tecnici dei vari settori, ingegneri, architetti, solo poche decine di magazzinieri e operai. Ci sono poi altre indicazioni sulle figure professionali e specializzazioni richieste nei vari settori, e come si stanno muovendo le aziende per aggiornare il proprio personale, rispetto le nuove tecnologie digitali, meccatroniche, interconnesse.

A partire dall’apprendistato finalizzato alla formazione professionale delle nuove conoscenze e dei nuovi mestieri, “Trovolavoro” si rivolge ad una minoranza degli oltre 5 milioni di disoccupati in Italia. E comunque proprio gli apprendisti hanno una busta paga ridotta dal 40% al 90% della retribuzione del Ccnl di riferimento per la qualifica. A scadenza del periodo formativo, l’azienda non è obbligata a confermare il posto di lavoro all’apprendista.

Non si tratta di un “Trovolavoro” rivolto alla massa dei disoccupati, ma bensì di una sorta di agenzia mirata al servizio delle aziende alla ricerca di personale da formare e professionisti già capaci.

Un “Trovolavoro” all’insegna del rampantismo, che facendo leva sul merito, mira a fondere, formazione, conoscenza e capacità professionali di questi dipendenti, inglobandoli nella mentalità aziendale asservita al padrone.

In prima pagina Superwoman, ovvero l’astronauta Samantha Cristoforetti. Come dire, basta volere che un lavoro lo si trova! Un insulto ai disoccupati che sarebbero diventati tali, per non aver mai pensato di volare nello spazio, come ha sognato e poi fatto la Cristoforetti, per non rimanere disoccupata!!!

Ci mette del suo anche Dario Di Vico giornalista del Corriere che, tra un capitoletto e l’altro della sua “analisi”, c’infila dentro, per ridimensionare la vastità della disoccupazione, che i disoccupati in Italia sarebbero 2,7 milioni di persone, ben sapendo che sono almeno il doppio conteggiando anche quelli che l’Istat definisce “scoraggiati”.

A Dario Di Vico, come alla direzione del Corriere, arriveranno i ringraziamenti di Confindustria per l’ottimo lavoro che svolgono per i padroni.

Saluti Oxervator

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