Giornale, Numero 7 del 7 ottobre 2018

LA GUERRA È IN MARCIA

  Mentre i pacifisti passeggiano nell’inutile marcia Perugia-Assisi invocando la pace e illudendosi di poterla ottenere senza mettere in discussione l’ordine imperialistico mondiale, le potenze imperialistiche mondiali affilano e menano […]

 

Mentre i pacifisti passeggiano nell’inutile marcia Perugia-Assisi invocando la pace e illudendosi di poterla ottenere senza mettere in discussione l’ordine imperialistico mondiale, le potenze imperialistiche mondiali affilano e menano le armi.

Il conflitto in corso si mantiene ancora sul piano commerciale, ma non è uno scontro di basso profilo. Lo dimostra, fra l’altro, lo schema che, l’Unione Europea, la Cina e la Russia, in pieno accordo fra loro, metteranno in piedi per consentire alle aziende straniere di proseguire i business con l’Iran, compresi quelli di beni denominati in dollari americani come il petrolio (vedi articolo allegato).

E quando le armi, gli spazi e i tempi della guerra commerciale si saranno esauriti, allora sarà arrivato il momento della guerra militare, del nazionalismo (e per l’Ue dell’“europeismo”) più sfrenato. Intanto, per prepararsi, tutte le potenze imperialiste aumentano i finanziamenti per armamenti sempre più moderni ed efficienti e si “esercitano” nelle guerre locali. La Siria è la moderna Spagna del 1937-39, la cavia scelta per le prove di guerra mondiale. Presto le armi potranno entrare in funzione dovunque nel mondo.

Saluti antimperialisti

Guerra commerciale

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