OGNI MESE CROLLA UN PONTE E MUOIONO 116 OPERAI

Redazione di Operai Contro, dopo l’approvazione del decreto sicurezza del Signor Salvini. Propongo di ripubblicare il seguente articolo “OGNI MESE CROLLA UN PONTE E MUOIONO 116 OPERAI” è la dimostrazione più lampante che l’avvocato dei padroni Conte, il segretario della Lega Salvini, il segretaripo del M5S sono impegnati nella sicurezza dei padroni. Sono solo interessati alla guerra contro i poveri cristi dei migranti per motivi elettorali A Genova dopo le fotografie per l’album dei parassiti è tutto fermo. “nel 2017 i morti sul lavoro sono stati oltre 1400. Come se ogni mese crollasse un ponte e uccidesse 116 operai. […]
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Redazione di Operai Contro,

dopo l’approvazione del decreto sicurezza del Signor Salvini. Propongo di ripubblicare il seguente articolo “OGNI MESE CROLLA UN PONTE E MUOIONO 116 OPERAI” è la dimostrazione più lampante che l’avvocato dei padroni Conte, il segretario della Lega Salvini, il segretaripo del M5S sono impegnati nella sicurezza dei padroni. Sono solo interessati alla guerra contro i poveri cristi dei migranti per motivi elettorali

A Genova dopo le fotografie per l’album dei parassiti è tutto fermo.

“nel 2017 i morti sul lavoro sono stati oltre 1400. Come se ogni mese crollasse un ponte e uccidesse 116 operai. Però nessuno Ministro del governo Conte, e di quelli in carica prima, ha parlato di levare ai padroni la concessione di sfruttare e uccidere gli operai per arricchirsi.

Di Maio, Salvini, e lo stesso Conte, si spingono al massimo a togliere la concessione delle autostrade agli attuali titolari, colpevoli del crollo del ponte di Genova.

Colpevoli che restano comunque a piede libero, perché il crollo del ponte con i suoi 43 morti, non costituisce una prova di strage premeditata: questa in pratica la posizione del governo Conte, con buona pace di Salvini & C.

I colpevoli del crollo del ponte di Genova, a piede libero, alzano la testa e minacciano di richiedere risarcimenti stratosferici se verrà loro tolta la concessione delle autostrade. Non vanno in galera, come nessun padrone va in galera per la strage di operai, gli uni e gli altri continuano a fare la bella vita.

In galera continueranno a finirci i ladri di pollo, e tutti coloro che sono costretti a delinquere perché schiacciati da una condizione sociale insostenibile.

Il governo Conte ha fatto sapere che sono migliaia i ponti a rischio crollo. Ma non dice quanti operai rischiano la propria vita ogni giorno sul lavoro per il profitto dei padroni!

Nel 2017 i morti sul lavoro sono stati oltre 1400. Ogni mese è crollato un ponte con 116 operai assassinati.

Mobilitarsi nelle fabbriche e sui posti di lavoro, contro lo sfruttamento e le pretese dei padroni di far lavorare gli operai a condizioni che mettono a rischio la loro incolumità. Mobilitarsi e non illudersi del “cambiamento” promesso dal governo Conte, per non trovarci con delle amare sorprese.

Saluti Oxervator

Allego dall’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Report morti sul lavoro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017

Dall’inizio dell’anno al 31 dicembre sono morti sui luoghi di lavoro 634 lavoratori: con i morti sulle strade e in itinere con il mezzo di trasporto, si superano i 1400 morti complessivi. Gli agricoltori schiacciati dal trattore sono come tutti gli anni il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. L’agricoltura, come tutti gli anni, supera abbondantemente il 30% di tutti i morti sul lavoro. Il 25% di tutti i morti sui luoghi di lavoro hanno più di 60 anni. Gli edili superano il 20% di tutti i morti sul lavoro. La maggioranza di queste vittime cadono dall’alto; dai tetti e dalle impalcature. Nelle aziende dove è presente il sindacato le morti sono quasi inesistenti: le poche vittime nelle fabbriche che superano i 15 dipendenti sono per la stragrande maggioranza lavoratori che lavorano in aziende appaltatrici nell’azienda stessa: spesso manutentori degli impianti. La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni. Anche il Jobs act per la possibilità di essere licenziati, senza appello, ma solo con un po’ di denaro, rende i lavoratori licenziabili se si oppongono a svolgere un lavoro pericoloso. Gli stranieri morti per infortunio, sono oltre il 10% dall’inizio dell’anno, è così tutti gli anni. Il 30% dei morti sul lavoro spariscono ogni anno dalle statistiche. Tra l’altro e in ogni caso i morti sui luoghi di lavoro monitorati dall’Osservatorio sono sempre molti di più di quelli monitorati dell’INAIL.

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