Giornale, Numero 28 del 28 gennaio 2019

A casa senza stipendio

Il braccio di ferro fra i democratici e Trump si svolge sulla pelle degli impiegati dello Stato. I borghesi al potere non hanno nessun limite nel far pagare i loro […]

Il braccio di ferro fra i democratici e Trump si svolge sulla pelle degli impiegati dello Stato. I borghesi al potere non hanno nessun limite nel far pagare i loro contrasti a chi sta sotto. La risposta non può essere che ribellarsi.

Trump ha dichiarato: «Da candidato presidente io ho promesso che avrei risolto questo enorme problema. E voglio farlo». L’ “enorme problema” è quello dei poveri che dal Messico entrano negli Stati Uniti. E lui, immigrato di seconda generazione, ha promesso che farà costruire un muro in cemento e acciaio che lo impedirà. Vuoi non rispettare una promessa elettorale?

I democratici, la Pelosi come loro portavoce alla Camera, hanno risposto a Trump che non voteranno i 5,7 miliardi di dollari per la costruzione del muro, dimenticando che i primi pezzi di quello stesso muro li fece costruire Clinton nel 1995, un presidente democratico. Vuoi non fare una “doverosa” opposizione a un Presidente come Trump?

È in questo braccio di ferro tra politici rappresentanti della borghesia al potere, le loro visioni formalmente diverse sui poveri, che si sono trovati loro malgrado coinvolti 800mila dipendenti dello Stato. In questa diatriba a fini elettorali, l’intera macchina statale è stata bloccata (Shutdown), con la sola esclusione di qualche servizio essenziale. Dal 21 dicembre tutti senza stipendio e a casa. 420mila di questi lavoratori sono persino stati precettati al lavoro gratuito, coatto. A nulla son servite manifestazioni e sit-in “pacifici”. Anche il ricorso a un un giudice federale da parte del sindacato dei controllori e degli assistenti di volo che si appellavano alla legge sul pagamento obbligatorio del salario minimo è stato rigettato. I fedeli impiegati dello Stato han trovato giudici più fedeli di loro. Il bilancio dello Stato per tutti, soprattutto per quelli che lo guardano dall’alto del loro reddito, anche per Richard Leon della Corte distrettuale di Washington, viene prima del sacrosanto diritto di ricevere lo stipendio e con quello di dar da mangiare ai propri familiari. Eppure, e sembra incredibile, esiste una legge del 1938, il Fair Labor Act, che obbliga a retribuire il lavoro, ma evidentemente quella legge può venire violata. Cari fedeli impiegati dello Stato, imparate, anche le leggi seguono le gerarchie della società che le ha emanate.

Nessuno si è poi occupato, l’han trattati marginalmente, dei 40milioni di americani poveri che nella prima metà di ogni mese ricevono i Food Stamps, un “reddito di cittadinanza” americano. In una diatriba tra borghesi su come debbano venir trattati i poveri provenienti dal Messico, sono rimasti senza “buono” sia i poveri che lo dovevano ricevere, sia gli impiegati che glielo dovevano far stampare, scoprendo la povertà a loro volta.

Un solerte dirigente della Guardia Costiera americana, di fronte alle forzate ferie non pagate dei propri dipendenti, si è spinto a consigliare sul sito ufficiale: «Siate creativi. Offritevi come baby sitter, portate a spasso i cani, fate le faccende domestiche, organizzate un garage sale». Ma a parte l’indignazione virtuale che ne è scaturita, con cancellazione immediata del “post”, i 41 mila lavoratori del mare han continuato a stare pacificamente a casa senza stipendio. Sono rimasti chiusi i musei e i parchi nazionali. Gli stessi tribunali han dovuto ridurre le attività. Gli ingegneri della Nasa e gli impiegati tributari, tutti colpiti dalla stessa sorte, e a usare la carta di credito per pagare spese e mutui, ne pagheranno successivamente gli interessi sul debito.

Tre giorni fa, il 24 gennaio, dopo più di un mese è stato raggiunto un accordo tra le due fazioni politiche. Ma si tratta solo di una tregua. Trump ha ribadito che se non gli verranno concessi i soldi per il muro lo shutdown riprenderà il 15 febbraio e i dipendenti pubblici saranno nuovamente senza stipendio. Costretto a cedere oggi, non sappiamo se per il rischio blocco degli aeroporti, per il calo di consensi, o le stime sulla caduta del pil in recessione, non si fa scrupolo di tornare a lasciare nuovamente senza lavoro e stipendio 800mila lavoratori statali. Anzi li usa come “pawns” (pegni), come denunciano sui cartelli quei finora “pacifici” lavoratori che sono scesi in piazza. Dall’altra parte i democratici con una opposizione di facciata, tutta chiacchiera e ruolo istituzionale, ma che si guardano bene dall’organizzare, fossero seri, una vera ribellione dei poveri e dei lavoratori i quali in questo modo si trovano in mezzo a pagarne le dirette conseguenze.

R.P.

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