Giornale, Numero 10 del 10 Febbraio 2019

ISTAT POLITICO

Dalla presidenza dell’Istat in mano alla Lega, al controllo della Cassa Depositi e Prestiti ai grillini. A Paolo Savona alla Consob. La spartizione delle poltrone è in atto Caro Operai […]

Dalla presidenza dell’Istat in mano alla Lega, al controllo della Cassa Depositi e Prestiti ai grillini. A Paolo Savona alla Consob. La spartizione delle poltrone è in atto

Caro Operai Contro, salvo cambiamenti ancora possibili, Comunione e Liberazione e la Lega dal 1° febbraio 2019 sono alla presidenza dell’Istat, con un voto determinate di Forza Italia nelle commissioni Affari costituzionali, che ne  ha sdoganato l’investitura. Non ancora ufficiale perché fortemente contestata dall’opposizione e da una parte dei 5 Stelle.

Se nulla cambia il nuovo presidente dell’Istat sarebbe il demografo di C.L. Giancarlo Blangiardo anni 70, fortemente voluto da Salvini e come lui contro i migranti, tanto che ha scritto un saggio dal delirante titolo: “Immigrazione. La grande farsa umanitaria”.

Blangiardo ha contestato anche il presidente dell’Inps Tito Boeri, per aver dichiarato che gli immigrati permettono al bilancio dell’Inps di restare sostenibile.

L’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, è l’ente pubblico che tramite indagini sociali ed economiche, dovrebbe in modo indipendente occuparsi appunto di statistica. Di censimenti e del “conteggio” di molte altre cose e persone nell’attuale società, settori, categorie, salari, occupati, prezzi, ecc. ecc.

Se confermata quella di Blangiardo sarebbe una presidenza sfacciatamente politica, che dimostra sempre più che l’indagine statistica oggettiva ed indipendente è una menzogna. Una nomina in spregio agli stessi regolamenti dell’Istat, che prevedono per la scelta del suo presidente, un percorso attraverso una selezione trasparente e aperta.

Come ci ricorda “Lettera 43” riferendosi a Blangiardo:“Basta guardare le sue posizioni su jus soli, aborto e famiglia, per capire come il nuovo presidente Istat è perfettamente in linea con le nuove politiche dell’ultradestra leghista”.

Blangiardo ha già manifestato l’intenzione di voler cambiare le statistiche, cominciando dall’aspettativa di vita di una persona, che secondo lui andrebbe calcolata fin dal suo concepimento, in modo da inserire gli aborti sulla misurazione della vita media di tutti gli italiani.

Con il nuovo presidente dell’Istat in coppia con Salvini, la statistica perde definitivamente il velo dell’oggettività è diventa strumento delle “nuove politiche dell’ultradestra leghista”.

L’Istat politica di Salvini e Blangiardo, manipolerà le statistiche a favore del governo, dei padroni, per poi legittimare con i dati truccati, la loro politica contro gli operai e gli strati sociali più deboli.

Non è da oggi che l’ISTAT viene usata per fini politici, ma i nuovi venuti della Lega e dei 5Stelle avevano giurato che  le spartizioni politiche erano finite.

 

Da 6 mesi non è meno cruenta anche la lotta per la spartizione delle poltrone, per la presidenza della Consob, la commissione che vigila sulla Borsa e il rapporto di questa con le banche. Dopo un lungo scontro tra Lega e 5 Stelle, quest’ultimi hanno rinunciato al proprio candidato per lasciare il posto all’economista Paolo Savona. Un vecchio maneggione di 82 anni già ministro nel 1993-94 nel governo Ciampi. Ma i dissidi all’interno dei 5 Stelle non sono ancora risolti.

C’è anche il paradosso che Savona presidente designato per la Consob, non potrebbe essere eletto per almeno 3 ragioni. Primo perché fino maggio 2018 è stato presidente del fondo Euklid (legge 39 del 2013). Secondo perché è in pensione (legge Madia 2015). Terzo perché è un menbro del governo (legge Frattini 2004 sul conflitto d’interessi).

Nonostante queste leggi impedirebbero a Savona di diventare presidente della Consob, la Lega e una parte dei 5 Stelle, insieme ai vecchi marpioni del governo Conte, insistono che sia proprio Savona il nuovo presiente di Consob.

Ci sono almeno una dozzina di banche commissariate da Bankitalia, più altre in crisi, più quelle “salvate” da Renzi e Gentiloni e da ultima la Carige commissariata dalla Bce e salvata dal governo. Savona con la sua esperienza, è garanzia di continuità dell’operato della Consob ma anche di Bankitalia. Entrambe sempre pronte a salvare banchieri e padroni, non di certo i nullatenenti e i piccoli risparmiatori. Entrambe per giustificare il loro operato si coprono a vicenda, all’occorrenza agiscono come le 3 scimmiette: “non vedo, non sento, non parlo”. Un detto che Savona data la sua veneranda età potrà adeguare in: “io non c’ero, ma se c’ero dormivo”.

 

Anche la nomina del nuovo cda della Cassa Depositi e Prestiti, la terza banca in Italia per giro d’affari, controllata per l’80% dal Tesoro, è avvenuta l’estate scorsa dopo uno scontro tra Lega e 5 Stelle. I pentastellati ne sono al comando fiancheggiati dalla Lega. La parte del leone nel piazzare uomini nel cda è stata di Tria, un altro vecchio marpione, attuale ministro dell’economia, che fu consulente economico di Forza Italia negli anni dei governi Berlusconi.

Così Cassa Depositi e Prestiti continuerà a finanziare padroni e banchieri con i nuovi soldi stanziati dal governo Conte, facendo man bassa anche dei risparmi postali dei piccoli risparmiatori.

Salvini e Di Maio avevano tanto deprecato la spartizione delle poltrone, che avveniva non sulla base delle competenze, ma dei partiti di appartenenza, come facevano i precedenti governi. Ora ne sono loro gli artefici, la lotta per la spartizione “politica” delle poltrone, non solo continua ma è diventata molto più selvaggia. Sarà dovuto anche in questo campo all’effetto del “cambiamento” che avevano promesso con il loro governo?

Saluti Oxervator

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