Cina. L’esercito operaio più numeroso del mondo è in marcia

Filtrano notizie di sommovimenti fra gli operai in Cina. Sindacati indipendenti si vanno formando e gestiscono lotte imponenti. Studenti che in nome del marxismo intervengono nelle fabbriche. Il regime dei nuovi capitalisti reagisce con i soliti strumenti polizia e tribunali.   Il 18 dicembre, il presidente cinese Xi Jinping, segretario del partito comunista cinese e presidente della repubblica popolare cinese, nella grande sala del popolo in Piazza Tienanmen, ha celebrato, difronte al partito, i 40 anni dell’era delle riforme iniziata 40 anni fa da Deng Xiaoping. Nel racconto di Xi Jinping: la Cina ha compiuto un “miracolo [grazie a] […]
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Filtrano notizie di sommovimenti fra gli operai in Cina. Sindacati indipendenti si vanno formando e gestiscono lotte imponenti. Studenti che in nome del marxismo intervengono nelle fabbriche. Il regime dei nuovi capitalisti reagisce con i soliti strumenti polizia e tribunali.

 

Il 18 dicembre, il presidente cinese Xi Jinping, segretario del partito comunista cinese e presidente della repubblica popolare cinese, nella grande sala del popolo in Piazza Tienanmen, ha celebrato, difronte al partito, i 40 anni dell’era delle riforme iniziata 40 anni fa da Deng Xiaoping.

Nel racconto di Xi Jinping: la Cina ha compiuto un “miracolo [grazie a] Deng Xiaoping [che mise] il Paese sulla giusta via delle riforme e del [rilancio del]la rivoluzione socialista”. Un paese povero si è trasformato nella seconda potenza economica del mondo, 740 milioni di cittadini [sono] usciti dalla soglia della povertà, «i fatti provano che il nostro percorso, la teoria, il sistema e la cultura sono assolutamente corretti» e pertanto il partito «rafforzerà risolutamente il sostegno all’economia statale e guiderà risolutamente lo sviluppo del settore privato». Nella circostanza sono stati premiati quelli che dal partito comunista cinese sono considerati gli autori del “miracolo”, tra cui naturalmente, il famoso Jack Ma, il fondatore di Alibaba ed altri borghesi della nuova industria avanzata, ingegneri, scienziati, strateghi militari, poliziotti di provincia, agricoltori, insegnanti, innovatori di vari campi.

Ma Xi Jinping dovrebbe sapere che non si giudica un sistema sociale per ciò che dice di essere, ma per ciò che è nella realtà. E la realtà racconta un’altra storia. Racconta di un miracolo non del socialismo ma della nuova borghesia che si è arricchita facendo profitti sullo sfruttamento degli operai salariati concentrati a centinaia di milioni in quella galera industriale in cui è stata trasformata per gli operai la Cina di oggi, “la fabbrica del mondo”. Racconta di operai che, senza rappresentanza politica e sindacale, spontaneamente si ribellano alle condizioni di sfruttamento imposte dai padroni e cercano di darsi forme di rappresentanza indipendenti dei propri interessi, ma anche studenti e giovani operai marxisti che sempre più numerosi appoggiano e sostengono le loro lotte introducendo elementi di coscienza politica nel movimento della classe operaia che si sta formando. Come è successo ultimamente, ad esempio, con gli operai della fabbrica Jasic Technolgy di Shenzhen, colosso dell’industria cinese, specializzata in macchinari per la saldatura, che quest’estate hanno cercato di costituire un sindacato indipendente che potesse rappresentare i loro interessi contro il padrone visto il rifiuto del sindacato unico di stato (l’Acftu) di supportarne la lotta ed i comitati di studenti e giovani marxisti che subito si erano formati in loro sostegno e hanno cercato di essere al loro fianco nella lotta. Ma sia gli operai prima che gli studenti dopo sono stati dispersi ed arrestati dalla polizia.

Le classi dominanti, la borghesia cinese sono molto preoccupate della situazione e vogliono che lo stato usi il pugno di ferro, vogliono che venga repressa sul nascere qualsiasi insorgenza. Le organizzazioni marxiste sono perseguitate ed ancora a novembre ci sono stati arresti e rapimenti in stile sudamericano di studenti ed operai appartenenti a queste organizzazioni.

La borghesia cinese sa che la scintilla potrebbe produrre l’incendio nella più grande concentrazione mondiale di operai creata dal “miracolo cinese”: “Il progresso dell’industria, di cui la borghesia è portatrice involontaria e passiva, produce, invece dell’isolamento dei lavoratori prodotto dalla concorrenza, la loro unificazione rivoluzionaria sotto forma di associazione. Con lo sviluppo della grande industria viene dunque sottratta sotto i piedi della borghesia la base stessa su cui essa produce e si appropria dei prodotti. Essa produce soprattutto i suoi propri becchini. Il suo tramonto e la vittoria del proletariato sono ugualmente inevitabili” [Il manifesto – Marx-Engels].

 

P.S.

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