Giornale, Numero 28 del 28 dicembre 2018

Putin mette le mani avanti

 I paesi capitalisti più forti si accusano a vicenda. Sono in concorrenza per il controllo dei mercati, si preparano alla guerra come opzione reale. Il 20 dicembre si è svolta […]

 I paesi capitalisti più forti si accusano a vicenda. Sono in concorrenza per il controllo dei mercati, si preparano alla guerra come opzione reale.

Il 20 dicembre si è svolta la rituale conferenza stampa di fine anno del Presidente della Russia, Vladimir Putin. In un clima da stadio, 1700 giornalisti da tutto il mondo, è stata l’occasione per il nuovo zar della borghesia russa per dire a tutte le altre quanto lo stato geograficamente più grande del pianeta sia anche una potenza rilevante per risorse ed economia. Non sarà l’Urss della Guerra Fredda, ma la Russia rimane la seconda potenza nucleare, che non possono permettersi di sottovalutare militarmente. Nel recente passato lo ha anche praticamente dimostrato sia contro l’Ucraina con l’annessione della Crimea e nessuno ha osato dire nulla, sia in Siria dove con l’appoggio ad Assad ha ristabilito il suo avamposto militare nel Medio Oriente e nel Mediterraneo.

Tuttavia, nella conferenza stampa i veri interlocutori non erano le borghesie minori. Putin, rispondendo alle domande dei numerosi giornalisti internazionali, si stava rivolgendo ai diretti concorrenti della borghesia russa. Alle borghesie e ai loro governi di Stati Uniti ed Europa che sente come continue minacce nello sviluppo della potenza russa.

  • Quando gli è stato chiesto delle sanzioni alla Russia a seguito della invasione della Crimea ha risposto: «E’ sempre la stessa cosa. In tutta la sua storia la Russia è sempre stata oggetto di restrizioni. Questo accade per un solo motivo: la crescita della potenza della Russia. Nessuno vuole fare i conti con un giocatore importante, ma gli tocca».

  • Quando ha dovuto indicare le vere ragioni del contendere ha detto: «Dobbiamo entrare in una nuova lega per qualità della nostra economia. La Russia deve diventare la quinta economia del mondo. Dal 2021 il governo pianifica una crescita del 3%. Se questo non avviene non avremo futuro».

  • Quando ha dovuto esplicitare che per vincere la concorrenza è pronto a usare tutti i mezzi non poteva essere più chiaro: «Il mondo sta sottovalutando il pericolo di una guerra nucleare. Se arriveranno i missili in Europa, poi l’Occidente non squittisca se reagiremo: dobbiamo garantire la nostra sicurezza, ma confido che l’umanità avrà abbastanza buon senso per evitare il peggio»

  • Infine, quando concretamente ha dovuto inquadrare il momento attuale cui è giunto il conflitto con le altre grandi potenze concorrenti, si è persino permesso di avvisare l’intera umanità, mettendo le mani avanti ma anche facendo capire che non sarà certo lui a tirarsi indietro: «Gli USA e i paesi NATO spendono in difesa più di 700 miliardi di dollari all’anno. Poi voi pensate che siamo noi a voler comandare il mondo? … usare armi nucleari a bassa potenza, per uso tattico» – ha aggiunto per denunciare l’idea che si va affermando, la quale porta a sottovalutare il pericolo di una catastrofe atomica – «potrebbe portare alla morte di tutta la civiltà e forse alla fine del pianeta»

R.P.

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