Giornale, Numero 12 del 12 settembre 2018

ORBAN IL DIFENSORE DEI PADRONI UNGHERESI

Il premier ungherese Viktor Orban ha parlato alla plenaria di Strasburgo. “L’Ungheria – ha detto – sarà condannata perché ha deciso che non sarà patria di immigrazione. Ma noi non accetteremo […]

Il premier ungherese Viktor Orban ha parlato alla plenaria di Strasburgo. “L’Ungheria – ha detto – sarà condannata perché ha deciso che non sarà patria di immigrazione. Ma noi non accetteremo minacce e ricatti delle forze pro-immigrazione: difenderemo le nostre frontiere, fermeremo l’immigrazione clandestina anche contro di voi, se necessario. Siamo noi a difendere le nostre frontiere e solo noi possiamo decidere. Vi dico che non accetto questa relazione e che le forze pro-immigrazione ci facciano dei ricatti sulla base di calunnie”

“Sulla migrazione – ha poi detto Orban – sono disposto a cooperare con qualsiasi governo che vuole difendere le frontiere, non è per me una questione partitica, e devo dire che mi tolgo il cappello di fronte agli italiani per il coraggio che stanno avendo e hanno avuto per quanto hanno fatto”.

La lotta contro l’emigrazione di Orban ha un suo emulatore in Italia: Salvini.

Vogliono salvare la razza italiana e quella ungherese dagli immigrati. A tale proposito sono solo  dei pallidi seguaci di Hitler e Mussolini.

E’ sperabile che qualcuno scriva qualcosa di serio sull’emigrazione nei secoli.

La lotta contro l’emigrazione di Orban e Salvini è una guerra per nascondere la loro rele battaglia in difesa dei padroni.

Riportiamo alcune notizie sulle condizioni degli operai in ungheria.

“Il salario medio degli operai in ungheria è uno dei piu bassi dell’europa. Secondo i dati dell’Istituto di statistica ungherese (KSH) il salario medio netto in Ungheria è pari a 649 euro al mese.
Pochi, molto pochi, in particolare se confrontati con un costo della vita che in alcune aree ha raggiunto livelli quasi da “Europa occidentale”.
Uno stipendio medio così basso pone l’Ungheria al terzultimo posto tra i paesi aderenti alla UE, sopra solo a Romania e Bulgaria.
La forte crescita economica ungherese infatti rende evidente ogni giorno di più come alla crescita portentosa del PIL corrisponda non un generale innalzamento del livello di vita della maggioranza della popolazione, ma anzi una divaricazione sociale sempre più marcata tra una fetta di popolazione che può godersi standard di vita “occidentali”, o forse anche di più, e la maggioranza degli ungheresi che continua a faticare non poco per arrivare a fine mese, dovendo in numerosi casi affrontare un secondo o un terzo lavoro.
Ad incidere sulla crescita del salario medio vi è inoltre la carenza di lavoratori. Infatti nonostante i dati ufficiali parlino di un tasso di disoccupazione pari al 4,3% in numerose categorie, e specialmente a Budapest, si registra ormai una cronica carenza di lavoratori.
Negli ultimi anni l’economia del paese danubiano è cresciuta a ritmi sostenuti. A favorire questa crescita è stata sia la politica economica del governo (politica monetaria e di investimenti pubblici e privati in primis) che la disposizione di manodopera a basso prezzo, oltre allo stretto legame economico con l’economia trainante del continente, quella tedesca. La crescita economica ha portato quasi all’annullamento della disoccupazione, un sostenuto aumento del costo della vita ma in particolare ha portato ad un aumento delle diseguaglianze nel paese.
Già il salario medio degli operai italiani è al 12 posto in Europa. Quello ungherese è al 22 posto.
I grandi successi dei padroni ungheresi, grazie ad Orban, sono stati fatti sulla pelle degli operai

Un operaio

 

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