Giornale, Numero 22 del 22 novembre 2018

OPERAI LEAR

Si è conclusa la vertenza avviata dagli operai insieme alla Rsu alla Lear fabbrica dell’Indotto di S.Nicola di Melfi, dove si assemblano sedili. La prima cosa che viene fuori è […]

Si è conclusa la vertenza avviata dagli operai insieme alla Rsu alla Lear fabbrica dell’Indotto di S.Nicola di Melfi, dove si assemblano sedili.

La prima cosa che viene fuori è quella che gli operai quando protestano e sono uniti riescono a strappare qualcosa al padrone, qualcosa che il padrone non darebbe mai solo con le riunioni e tavoli vari insieme all’aristocrazia operaia e alla burocrazia sindacale.

Entrando nello specifico della vertenza, tutti gli operai otterranno il riconoscimento del 4° livello al raggiungimento del ventesimo anno di anzianità, alcuni anche prima per aver svolto mansioni superiori. Viene istituita “la commissione Sviluppo delle competenze”. In pratica viene così diluito nel tempo (addirittura in 6 anni, fino al 2024!) e scaglionato fra gli operai il raggiungimento di uno dei principali obiettivi della vertenza, il 4° livello per tutti..

Alcuni lavoratori avranno il riconoscimento del super minimo come già altri avevano, ma ciò avverrà entro il prossimo mese di maggio.

Per quanto riguarda il recupero in denaro sulla mensa non fruita il padrone con l’accordo non mette mano al portafogli, in quanto non ci sarà nessuna somma o rimborso definito “buono pasto” per i lavoratori che a fine turno torneranno a casa e non utilizzeranno la mensa.

Per quanto riguarda i ritmi e i carichi di lavoro, non si ottiene nessuna loro diminuzione, ma ancora una volta si istituisce un ennesima ed inutile commissione: la commissione analisi sistemi di produzione.

Per quanto riguarda gli operai interinali che hanno anch’essi scioperato continueranno a lavorare precariamente finché deciderà il padrone.

Viene fuori ancora una volta che chi va a sedersi al tavolo della trattativa dopo aver ricevuto il proprio riconoscimento di soggetto contrattatore (e dopo aver ricevuto altri tavoli e commissioni varie), pur avendo alle spalle la forza degli operai in sciopero, non riesce a strappare tutto quello che gli operai chiedono, e si accontenta solo di quel minimo che i padroni sono disposti a concedere, convincendo gli stessi operai che meglio non si poteva fare.

Certo la vertenza Lear è un segnale. Dimostra che profondo e generale è il malcontento operaio. Malcontento che, se trova la possibilità di manifestarsi, assume immediatamente forme dure e determinate. Ma, al tempo stesso, la lotta della Lear ci fa capire quanto lunga sia ancora la strada dell’organizzazione operaia. Infatti, lo scontro con l’azienda, guarda un po’, viene iniziato dalla RSU proprio nel momento più sfavorevole per gli operai, cioè quando erano già preannunciate delle giornate di fermo produzione. Fca ed indotto hanno così potuto anticipare le giornate di fermo produttivo facendole coincidere con le giornate di sciopero alla Lear senza costi aggiuntivi, impedendo la presenza operaia nel sito di Melfi, nel timore che si potesse estendere il contagio ad altri stabilimenti.

Melfi 21 Novembre

                                                                                                                                  Un operaio di Melfi

Lascia una risposta