Giornale, Numero 6 del 6 agosto 2018

Strage di braccianti immigrati e caccia agli immigrati

Caro Operai Contro, 4 braccianti immigrati sono morti, altri 5 gravemente feriti, nello scontro tra un tir ed il furgone col quale stavano rientrando, dopo l’interminabile e massacrante giornata lavorativa. […]

Caro Operai Contro,

4 braccianti immigrati sono morti, altri 5 gravemente feriti, nello scontro tra un tir ed il furgone col quale stavano rientrando, dopo l’interminabile e massacrante giornata lavorativa. Costretti a viaggiare in 12 su un furgone senza sedili, ammassati peggio degli animali.

Gli operai immigrati sono tra i più sfruttati.

Il razzismo per dividere e mettere contro fra di loro gli sfruttati, mentre approfitta della condizione di bisogno dei più disagiati, fa leva e li accusa del fatto che essendo fra i più poveri, rubano il lavoro agli “italiani”.

Anche nell’ultima settimana è continuata la caccia a operai e giovani immigranti, con aggressioni anche a mano armata.

Le condizioni delle classi sociali sono un prodotto della società così com’è strutturata, con le sue leggi e i partiti al servizio del capitale.

Nessuno operaio immigrato o non, ruba il pane a un altro operaio. E’ il padrone che sfrutta gli operai e s’impossessa del plusvalore che producono. Lui è responsabile della condizione degli operai e della frammentazione al suo interno.

Per mettere contro gli operai fra di loro, il razzismo vorrebbe farci individuare il nemico, non nei padroni e nei borghesi in Italia, ma nei nostri simili, negli strati disagiati

Attaccano gli operai immigrati per dividerli dagli altri operai.

Dobbiamo organizzarci insieme nel partito operaio

Saluti Oxervator

Allego elenco aggiornato delle aggressioni, in prevalenza a giovani e operai immigrati.

18 aggressioni di cui 14 a mano armata. 3 uccisi. 20 feriti

 3 febbraio 2018.

Sei immigrati africani di cui una donna, di età compresa tra i 21 e i 23 anni, a Macerata vengono feriti uno gravemente, da un uomo (forse due), che spara per le vie della città, a bordo di un Alfa Romeo 147. Si tratta di Luca Traini, italiano di 28 anni, frequentatore della locale sede della Lega. Dopo la sparatoria contro i migranti, è sceso dalla macchina facendo il saluto fascista, con la bandiera italiana sulle spalle e un tatuaggio fascista sulla fronte.

 15 febbraio 2018.

Raffica di proiettili sparati contro la finestra di un centro per migranti a Pietraperzia in provincia di Enna. La struttura con 20 migranti era aperta da una settimana, nessuno è rimasto ferito.

 5 marzo 2018.

Un immigrato senegalese, Idy Diene di 54 anni, viene ucciso con alcuni colpi di pistola sul ponte Vespucci di Firenze. Per la sua uccisione è stato arrestato Roberto Pirrone italiano di 65 anni.

 3 giugno 2018.

Un immigrato del Mali, Soumalia Sacko bracciante di 29 anni e delegato sindacale, viene ucciso a fucilate a Vibo Valentia. Lavorava in condizioni di massimo sfruttamento nei campi di San Ferdinando in Calabria. E’ stato arrestato un parente del padrone accusato di essere stato lui a sparare.

 11 giugno 2018.

Due immigrati del Mali a Caserta vengono feriti dai colpi di pistola sparati da un auto in corsa, gli attentatori gridavano: “Salvini, Salvini”.

12 giugno 2018.

Pistola in pugno un gruppo di razzisti fanno irruzione nel centro di accoglienza di Sulmona, (L’Aquila) accoltellano un immigrato del Gambia.

20 giugno 2018.

Un immigrato del Mali, Konate Bouyagui di 33 anni con regolare permesso di soggiorno, lavora come cuoco a Napoli, viene ferito all’addome mentre rientra dal lavoro. Gli spari che l’hanno colpito provenivano da un auto in movimento.

8 luglio 2018.

Due attentati in pochi giorni a Forlì. Un immigrato ivoriano di 33 anni mentre era in bici, gli hanno sparato con una pistola da un auto. La notte dopo una donna nigeriana viene ferita ad un piede con un colpo di pistola.

10 luglio 2018.

Due nigeriani vengono feriti dai colpi di pistola sparati da alcuni scooter. I due nigeriani feriti erano in gruppo con altri richiedenti asilo, e stavano aspettando l’autobus a Latina Scalo. Identificati dai carabinieri gli sparatori sono tre italiani di 23 anni, la loro aggressione è stata immortalata dalle telecamere della zona.

17 luglio 2018.

Una bimba rom di 13 mesi viene colpita a Roma da un proiettile sparato da un fucile. Rischia di rimanere per sempre paralizzata. A sparargli è stato un italiano di 59 anni, ex dipendente del Senato.

22 luglio 2018.

Un giovane immigrato con regolare residenza a San Giovanni Gemini (Agrigento), si è ritrovato con la mandibola rotta, dopo l’aggressione subita da due energumeni razzisti. Durante l’aggressione gli hanno urlato: “sporco negro torna al tuo paese”.

26 luglio 2018.

Un operaio immigrato dall’isola di Capoverde, viene colpito da una pistola che spara da una finestra mentre sta montando delle luminarie a Cassola in provincia di Vicenza.

27 luglio 2018.

Un ragazzo di 22 anni immigrato dalla Guinea, a San Cipriano d’Aversa in provincia di Caserta, è stato colpito in pieno volto da uno sparo partito da una pistola, dopo che uno scooter gli si era affiancato.

28 luglio 2018. Immigrato senegalese che lavora come cameriere in un bar, viene aggredito e picchiato da sette ragazzi italiani. E’ successo a Partinico nel palermitano. Gli aggressori gli hanno urlato: “Vattene nel tuo paese sporco negro” come riporta la cronaca.

29 luglio 2018. Un immigrato picchiato e ucciso. Aveva 43 anni si chiamava Hidj Zaitounj, veniva dal Marocco, è successo ad Aprilia.

 

30 luglio 2018. Aggredita a Moncalieri (To) l’atleta italiana di origini africane Daisy Osakue, ha riportato lesioni alla cornea. E’ stata colpita dal lancio di uova provenienti da un Fiat Doblò.

31 luglio 2018.

Un immigrato viene soccorso dall’intervento dell’ambulanza e dell’automedica, perché trovato con una ferita di arma da fuoco in una gamba. E’ successo a Bardello, un comune in provincia di Varese.

1 agosto 2018.

“Non vogliamo essere serviti da quello lì”. Dopo questa frase indirizzata a Mamadou Niang, immigrato senegalese, cameriere in un bar di Cala Gonone (Sardegna), il padrone ha fatto uscire i quattro razzisti dal bar.

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