Giornale, Numero 12 del 12 gennaio 2019

RISO AMARO

La guerra dei dazi si sposta sul riso. Ormai siamo ad uno scontro commerciale aperto, saranno contenti i padroni agricoli. Così spingono verso una nuova guerra mondiale, tanto a morire […]

La guerra dei dazi si sposta sul riso. Ormai siamo ad uno scontro commerciale aperto, saranno contenti i padroni agricoli. Così spingono verso una nuova guerra mondiale, tanto a morire andranno gli operai che raccolgono il riso in Cambogia e quelli che lo raccoglieranno in val Padana.

Torneranno in vigore la prossima settimana i dazi Ue sull’import di riso da Cambogia e Myanmar a seguito della richiesta presentata dall’Italia nel febbraio 2018. I dazi saranno pari a 175 euro la tonnellata nel primo anno, 150 nel secondo e 125 nel terzo.

La decisione arriva in seguito a un’indagine dell’Esecutivo Ue che ha riconosciuto le gravi difficoltà causate tra il 2012 e il 2017 ai padroni del settore risicolo europeo, principalmente italiano (il 50% della produzione Ue), dalle importazioni a dazio zero da Cambogia e Myanmar.

L’Italia e l’Europa inseguono il sogno di tutti i padroni: dazi su tutte le merci che arrivano dall’estero.

Se si esamina bene in Europa ci sono dazi su tutte le merci

Si conclude così una vicenda iniziata il 16 febbraio 2018, quando l’Italia aveva presentato richiesta a Bruxelles per il ripristino dei dazi invocando la clausola di salvaguardia prevista dalle norme europee nel caso i regimi commerciali preferenziali Ue per i paesi poveri creino difficoltà ai produttori europei. La richiesta italiana era stata sostenuta da Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Romania, Bulgaria e Ungheria

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