Giornale, Numero 24 del 24 gennaio 2019

LO SCONTRO DEGLI IMPERIALISTI IN AFRICA

L’Africa è un continente in cui gli imperialisti di tutto il mondo si confrontano e si scontrano. Dai padroni italiani a quelli francesi, dai padroni cinesi a quelli indiani, dai […]

L’Africa è un continente in cui gli imperialisti di tutto il mondo si confrontano e si scontrano. Dai padroni italiani a quelli francesi, dai padroni cinesi a quelli indiani, dai padroni Usa a quelli inglesi. I politici e i vari governi dei paesi imperialisti hanno lavorato e lavorano per sostenere i loro padroni.

L’attacco di Di Maio, Salvini, Di Battista, non è un attacco di imbecilli all’imperialismo francese, ma l’attacco di fedeli servi dei padron, che vogliono dare il sostegno della piccola borghesia italiana agli imperialisti.

Oltre Di Maio altri politici del M5S e Lega sono intervenuti attaccando la Francia.

Sulla questione del “colonialismo francese” ( meglio dire imperialismo), è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Il problema dei migranti ha tante cause – ha detto – c’è chi in Africa sottrae ricchezza a quei popoli e a quel continente e la Francia è tra questi”. In Libia, aggiunge, la Francia ha “interessi opposti a quelli italiani” e “non ha alcun interesse a stabilizzare la situazione. I padroni francesi sono in concorrenza con i padroni italiani dell’ENI.

Dice Alessandro Di Battista: ” Credo fermamente che il neocolonialismo della Francia abbia danneggiato gli interessi italiani e il futuro dell’Africa”.

Come primo capo di governo europeo Conte è andato a incontrare i leader di Eritrea ed Etiopia vecchie colonie italiane. Un viaggio importante quello di Conte che, unito a quanto sta avvenendo in Libia e all’intreccio di interessi con l’Egitto, dimostra l’importanza che i padroni italiani danno ai paesi dell’Africa. L’Italia, ha nella italiana Eni, il battistrada degli imperialisti italiani nei Paesi ricchi di risorse energetiche, come molti Stati dell’Africa.

L’Eni in Africa non è solo Egitto e Libia. La sua rete di interessi di rapina, congiunge tutto il continente africano e va dal Mediterraneo a Capo di Buona Speranza. E in questa rete, entra anche il Mozambico, dove l’azienda del cane a sei zampe, ha raggiunto un accordo estremamente importante con il governo locale che, come gli altri governi in Africa, usano i loro rapporti con i paesi imperialisti più forti, per sviluppare i propri interessi come borghesi locali e sfruttare ancora più intensamente operai e contadini poveri dei loro paesi. La scorsa settimana, il gigante italiano degli idrocarburi ha dichiarato attraverso un comunicato che i suoi rappresentanti hanno firmato a Maputo un contratto per i diritti esclusivi di esplorazione e sviluppo del blocco offshore A5-A, nelle acque del Bacino Settentrionale dello Zambesi.

Nessun partner occidentale o russo o asiatico: ma solo Italia e Africa. Almeno per quest’area: perché ad esempio nell’Area 4, cioè quella dei giacimenti di Coral, Agulha e Mamba (2047 miliardi di metri cubi di gas), il consorzio è composto da “Eni (25%), ExxonMobil (25%) e Cnpc (20%), partecipanti attraverso la società Mozambique Rovuma Venture, e da Empresa Nacional de Hidrocarbonetos (10%), Kogas (10%) e Galp (10%)”. Dove il gas è già stato trovato, Cina e Stati Uniti non hanno lasciato che altri operatori agissero in maniera indipendente.

Ma non c’è solo il Mozambico nei piani dei padroni italiani. E la dimostrazione è arrivata dalle parole del ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, che ha incontrato alla Farnesina Manuel Domingos Augusto, ministro degli Affari Esteri dell’Angola. I due ministri, si sono incontrati alla vigilia della conferenza Italia-Africa alla Farnesina, hanno confermato l’impegno dei rispettivi governi a intensificare i rapporti economici bilaterali, con la promessa del governo africano di attrarre maggiori investimenti in infrastrutture e servizi. Strategia in cui avrà un ruolo centrale un futuro forum economico congiunto fra Angola e Italia. L’Angola si può considerare in piena sfera d’influenza cinese. Non tarderanno gli attacchi dei politici dei padroni italiani al ” colonialismo” cinese.

L’attacco dei politici del M5S-Lega non è soltanto indirizzato alla conquista di voti alle elezioni europee, ma un attacco dei politici dell’imperialismo italiano agli imperialisti Francesi, per conquistare nuovi profitti ai padroni italiani.

Ma questa denuncia non basta ancora. Dobbiamo spiegarci e spiegare agli operai, come è possibile che nell’ambito di accordi economici in piena regola, si nasconde l’azione imperialista di rapina nei confronti dei poveri.

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