Giornale, Numero 7 del 7 ottobre 2018

COME BESTIE AL MACELLO

All’inizio di Settembre il governo del cambiamento e i sindacalisti delle mazzette ci hanno venduto ad Arcelor Mittal. Niente è cambiato rispetto al passato. Noi operai dell’ILVA rimasti al lavoro […]

All’inizio di Settembre il governo del cambiamento e i sindacalisti delle mazzette ci hanno venduto ad Arcelor Mittal.
Niente è cambiato rispetto al passato.

Noi operai dell’ILVA rimasti al lavoro continuiamo a produrre profitti con la morte sulle spalle per il padrone Arcelor Mittal.

Noi operai sappiamo che ogni giorno potrà essere il giorno della nostra morte.

Noi operai sappiamo che i nostri figli e mogli continueranno ad essere avvelenati dall’ILVA.

Molti di noi per sfortuna riusciranno a salvarsi dalla mattanza e moriranno ammalati.

Il governo attuale continua a far funzionare impianti dell’ILVA posti sotto sequestro penale prospettando per di più un aumento della produzione e promettendo un impossibile taglio delle emissioni complessive

Come bestie ogni mattina dobbiamo entrare nello stabilimento dell’ILVA.
Gli imbecilli della piccola borghesia del M5S ci dicono che l’accordo fatto da Di Maio è il meglio che si poteva ottenere.
Gli imbecilli al servizio del governo e i sindacalisti ci costringono a lavorare e stare zitti.

Ci vogliono far credere che
– con i miracoli delle tecnologie che taglieranno del 30% le polveri delle emissioni dei camini
– il padrone Arcelor Mittal propaganda che aumentando del 66% la produzione l’inquinamento diminuirà.

Non siamo riusciti a costruire il Partito Operaio e borghesi e piccolo borghesi ci strangolano

Devono stare attenti

Un operaio dell’ILVA

2 Comments

  1. alanza53

    Operai lo sappiamo bene che nell’accordo fatto all’Ilva tra padroni, governo e sindacati si è tenuto conto solo di salvaguardare il profitto dei padroni; il ricatto che avete subito: o un lavoro qualsiasi (anche a costo di morire nei lager chiamati fabbrica e con salari da fame) o i licenziamenti subito! Un film già visto, con altri accordi che mettevano gli operai davanti all’alternativa: riduzione del salario, licenziamenti incentivati, aumento dei ritmi con meno operai ecc. ecc. Questi sacrifici fatti dagli operai non hanno salvato un solo posto di lavoro, una volta divisi gli operai, i licenziamenti avvenivano ugualmente. Operai dell’Ilva, il criminale accordo firmato sulla vostra pelle non si ferma nel lager Ilva ma condanna alla camera a gas tutta la città di Taranto, i veleni non si fermano all’interno della fabbrica, le morti per tumori che coinvolgono tutte le fasce di età e a Taranto sono le più alte in Europa. Circa il quaranta per cento non ha ceduto al ricatto? Questo quaranta per cento si deve assumere la responsabilità di lottare per chiudere la fabbrica della morte, con picchetti e chiamare i cittadini di Taranto a sostenerli: l’alternativa al lager Ilva è bonificare tutta la zona con i soldi espropriati ai padroni vecchi e nuovi, il mostro è grande più del doppio della stessa città, sorge in una zona tra le più belle del golfo di Taranto, con i soldi espropriati si finanziano strutture recettive per il turismo e si creano fabbriche di trasformazione delle materie prime che la zona produce in grande quantità. Chi fermerà una alleanza tra operai e cittadini?

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