Giornale, Numero 22 del 22 marzo 2019

I CAMPI DI PRIGIONIA IN LIBIA

In questi giorni non ne parla più nessuno. I media sono interessati a sbattere in prima pagina la notizia del momento, poi, siccome sono interessati solo a vendere i loro […]

In questi giorni non ne parla più nessuno. I media sono interessati a sbattere in prima pagina la notizia del momento, poi, siccome sono interessati solo a vendere i loro giornali oppure a fare i leccapiedi della borghesia, passano ad altro. Difficile che qualche giornalista faccia inchieste serie, neanche quelli schierati con la cosiddetta sinistra. Sono interessati solo allo scoop, poi si guardano bene dall’approfondire notizie serie sulla condizione dei migranti.

Dobbiamo risalire ad un paio di articoli apparsi sull’Avvenire a gennaio e febbraio per capire le vere ragioni sulla diminuzione degli sbarchi di extracomunitari in Italia.

Secondo il ministro degli interni Salvini, è il frutto delle sue politiche, della chiusura dei porti, del rimpatrio dei cosiddetti “clandestini”.

Le cose invece stanno diversamente. Ormai è risaputo che l’Italia fa accordi non con un governo riconosciuto, ma solo con una delle fazioni.

Gli stati capitalisti, quando non riescono a mettere le mani completamente su un altro stato, usano altri sistemi, tra cui quello di far fuori la classe dirigente del momento, che per un motivo o per l’altro non ha intenzione di assecondare i piani economici degli stati imperialisti. È così, che dopo aver fatto fuori Gheddafi, diventa difficile fare accordi con la borghesia libica. Quest’ultima è divisa in fazioni, le quali rispondono ai poteri forti del paese e non si riesce a farle mettere d’accordo per dividere la torta. Ognuna di loro la vuole intera. A dimostrazione che la borghesia si fa la guerra fino a che una fazione prevale sull’altra.

Ed è così che nei campi in Libia, in cui Salvini dice di aver fatto accordi dove gli hanno assicurato che non esistono torture, dietro anche l’avallo dell’ONU, ne succedono di tutti i colori.

Secondo gli articoli apparsi sull’avvenire, ai carcerieri non viene neanche pagato lo stipendio, e così per portare a casa anche loro una fetta di questo denaro, torturano gli extracomunitari e chiedono il riscatto ai familiari. Si parla di richieste di denaro che vanno dai 500 dollari ai 4/5 mila. Le famiglie, già indebitate per far fronte al viaggio dei loro parenti sono in grave difficoltà a tirare fuori altri soldi.

Ed è così che viene bloccata questa povera gente in Libia che, dopo aver attraversato il deserto, subisce la fame e le torture dei carcerieri.

Paradossalmente, la minaccia di questi carcerieri arriva al punto di vendere gli extracomunitari a gruppi più cattivi, se i familiari non pagano il riscatto. Addirittura ci sarebbero forme di pagamento differenziato pur di consentire alle famiglie di pagare.

In un articolo del 10 febbraio, sempre su Avvenire, leggiamo che è la stessa polizia libica a rapire a Tripoli 72 eritrei, dopo che le famiglie avevano pagato già un riscatto. Questi poveracci erano stati liberati dai loro carcerieri, e non sapevano dove andare. Vagando per la città sono stati arrestati dalla polizia e rinchiusi in celle di sicurezza, e da qui l’ennesima richiesta di soldi alle famiglie ormai dissanguate, oppure la vendita a banditi che hanno in mano i campi di prigionia. Per fortuna che da qualche cellulare nascosto le immagini sono giunte ai parenti che stanno in Europa, e quindi diffuse.

Insomma una situazione che ha dell’incredibile. Ma le barbarie compiute dalle classi dirigenti, nella storia, si sono sempre verificate, ed anche oggi, grazie a qualche notizia che circola sottobanco, si conferma il fatto che le barbarie continuano.

Altro che la chiusura dei porti, il ministro degli interni sta facendo accordi con questi macellai e nasconde la realtà di questi campi di concentramento con la complicità dei mezzi di informazione che tutto sanno e niente dicono.

Lo scempio dei bambini morti sulle spiagge, le donne stuprate in questi lager, le botte e le torture che subiscono i migranti, non hanno scosso la civile Europa. Tutto continua come prima e il signor Salvini può gridare di aver fermato gli sbarchi, …. nei campi di concentramento.

S.D.

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