Giornale, Numero 15 del 15 settembre 2018

ILVA: PADRONE-GOVENNO -SINDACATI CONDANNANO A MORTE GLI OPERAI E GLI ABITANTI DI TARANTO

Redazione di Operai Contro, ci hanno condannati a morte per produrre profitti per il padrone. Ci hanno condannati a morte e una parte di operai sono condannati a morire di […]

Redazione di Operai Contro,

ci hanno condannati a morte per produrre profitti per il padrone.

Ci hanno condannati a morte e una parte di operai sono condannati a morire di fame perché licenziati

Dalla Gazzetta del Mezzoggiorno

«Far proseguire a carbone la produzione di acciaio a ridosso della città di Taranto nel 2018 è immorale ed equivale a dimettersi da esseri umani».

Non usano mezzi termini Prisco Piscitelli (medico epidemiologo, ricercatore dell’Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo, Brindisi-Bruxelles), Felice Corcione (già direttore dell’Istituto Motori del Cnr ed esperto internazionale di combustioni industriali) e Eduardo Missoni (docente universitario ed esperto internazionale di Salute globale e Sviluppo) per bocciare il futuro disegnato per l’Ilva di Taranto dopo l’intesa raggiunta tra governo, sindacati e Arcelor Mittal, soprattutto per «l’assenza di una chiara prospettiva» di riconversione ad «acciaieria pulita» in tempi certi mentre in Europa non si fa altro che parlare di «clean steel» e «decarbonizzazione», una parola che alle latitudini di Taranto sembra evocare uno spettro, come se il diritto al mantenimento di tutti i posti di lavoro del comparto Ilva non possa conciliarsi col sacrosanto rispetto del diritto alla salute e alla vita dei bambini e dei cittadini tutti di Taranto, grazie agli attuali progressi tecnologici».
I tre professionisti dalle colonne della Gazzetta lanciano un appello al governo e a Mattarella ritenendo ancora possibile tutelare diritto al lavoro e alla salute facendo dell’intesa raggiunta su Ilva un nuovo punto di partenza per disegnare un diverso futuro della città.

L’articolo in formato pdf

articolo della gazzetta del mezzogiorno

Un operaio dell’ILVA

Lascia una risposta