Giornale, Numero1 del 1 febbraio 2019

Gli operai ungheresi sono in movimento

168 ore di sciopero, una settimana di blocco della produzione per ottenere aumenti salariali del 18%. Gli operai in lotta dell’Audi di Gyor sono un esempio da seguire. In Italia […]

168 ore di sciopero, una settimana di blocco della produzione per ottenere aumenti salariali del 18%. Gli operai in lotta dell’Audi di Gyor sono un esempio da seguire. In Italia i salari sono fermi da 17 anni ( dati CENSIS)

L’ Audi nel suo impianto principale di Ingolstadt in Baviera, ha dovuto sospendere la produzione. Alla Porsche di Lipsia e nella fabbrica della Volkswagen di Bratislava la produzione ha subito pesanti rallentamenti.

La causa di queste interruzioni della produzione è dovuto allo sciopero messo in atto dagli operai della fabbrica dell’Audi di Gyor in Ungheria, sciopero incominciato alle 6.00 di mattina del 25 gennaio e conclusosi alle 6 di mattina del 31 gennaio.

La fabbrica occupa 13000 addetti di cui 10000 sono operai impiegati nella produzione diretta (seconda industria ungherese).

Circa 9000 sono iscritti al sindacato indipendente Ahfsz (Audi Hungária Independent Trade Union ).

Venerdì 25 gennaio gli operai sono scesi in sciopero bloccando completamente la produzione e la fabbrica per un’intera settimana organizzandosi con una cassa di resistenza di 5 milioni di HUF ( fiorini ungheresi) che: “aiuti di sciopero a chi non riprende il lavoro. Coloro che lavorano in un orario di lavoro di otto ore riceveranno 5.000 fiorini netti su tre turni in tre scioperi. In caso di un orario di lavoro di 12 ore, 7500 HUF vengono spesi per due turni di sciopero”.(dal sito del Ahfsz), lanciando anche una campagna per la raccolta di fondi tramite internet a questo indirizzo: ahfszsztrajktamogatas@gmail.com

Nella fabbrica di Gyor si producono circa 9000 motori al giorno su tre turni, per un totale, nel 2017, di quasi 2 milioni di motori in 12 mesi. Motori che servono 32 fabbriche del gruppo Volkswagen.

Oltre alla realizzazione dei motori ci sono le linee di assemblaggio per la produzione dell’Audi Q3, della A3 Sedan, A3 Cabriolet, TT Coupé e TT Roadster .

Il sindacato indipendente di Audi Hungaria (Ahfsz) nella piattaforma aziendale aveva avanzato una richiesta di aumento salariale del 18% e comunque non inferiore a 75 mila fiorini (238 euro) (il salario medio degli operai metalmeccanici ungheresi si aggira è di 210 mila fiorini, circa 660 euro), di un bonus una tantum di 100 mila fiorini annui (circa 320 euro) e di un intero fine settimana libero dal lavoro, contro l’imposizione di Audi di incrementare con decine di ore straordinarie la produzione, e un aumento .

Gli operai avevano precedentemente respinto al mittente la proposta fatta dalla direzione dell’ Audi di Gyorche che intendeva chiudere la vertenza con un aumento del 20% in 2 anni; 10% nel 2019 e un altro 10 % nel 2020.

La lotta, per ora, si è conclusa alle 6 di mattina del 31 gennaio dopo 168 ore di sciopero con blocco totale della produzione .

Intanto la delegazione sindacale, non ritenendo la dirigenza Audi della fabbrica di Gyor in grado di proseguire e concludere la trattativa in corso, ha deciso di spostare il confronto direttamente in Baviera, nella sede centrale della società, portando direttamentelo scontro sulla vertenza al tavolo della direzione generale dell’Audi di Ingolstadt.

D.C.

Lascia una risposta