Giornale, Numero 22 de44l 22 gennaio 2019

Elezioni in Sardegna

Rappresentano chi? Nessuno Quelle di Cagliari sono elezioni secondarie, marginali, servono solo per sostituire un deputato, ne parleranno poco, spariranno lo stesso giorno dai notiziari, eppure, eppure invece dicono molto. […]

Rappresentano chi? Nessuno

Quelle di Cagliari sono elezioni secondarie, marginali, servono solo per sostituire un deputato, ne parleranno poco, spariranno lo stesso giorno dai notiziari, eppure, eppure invece dicono molto. Sono andati a votare solo il 15,5%. La stragrande maggioranza degli elettori, l’84,5 % ha giudicato i partiti e le liste non degni del loro voto. Nemmeno le passerelle di Salvini in divisa, di Di Maio, di Berlusconi, attento a non cadere dal predellino dell’auto, sono riusciti a convincere la gente a votare. Un lampo di consapevolezza. Scegliere, quale dei quattro candidati, mandare a Roma nello stesso giorno in cui si contavano 150 morti annegati nel Mediterraneo, mentre altri 100 erano in balia delle onde, sarebbe stata una tragica beffa. Bisognava scegliere fra i candidati degli stessi partiti, dei Salvini e Di Maio, che per la speculazione elettorale che fanno sui migranti li abbandonano a morire in mare, del PD di Minniti che raccontava di aver risolto il problema facendo internare i migranti nei campi di concentramento libici. Probabilmente nell’astensionismo non ha agito solo questa consapevolezza, si è manifestato qualcosa di più profondo. La democrazia parlamentare è stata svuotata dagli stessi parlamentari, le promesse, per quanto fantasmagoriche, fanno poi i conti con gli interessi dei ricchi, dei padroni, dei banchieri e si risolvono in niente. Uno dopo l’altro perdono di credibilità i partiti e i loro capi e viene in luce l’essenziale: chi veramente ha il potere, come si rovescia il potere di chi sta al potere, come gli operai e i lavoratori poveri possono emanciparsi dalla loro condizione. Non certo con la scheda, non certo votando i soliti personaggi politici che ripetono litanie insopportabili. Hanno votato il 15,5%, quattro gatti, sono con tutta probabilità quelli del ceto politico legato ai piccoli e grandi privilegi che localmente, i partiti garantiscono. Nei prossimi giorni, si può scommettere, l’astensione del 84,5% sparirà dalle analisi politiche, rimarranno le percentuali di ciascun partito, 40,5% al PD, 28,9% ai 5 stelle e 27,9% al centro destra. Il PD potrà dire che ha vinto ripetendo il solito gioco. Alle politiche votò poco più del 50%, ma Salvini e Di Maio, che insieme fanno il 30% degli aventi diritto, da un anno si riempiono la bocca, ripetendo fino alla nausea la menzogna, di rappresentare “la maggioranza degli italiani”. Cosi come il PD potrà dire di aver ottenuto il 40% dei consensi, sempre di quattro gatti. In realtà non rappresentano nessuno.

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